Recensione su Scarface

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Tony Montana / 1 Gennaio 2014 in Scarface

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Nel 1983 esce Scarface del maestro de Palma, remake dell’omonimo film del 1932 diretto da Howard Hawks. Il successo che ha avuto quest’opera raggiunge vette ineguagliabili, stiamo parlando di un cult che ha segnato una generazione e tuttora è lodato in modo enfatico soprattutto dai giovani.

Ma la domanda è: qual è il motivo del successo di questo pellicola ?
Il principale fautore di questo successo è senz’altro Al Pacino, che qui regala una delle migliori interpretazioni della storia del cinema e, nonostante sia stato ignorato agli oscar, diventa un’icona con il suo Tony Montana.
È un uomo violento e crudele, ma al contempo idealista e sognatore: è sempre lui al centro della scena, con i suoi sfregi sul volto da cui prende il nome il film.
Dall’aver niente è arrivato in poco tempo all’aver tutto, grazie alle sue abilità; per poi crollare di botto, in preda alla follia. Per questo folle criminale, alla fine, ci ritroveremo a fare il tifo.
Approdato in America per mezzo dell’esodo cubano di Mariel, non fatica a raggiungere il potere, mostrando a tutti le sue notevoli doti.
È spietato, ma non è un “macellaio”, in quanto non ammazza bambini, ciò denota una sua particolare etica che lo etichetta come un personaggio atipico e folle. Il problema per lui è che è troppo ambizioso e non capisce quando è il momento di fermarsi, si mette così contro al cattivo dei cattivi: un boss di nome Sousa. E si sa: chi troppo vuole nulla stringe.
Da lì, incomincia una discesa negli inferi per Tony, il suo legame morboso con la sorella Gina lo porta ad ammazzare il suo amante, nonché grande amico di Tony: Manny Ribera (straordinaria la performance di Steven Bauer).
Dunque, vi sono tanti personaggi, tutti di enorme rilevanza e, per carità, interessantissimi. Riescono a ritagliarsi uno spazio importante ed a restare impressi nella memoria collettiva , però è Tony Montana il vero simbolo di questo film, che quasi prende vita grazie ad Al Pacino ed entra a far parte della cultura popolare.
Suo malgrado, diviene un idolo anche per i criminali e per le associazioni a delinquere come la camorra.
Il percorso di Tony prosegue fino ad arrivare ad un finale crudo, in piena sintonia con il resto del film.
Spettacolare, eppure terribile, il finale dove muore la sorella e la sua follia si tramuta in rabbia, così si scaglia contro tutti gli scagnozzi di Sousa e sotto l’effetto della cocaina se ne sbatte delle pallottole che lo colpiscono, viene abbattuto solo da una lupara, una giustiziera alle sue spalle. Così cade morto nella piscina della sua lussuosa villa e il film si conclude con l’inquadratura della piscina insanguinata e con la celeberrima scritta.
“The world is yours”

Ci sarebbero tantissime cose da dire su questa pellicola, infatti essa non si regge solo sul suo protagonista, ma è abbellita da tanti dettagli. Il sangue e la violenza sono in contrapposizione con i suggestivi paesaggi di Miami, il luogo dove si svolgono le vicende che, fondamentalmente, altro non sono che il manifesto della criminalità e del traffico di droga nella Miami degli anni 80. Brian de Palma realizza quindi uno dei suoi migliori film, in un mondo anni 80 in mano alla criminalità ed agli abusi di potere.
Dopo questo film Brian de Palma si dedicherà maggiormente ai gangster-movie, ed a buon merito ! considerando Carlito’s way e gli intoccabili.
Sicuramente questo è uno dei suoi migliori film, un remake che prende le distanze dall’originale per l’ambientazione e il periodo che fa necessitare un cambio di sceneggiatura più incentrato sul personaggio di Tony, che subisce un percorso psicologico visibile anche tramite i dialoghi, grazie ad una recitazione impeccabile di Al Pacino.

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