Scream

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Scream

La madre della giovane Sidney è stata uccisa da uno spietato serial killer. Anni dopo l'incubo torna a bussare alle porte dei cittadini di Woodsboro: uno psicopatico che indossa una maschera ispirata al celebre urlo di Munch, e che ha una particolare passione per i film dell'orrore, terrorizza telefonicamente le sue vittime predestinate e poi le uccide a colpi di lama.
Anonimo ha scritto questa trama

Titolo Originale: Scream
Attori principali: Neve CampbellCourteney CoxDavid ArquetteJamie KennedyRose McGowanSkeet Ulrich, Matthew Lillard, Drew Barrymore, W. Earl Brown, Joseph Whipp, Liev Schreiber, Roger L. Jackson, Kevin Patrick Walls, David Booth, Lawrence Hecht, Frances Lee McCain, Henry Winkler, Linda Blair, Wes Craven
Regia: Wes Craven
Sceneggiatura/Autore: Kevin Williamson
Colonna sonora: Marco Beltrami
Fotografia: Mark Irwin
Costumi: Cynthia Bergstrom, Mathew Hooey, Gary J. Saldutti
Produttore: Cathy Konrad, Bob Weinstein, Harvey Weinstein, Cary Woods, Marianne Maddalena
Produzione: Usa
Genere: Commedia, Horror, Poliziesco, Thriller
Durata: 112 minuti

7 / 22 Maggio 2019 in Scream

Il film cult degli anni 90.un buon horror deve avere tutte le regole descritte in questo film. Senza dubbio il mio horror preferito

Le regole sono fatte per essere infrante. / 25 Novembre 2013 in Scream

Giocare con il genere, somontarlo, rimontarlo e reinventarlo con il fare di chi sà cosa sta trattando. Con “Scream” il regista Wes Craven si riperende l’horror, genere che ha contribuito a stilizzare nel corso della sua filmografia, ma soprattutto si riprende una certa credibilità artistica e registica, realizzando, probabilmente, il suo miglior lungometraggio, insieme al miracoloso e altrettanto sperimentale “Nightmare – Nuovo Incubo”, degli scialbi anni ’90. Craven costruisce la storia sul classico canovaccio del killer feroce ed imprendibile che terrorizza un’intera cittadina americana, con particolare attenzione ai teenagers festaioli e tipicamente “yankee”, ma intorno a tutto questo enorme clichè imbastisce un elegante saggio sulla funzione, più o meno valida, delle regole tipiche del genere horror.
Un film dunque decisamente atipico per gli standaridizzati e ormai saturi canoni degli anni ’90, difficile da catalogare e da inserire in un solo genere, poichè, come appena detto, lo si potrebbe leggere senza alcun problema come saggio, ben definito, del genere al quale vorrebbe appartenere, ma da cui probabilmente si eleva a qualcosa di più personale ed autoriale, spezzando, in un certo qual modo, tutte le certezze costruite in ben trenta e più anni di horror, per poi ricomporle e nuovamente portarcele via.
Craven si diverte a girare e ciò si evince da come il film scorre e procede con grazia, nonostante i continui e brutali squartamenti, fino ad arrivare all’immensa orgia di sangue finale, deliziosa, violenta ed estremamente divertente, dove i nodi vengono al pettine e le regole del genere, seppur violentate o modificate, tentano di tornare al loro posto. Si, perchè nonostante il regista tenda a rinnovare l’horror, riuscendoci anche abilmente, si nota come egli in realtà possieda una certa reazionarietà per quelle stesse regole, come a volerci comunicare che si, possono essere smontante, stropicciate o addirittura cambiate, come accade durante tutto “Scream”, ma mai del tutto accantonate, non se ne può fare a meno se si vuole imbastire un degno film horror di un certo tipo. Mai fare sesso, ubriacarsi o drogarsi (regole se ci si fa caso alquanto figlie di un certo puritanesimo) e mai dire “Torno subito”, quasi dei dogmi del genere, eppure durante “Scream” tutti, o quasi, vengono infranti ma, si torna a ripetere, mai accantonati. Evidenti, inoltre, i continui omaggi e rimandi cinefili che impreziosiscono la pellicola di una notevole maestria e cultura cinematografica alquanto dettagliata e fatta propria.
Dunque, un’opera brillante e brutale che ha dato vita ad un franchise di successo con ben tre sequel, mai, ovviamente all’altezza dell’originale e nuova linfa alla carriera frastagliata di Wes Craven, regista dai notevoli colpi di genio (non scordiamoci “Nightmare” ) ma anche dagli incredibili flop.
Ovviamente qui l’assasino non è il maggiordomo…

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26 Maggio 2013 in Scream

Film interessante, carico di suspense e di adrenalina, un perfetto spaccato caricaturale dei giovani studenti americani, dipinti da Craven come un branco di pecore tutto sesso, soldi e poco cervello.
Un film che si scaglia un po’ contro i cliché dei classici film dell’orrore(l’assassino per esempio è un imbranato, che rischia più volte di essere scoperto), che tiene in continua tensione con i movimenti lenti dell’assassino, con il terrore cieco delle vittime, con le lunghe lame affilate che si riflettono alla luce, con inseguimenti e salvataggi all’ultimo respiro.
Nonostante il finale un po’ confusionario, è un film davvero ben fatto, intenso, zeppo di citazioni(da Venerdì 13 a Nightmare), un classico dell’horror da annoverare tra i migliori del suo genere, ma si sa, la classe non è acqua e Craven è riuscito ancora una volta a creare una sorta di mito che, a distanza di anni, viene ancora citato e ricordato(la maschera di Scream è ormai divenuta un’icona come il suo “fratello” Freddy Kruger).
Consigliato agli appassionati del genere, ma anche a chi non ama i film horror, forse riuscirà a ricredersi dopo la visione di questo film.

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L’horror più cinefilo della storia / 16 Giugno 2012 in Scream

Pochi film hanno influito alla storia di un intero genere proprio mentre il suo compimento sembrava definitivo, riuscendo perfino a modificarlo quel tanto che basta da creare un filone irrisolto e irrisolvibile. Scream, capolavoro a metà tra horror e commedia nera, c’è riuscito con il genere che predilige la massiccia presenza di serial killer. Pieno zeppo di ogni tipo di citazione cinefila riguardante l’horror, da Psyco a Nightmare, da Hellraiser a La casa di Raimi, è l’horror che ha maggiormente rivoluzionato il modo di fare questo tipo di cinema, aggiungendo dei notevoli clichè alla solita sceneggiatura riguardante serial killer. Williamson, sceneggiatore dal notevole talento, si mette a lavorare su un soggetto che ricorda da vicino le ossessioni cinefile del passato, con l’aggiunta di elementi moderni(telefoni, videoteche) e ne trae una delle migliori opere degli anni novanta. La trama di Scream ormai famosissima, inizia con il massacro di una giovane biondina. A precedere l’omicidio c’è una telefonata alla ragazza da un sinistro uomo che cerca di parlarle, e che la sta spiando, sfidandola ad un gioco sugli horror con unico premio la salvezza. Poi l’azione si sposta su una donna giovane, atletica, bella che vorrebbe passare qualche tempo con il suo fidanzato, ma anche per vari e incredibili motivi personali, non riesce ad amarlo al massimo delle sue potenzialità. La donna sarà il nuovo bersaglio del killer. Da ora comincia una grande caccia all’uomo condita con tentativi di sopravvivenza, di lei e dei suoi amici più cari. Ottimamente diretto dal maestro Wes Craven, è uno dei principali esempi di film di culto nella storia del cinema recente. Il film arriva proprio nel momento giusto: Siamo nel 1996, metà degli anni 90, da sempre considerati solo un secolo di transizione per poter chiudere il millennio il più in fretta possibile. E arriva proprio velocemente a scuotere le coscienze, girando e rigirando sullo stesso punto, fino a stancarsi e ritornare a giocare con i suoi personaggi. Alcune sequenze di questo capolavoro ormai passato alla storia sono celebri: oltre alla scena iniziale, la scena con le regole da seguire in un horror e poi lo splendido finale notturno che cita anche Donnie Darko, indirettamente. A Scream si deve anche la reinvenzione delle parodie horror, sparite nel tempo. Da qui infatti nascerà la saga, ormai celebre di Scary Movie che nel primo capitolo(visibilmente il più riuscito) sarà completamente basato su questo film di Craven. La sottile ironia di questo regista, che sembra molto british pur essendo americanissimo, è uno dei punti principali del suo cinema. Come nel famigerato e già citato Nightmare, il regista fa la parodia di se stesso e riesce spesso a cogliere nel segno anche quando sposa schermaglie sociali e si pone come nuovo modello di riferimento per horror che guarda veramente con occhio diverso. Ma ricordiamocelo, siamo in un horror, per quanto divertente e ironico. E infatti qui c’è un serial killer e che serial killer! La figura dell’uomo(o donna?) vestita con un vestitone nero e la maschera che ricorda L’Urlo di Muntch è ormai entrata di diritto nel linguaggio comune dell’horror e continua ad ossessionare generazioni di ragazzi che si cimentano nella visione di questo grande capolavoro senza età. Il cast è composto da giovani che da lì a poco sarebbero diventati grandi, come Arquette o la McGowan, o anche Neve Campbell. E poi, nel ruolo del preside, c’è un grande Henry Winkler(il Fonzie di Happy Days), non accreditato per quella parte. Ci vorrebbero intere pagine di un saggio per poter capire le suggestioni di natura stilistica che ha avuto il gran Craven per realizzare al meglio questo film. Scream è un film passionale, eclettico, allucinogeno, che provoca dipendenza. Una volta che lo hai visto non lo scordi più e lo rivedi più volte per poter finalmente tornare a sentire l’emozione di quel film che ti dà la sensazione di carica e di energia. Una scarica di adrenalina notevole mi prende sempre dopo aver visto questo film, tra i miei preferiti da sempre. E se un horror con un serial killer, che parla di ragazzi minacciati da un assassino mascherato che si riuniscono in case per poter parlare meglio e ripararsi, che vengono intervistati dalle tv locali riguardo al killer, che vengono massacrati ad uno ad uno fino ad un finale geniale, riesce a provocarmi queste emozioni vuol dire che Scream è veramente qualcosa di speciale. Ecco come si fa cinema nell’era di transizione. Ecco come si cambiano le carte in tavola per un genere centenario.

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Innovativo / 13 Maggio 2012 in Scream

Ai suoi tempi fu un film che fece la storia!
Sicuramente un film da top ten.