Recensione su Scott Pilgrim vs. The World

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Capolavoro minore / 8 Ottobre 2019 in Scott Pilgrim vs. The World

Tramutare un film giovanilistico con un’estetica da videogioco in un capolavoro (seppur minore) non è impresa da poco; ma Edgar Wright ci riesce in pieno, grazie a una serie stupefacente di invenzioni visive originali, a un umorismo pervasivo con scatti di vera comicità (come nella scena esilarante dela polizia vegana), a una colonna sonora in buona parte originale e a interpreti più che adeguati, tra cui segnalerei Alison Pill (la batterista corrucciata) e Kieran Culkin (il compagno di stanza gay), in mezzo a una parata di stelle più o meno agli esordi, tra cui Aubrey Plaza, Brie Larson, Jason Schwartzman e – naturalmente – la già regale Mary Elizabeth Winstead. (Chi come me soffre di una forma acuta di annakendrickfobia si tranquillizzi: ha una parte minore e comunque tollerabile.)
Unico neo, mi pare, è la scelta del protagonista Michael Cera; non per difetti di interpretazione, ma per la mancanza del physique du rôle: è veramente difficile accettarlo come oggetto dell’interesse amoroso di Ramona, o come vincitore di cinque sfide su sei (o sono sei su sette?) con i malvagi ex. Ma forse la scelta incongrua è voluta, per permettere allo spettatore medio una più agevole identificazione con l’eroe e di sognare, per lo spazio di 110 minuti, che le Ramona Flowers di questo mondo siano davvero alla sua portata.

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