24 Recensioni su

Saving Mr. Banks

/ 20137.4434 voti

Disney, emotion maker. / 15 Agosto 2019 in Saving Mr. Banks

Favoloso semi biopic che regala emozioni e lacrime. Non ci sta niente da fare, la possiamo criticare in ogni modo ma mamma Disney ci sa fare, e qui lo dimostra alla grande, suonando e cantando le lodi del suo creatore e del fantastico mondo che creato.

Bello, ma….. / 23 Giugno 2018 in Saving Mr. Banks

L’ho apprezzato, devo dirlo. Qualche lacrimuccia c’è stata. Tom Hanks e Emma Thompson davvero bravi (lui è identico a Disney!!) ma la favoletta scorre leggera, con sorrisi e lacrime, e si guarda con semplicità genuina come il mondo Disney ci ha insegnato.
Una bella storia anche se sì, sojo d’accordo con chi dice che la Travers sia una gran pip…..!
Credo che tutte queste lodi siano un pó sopravvalutate: bella pellicola ma non di certo un eccellente capolavoro!
Un 7 è giusto.

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coinvolgente / 8 Marzo 2018 in Saving Mr. Banks

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Nella mia infinita lista di film da vedere c’era anche questo, il racconto di come Mary Poppins sia passata da essere una serie di libri al film d’animazione per eccellenza targato Disney. Ovvero l’incontro tra Walt Disney e PL Travers autrice delle avventure di Mary Poppins. Disney è da vent’anni che cerca di convincere l’autrice a firmargli i diritti cinematografici per poter realizzare un film con protagonista la tata londinese più famosa. In una commedia divertente e commemorativa, che mi ha riportato agli anni in cui a casa dei miei nonni mettevamo la cassetta di Mary Poppins, cantavamo tutte le canzoni e ridevamo della gamba di legno di nome Smith, senza capire perché facesse ridere! Ma ora lo so;) Il film mi ha illustrato la vita dell’autrice, una storia che non conoscevo ma che mi ha fatto capire molte cose tra cui il vero significato dell’arrivo di Mary Poppins dai Banks. Lei non è venuta a salvare i bambini, è venuta a salvare il padre. Nel film incappiamo nei flashback dell’autrice in cui ricorda la sua infanzia, con due sorelline più piccole, con una madre sull’orlo del baratro, e un padre incapace di tenersi un lavoro a causa dell’alcol. Nonostante questo l’amore per il padre è immenso e la piccola cerca di salvarlo con ogni mezzo. Infine si scopre l’ispirazione del personaggio della tata, ovvero la zia accorsa ad aiutare la famiglia in disgrazia. Una zia dalla borsa grande, dall’ombrello col pappagallo in cima e soprannominata dal cognato vento dall’est. Vento dall’est, la nebbia è là, qualcosa di strano fra poco accadrà. Troppo difficile capire cos’è, ma penso che un ospite arrivi per me. Un racconto divertente e commovente, che fa apprezzare ancora di più l’amata favola di Mary Poppins.

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Delusione / 19 Ottobre 2016 in Saving Mr. Banks

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Ora capisco perché il libro non mi è paicuto e felicemente non è stato finito. Mary Poppins è acida e odiosa come Pamela. A questa qui in bancarotta non va bene un tubo di niente, perché è isterica, copia un padre ridicolo. Che per andare al treno non prende la carrozza e porta le valigie a mano e fa camminare una donna con una bimba piccola in braccio perché non la sa nemmeno lui. E vanno a vivere in un posto isolato per SUO solo piacere. Detesto le persone come lei. Bellissime solo le parti dove fanno vedere che creano i disegni e le canzoni.

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“Non lasciarmi…” “MAI… Promesso…” / 15 Maggio 2016 in Saving Mr. Banks

Cosa c’è dietro il bellissimo MARY POPPINS… Una storia drammatica dell’autrice e la sua fantastica ma triste infanzia. Da qui nasce il suo pessimo e irritante carattere che la fa odiare da tutti ma nello stesso tempo intenerire.
Interpretato benissimo da tutti i protagonisti.
Un bel film che commuove.
“Vento dell’est… La neve è là… Qualcosa di strano tra poco accadrà… Troppo difficile capire cos’è… Ma penso che un ospite arrivi per me…”
Ad maiora!

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Saving Ms Travers / 10 Ottobre 2015 in Saving Mr. Banks

Il film non è che un’autocelebrazione dell’impero Disney.
E’ quasi un oltraggio nei riguardi di un’autrice straordinaria che viene ancora una volta (dopo il musical Mary Poppins) frantesa.
Chiamatelo pura fiction, finzione totale e non avrei alcun problema, ma non spacciatelo come “ispirato a una storia vera”. Di vero non c’è proprio niente.
http://sdsuchildlit.blogspot.it/2013/12/saving-mr-banks-but-throwing-pl-travers.html

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22 Agosto 2015 in Saving Mr. Banks

Non bisogna approcciarlo come un film biografico, quanto piuttosto come un film ‘tratto da una storia vera’: poco aderente alla vera verità, un’americanata come solo la Disney sa farle – di quelle che ti strappano proprio la lacrimuccia alla fine – ma senza dubbio ben fatta. Dà modo di riflettere da un lato sul ruolo di realtà e fantasia nell’educazione dei bambini, come anche sul rapporto tra un artista e la sua opera.
E poi io amo Emma Thompson: non so che farci, me la sposerei!

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22 Agosto 2015 in Saving Mr. Banks

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Bel film, anche se non proprio attendibile dal punto di vista di come siano andate veramente le cose, ma poco importa.
Quando avevo visto Mary Poppins la prima volta non avevo colto il vero senso del film, che la famosa tata non era li per i bambini, ma per il padre. In effetti fa venire voglia di rivederlo attraverso questa nuova ottica.
Bravo Colin Farrel nei panni dell’irlandese con problemi di alcolismo, di una bravura abbastanza sospetta 😉

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8 Aprile 2015 in Saving Mr. Banks

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Devo fare una confessione: non ho mai amato particolarmente Mary Poppins.
Non è che non mi piacesse, ma l’ho visto un milione di volte per tre motivi: a mia sorella piaceva un sacco; mia sorella strillava più forte di me; i miei genitori l’adoravano. Ne segue che non ero io ad avere la meglio nell’eterna lotta “che film mettiamo” se Mary Poppins entrava nella faccenda. E ne segue che per associazione di idee non lo guardo mai volentieri. Giusto per restare in tema di traumi infantili.
Spoiler, per sicurezza.

Saving Mr. Banks mette in scena l’odissea che fu portare Mary Poppins sul grande schermo: Pamela L. Travers per vent’anni rifiutò a Disney i diritti finchè, dopo questo lungo corteggiamento e grossi problemi finanziari, decise di provarci. Dotata di un potere decisionale mai concesso prima, Pamela Travers irrompe negli studios come un’uragano decisa ad impedire che la sua Mary Poppins diventi uno dei personaggi tutti zuccherini e mossettine targati Disney.
Il trailer di questo film mi ha tratta in inganno: sembra presentare una commedia, ma in realtà più volte mi sono scoperta commossa durante la visione. Pamela Travers è una donna scontrosa, chiusa, poco socievole, francamente stronza, e che, ad un certo punto, ci gode tantissimo nel potere che ha su quest’uomo ricchissimo, potentissimo, a capo di un regno che, per lei, si limita a produrre sogni standardizzati.
Emma Thompson è perfetta nel ruolo, a far vedere che sotto la scorza della bastian contrario c’è qualcosa di più, qualcosa che va oltre l’amore di uno scrittore per la sua creatura. Non fraintendetemi: anche se fosse solo quello, sarebbe comprensibile l’ostilità della Travers: lei ha chiaro che il problema di fondo non è solo nell’aspetto dei luoghi, nella scelta degli attori. Il problema è che lei vede i messaggi di Disney opposti a quelli da lei voluti, e non vuole che si stravolga il significato della sua opera.
Ma il film riesce a darci di più, perchè grazie all’alternarsi tra il presente e il passato, noi spettatori iniziamo a vedere, a capire, perchè Mary Poppins è così importante. Perchè è così importante che, nell’essenza, non cambi.
Perchè Pamela Travers era pronta a condividere la storia col mondo, ma riluttante a farci giocare qualcun’altro, a permettere a qualcun’altro di dare la sua interpretazione.

Perchè quando dice che quei personaggi sono la sua famiglia, non è solo in senso figurato. I Banks sono la rappresentazione della sua famiglia, Mary Poppins è la zia Ellie arrivata dal nulla per toglierli dalla strada della distruzione: un padre amatissimo e capace di dare amore, ma alcolizzato, autodistruttivo, incapace di tenere un lavoro. Debole di fronte alla vita e che quindi cerca rifugio nell’immaginazione. Una madre depressa, sconfitta dai problemi e dallo stress.
E le bambine, che non capiscono ma intuiscono, destinate in futuro a conciliare i sentimenti infantili con la comprensione di un adulto.
Per Pamela Travers l’immaginazione è la fuga, il rifiuto di affrontare i problemi. È importante, ed è amata. Ma è l’arrivo di una persona pratica e coi piedi per terra a portare salvezza.
Ma non per tutti, e quindi cosa può fare un narratore se non aggiustare la realtà, facendo compiere a Mary Poppins quello che la vita ha impedito?
Mary Poppins non arriva a salvare i bambini. Lei è lì per salvare il padre. Un padre che non è un mostro, un padre che non straccerebbe mai la lettera dei figli, un padre che ha dei difetti ma è una brava persona. Un padre che merita di essere salvato.

Saving Mr Banks parla anche di questo: di persone adulte che sono ancora figli e figlie, le cui cicatrici dolgono ancora. Parla del valore delle storie, per chi le narra, per chi le ascolta, per chi le reinterpreta.
Walt Disney e Pamela Travers trovano un terreno comune nel monento in cui Walt le assicura che non importa con quali mezzi, con quali sequenze, con quali adattamenti, quello che rimarrà invariato, quello che ce la metterà tutta a trasmettere, è che il signor Banks sarà salvato. Agli occhi del mondo ci sarà quel riscatto che la vita ha negato e, forse, la possibilità di concedere quel perdono, che una bambina poteva solo negare, alla donna che non riuscì a mantenere la promessa di rimettere le cose a posto.

Walt Disney e Pamela Travers sono due persone molto simili eppure agli opposti: a prima vista pare che il loro solo punto di contatto sia l’essere narratori, ma per me va molto più in fondo.
Il film mette giù problemi legati alla figura paterna: per Disney il padre era una brava persona, ma ciò che l’ha segnato è quello che oggi sarebbe abuso nei confronti suoi e del fratello. Costringere due bambini a trascinarsi nella neve per consegnare giornali, pena la cintura, che va inquadrato in un’epoca dove ai figli si insegnava il mestiere punto. Un padre descritto da Disney come un brav’uomo in tutto, ma ricordato sotto una luce così negativa.

Per la Travers è il contrario: suo padre ha dato amore, ma solo quello. Tutte le sequenze del passato non sono obbiettive perchè è chiaro che sono filtrate attraverso gli occhi di una bambina che comincia a vedere il padre come essere umano. Pamela ricorda il padre come un buon padre, laddove il mondo ha visto solo una persona debole e una vita di promesse infrante.
E una cosa banale come i baffi diventano uno scontro importante perchè entrambi vogliono sullo schermo il loro signor Banks.
Poi c’è la fantasia: il bambino salvato da immaginazione e buoni sentimenti, e la bambina salvata da ordine e razionalità. Come puoi rappresentare Mary Poppins, se non puoi metterti d’accordo su questo? Come puoi trovare un compromesso su una cosa simile?

Insomma, lo scontro tra le due personalità è epico, perchè di entrambi vedi le sfumature sotterranee: così come della Travers intuisci le ferite, sotto l’aria piaciona e il fascino di Disney intuisci lo squalo, l’uomo incapace di sentirsi dire no.
L’uomo che diede alla Travers diritto di modifica sul copione ma non sul montaggio del film, che spiega perchè fosse così importante non farle sapere della sequenza animata: una volta messo tutto su pellicola non avrebbe potuto fare niente per toglierla. E infatti i pinguini danzerini sono ancora lì.
In effetti Saving Mr. Banks ti lascia con l’impressione che alla fine all’autrice l’adattamento sia piaciuto, quando nella realtà lo detestò al punto da non cedere mai i diritti dei libri successivi, e da mettere come condizione per l’adattamento a musical che ci lavorassero solo persone inglesi, tagliando di fatto fuori tutti quelli che avevano creato il film.
Una bella gara di sgambetti, oserei dire.

Del film ho adorato che mostrasse la fase di sviluppo: non ci sono set, non ci sono provini. Ci sono persone sedute intorno ad un tavolo che discutono, fanno bozzetti, improvvisano canzoni: il processo produttivo in fase embrionale, che ho trovato molto affasciante perchè non si vede spesso.
Ho anche trovato interessante che fosse così… poco mirato ai bambini. Questa è una storia per adulti e raccontata come tale: secondo me un ragazzino ci si annoia.

Questo è il film che mi ha fatto fare pace con Mary Poppins: dopo anni mi ha fatto venire voglia di vederlo spontaneamente. E credo che cambi il modo in cui lo guardi, per sempre.

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Abbasso Topolino / 25 Marzo 2015 in Saving Mr. Banks

A me che non è mai piaciuto topolino, ho sempre guardato con sospetto Mr. Walt…..
Ma in questo film mi sta simpatico. I
l film è un delicato affresco sulla storia vera che sta dietro a Mary Poppins e voglio credere che il film rispecchi davvero i fatti ed i sentimenti che traspirano dalla pellicola. E un film che potrei rivedere più volte…siamo tutti stati bambini e tutti in un modo o l’altro influenzati dalle favole di Mr. Walt.
E questa di Mary Poppins è una di quelle, e dietro ad essa c’è tutta la vita e la famiglia della Sig.ra Pamela Lyndon Travers…

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3 Gennaio 2015 in Saving Mr. Banks

Ho trovato molto commovente scoprire cosa c’è dietro uno dei film più memorabili di Walt Disney.
Davvero molto bello con attori bravissimi.

1 Gennaio 2015 in Saving Mr. Banks

Buona commedia sull’autrice di Mary Poppins; il film segue, praticamente in parallelo, l’infanzia di Pamela Travers (Emma Thompson da adulta) e il “presente” con Walt Disney (Tom Hanks) che cerca di ottenere i diritti del libro di “Mary Poppins” per farne un film. Ma Pamela, molto zitella inacidita (abbastanza antipatica per la maggior parte del film) non è d’accordo praticamente su nulla.
Simpatico vedere praticamente il backstage di Mary Poppins, su come sono nate alcune scene frutto di lunghe discussioni tra la Travers e il team della Disney (co-sceneggiatore e compositori); mentre dei personaggi del libro si ritrova l’ispirazione nell’infanzia dell’autrice.
Nel resto del cast da citare Colin Farrell e Ruth Wilson nei panni dei genitori di Pamela, Paul Giamatti è l’autista, Rachel Griffiths (vista nella serie Six Feet Under) è la zia Ellie.

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3 Agosto 2014 in Saving Mr. Banks

Dal trailer sembrava avesse un ritmo un po’ più brillante, invece è piuttosto lento anche se bello e attori bravi.

19 Luglio 2014 in Saving Mr. Banks

Film molto, molto bello.
Bravissimi gli attori, tutti.
Infanzia dell’autrice ed il making of di Mary Poppins, tra citazioni, sorrisi ed emozioni.

Il topo e la Tata / 14 Maggio 2014 in Saving Mr. Banks

Una storia talmente emozionante per cui a stento si può credere che sia realmente accaduta. Un’ottima interpretazione dei personaggi ed un impegno scenografico non indifferente; la vicenda, inizialmente enigmatica, con il procedere degli eventi si rivela in tutta la sua intensità emotiva, assumendo contorni sempre più nitidi ed al contempo inaspettati. Sebbene la figura di Walt Disney resti in secondo piano contrariamente alle aspettative, il film risulta ugualmente interessante: il personaggio di P. L. Travers, con la sua sprezzante freddezza, vi saprà sorrprendere tenendovi incollati allo schermo fino alla fine!

Da vedere in coppia? Assolutamente Sì, soprattutto se siete appassionati della Disney!

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26 Marzo 2014 in Saving Mr. Banks

La trama del film è carina ma il ritmo è lento, sopratutto nella prima parte. La protagonista viene dipinta molto bene e l’attrice dà una prova di recitazione ottima. C’è poco Walt Disney e poca concentrazione sulla figura della zia della protagonista che ha inspirato Mary Poppins.

16 Marzo 2014 in Saving Mr. Banks

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Il film si muove su due binari: da una parte l’autrice di Mary Poppins che viene convinta a dare una chance a Disney per la realizzazione di un film sul suo libro, dall’altra la sua infanzia. In un certo senso si muove anche tra due cliché: quello delle difficoltà che hanno portato alla realizzazione di un capolavoro del cinema e quello sicuramente più sfruttato della fine dell’infanzia, della bambina che vede il padre come un idolo quando quest’ultimo è incapace di prendersi cura della sua famiglia.
Tra le due storie e i due cliché ho preferito il primo. Se da una parte Emma Thompson e Tom Hanks sono straordinari e il personaggio di lei per quanto a volte irritante riesce ad appassionare e a commuovere, dall’altra non c’è nulla di particolarmente significativo. Persino l’arrivo dell’ispirazione per Mary Poppins, a cui è seguito un guizzo di attenzione da parte mia, ha solo un ruolo marginale nella vicenda padre-figlia. Poi posso capire che senza mostrare l’infanzia dell’autrice il “Saving Mr. Banks” del titolo non avrebbe avuto lo stesso effetto, però non mi ha detto comunque granché — forse anche perché l’attrice che interpreta l’autrice da bambina non è proprio espressiva, ma vabe’.
Grande delusione post-film: scoprire che i fatti sono stati edulcorati. Il film fa pensare a una signora dal cuore d’oro, un po’ bacchettona, che alla fine si fa prendere dalla magia dei film Disney. A leggere Wikipedia, invece, si scopre che il film le ha fatto così schifo che si è rifiutata di rivederlo per vent’anni. Lo so che cambiare la realtà è una prassi per film del genere, ma mi sarebbe piaciuto un finale più agrodolce e meno lacrime facili.

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10 Marzo 2014 in Saving Mr. Banks

Esci dal cinema con una voglia incredibile di correre a casa e vedere Mary Poppins. Fantastico 🙂

La lunga storia di Mary Poppins / 8 Marzo 2014 in Saving Mr. Banks

Il film racconta la storia (con qualche libertà di narrazione) di come Walt Disney cercò di ottenere i diritti per lo sfruttamento del romanzo Mary Poppins della scrittrice Pamela Lyndon Travers. Sfruttamento che si concretizzerà poi con la pellicola prodotta nel ’64, vincitrice di ben 5 premi Oscar.
Il film mostra una storia interessante, che cerca molto di soffermarsi sul lato umano dei suoi personaggi, con particolare attenzione alla travagliata infanzia dell’autrice australiana. Molto azzeccato l’utilizzo frequente del flashback, che permette allo spettatore di scoprire a poco a poco il passato della Travers. La colonna sonora, composta quasi interamente dalle canzoni del film di Stevenson, è un piacere soprattutto per i nostalgici.
Bravissima la Thompson, che regala una Pamela L. Travers arrogante e spocchiosa, ma allo stesso tempo malinconica ed emozionante. Bravissimo anche Tom Hanks. Il suo talento non viene certo scoperto per la prima volta con questa pellicola, ma l’attore statunitense fornisce davvero una bella interpretazione. Il suo Walt Disney è proprio come lo immaginavo da piccolo: sorridente, allegro, dall’aspetto e dai modi di fare quasi paterni.
Se la pellicola risulta convincente è proprio grazie ai suoi due interpreti.

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4 Marzo 2014 in Saving Mr. Banks

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

In onore del quarantacinquesimo anniversario dell’uscita di uno dei film Disney più amati da bambini e adulti, la Walt Disney Pictures presenta Saving Mr. Banks, un film ispirato alla vera storia del lungo travaglio che ha portato Mary Poppins sul grande schermo. Infatti nel 1961, Walt Disney invitò l’autrice Pamela L. Travers a Los Angeles per ottenere i diritti cinematografici del libro. L’autrice rifiutò per circa 20 anni le incessanti richieste del signor Disney, temendo che avrebbero trasformato il suo romanzo in un musical animato; adesso però trovandosi in ristrettezze economiche si vide costretta ad accettare a patto che fosse lei a visionare la sceneggiatura, la scelta degli altri e quant’altro fosse necessario affinché Mary Poppins fosse come lei l’aveva generata. La collaborazione tra la Travers il signor Disney fu estenuante, e con la sua fermezza e determinazione mise a dura prova la pazienza di quanti lavoravano al film: ferma, scostante, imperiose, estremamente critica rifiutava che i suoi personaggi fossero piegati alla macchina per fare soldi della Walt Disney perché il suo romanzo “Non sarebbe mai diventato uno dei suoi stupidi cartoni!”

“Odiava il copione, non le piacevano i fratelli Sherman. In realtà sembrava che odiasse tutto, ma se fosse vero o meno è un’altra questione. Stava affrontando dei problemi personali, profondi e complessi. Il suo rapporto con Mary Poppins era esattamente lo stesso che Walt Disney aveva con Topolino. Mary Poppins l’aveva salvata dalle ferite della sua infanzia allo stesso modo in cui Topolino aveva salvato Walt. Perciò non era facile per lei lasciare la sua creazione nelle mani di altri. Sentiva che le stavano togliendo una parte delle sua anima e che la stavano trasformando in qualcosa che non era e questo per lei era psicologicamente difficile da accettare”.

Infatti la storia narrata nel suo libro ha dei retroscena estremamente personali, strettamente legati alla sua infanzia, all’amore e all’ammirazione nei confronti di un padre amorevole ma vittima di vizi che comprometteranno la sua salute e la sua situazione lavorativa. E solo scavando nel suo torbido passato e toccando i punti di dolenti della sua sensibilità Walt Disney può sperare di farle cambiare idea e far sì che il film abbia vita.
Perché saving Mr. Banks? Perché in ognuno di noi c’è un signor Banks che deve essere salvato. Pensandoci un attimo ho realizzato di non aver mai dato –né da bambina né tanto meno adesso- la giusta importanza al personaggi del signor Banks. Apparentemente è un personaggio marginale nella vicenda, funzionale solo a far sì che Mary Poppins giunga a salvare questi bambini, abbandonati dai genitori senza più disciplina né affetto. “Chi lo dice che Mary Poppins và a salvare i bambini?” Questa battuta mi ha presa in contropiede. Cosa significa che Mary Poppins non aiuta i bambini? Allora qual è lo scopo di una governante se non quello di educare i bambini e salvarli dal disinteresse dei genitori? La mia mente ha così iniziato a galoppare per scovare nei ricordi d’infanzia tracce di questa terza persona che ha bisogno di essere salvata da Mary Poppins. Intanto i numerosi flashback nella vicenda rimandavano al passato dell’autrice. Un passato felice accanto al padre, ma sconvolto presto dal peggioramento di salute dell’ultimo e dal profondo dolore di una figlia che idolatra un padre che ha perso la gaiezza di un tempo, la galoppante immaginazione con la quale coccolava la sua principessa per lasciar spazio a preoccupazioni e dispiaceri che occupano tutta la sua mente annebbiargli il cuore. E intanto nella mia mente si affiorava un evidente parallelismo tra quest’uomo, direttore di banca turbato e sconvolto dai suo problemi finanziari e il signor Banks, un personaggio fittizio perfetta incarnazione del padre della autrice. Nella sua collaborazione con i produttori di Mary Poppins, la signora Travers lamenta spesso dell’aspetto del signor Banks che non rappresentava il personaggio uscito dalla sua penna, e della più totale freddezza e distacco nei confronti dei figli: “Perché l’avete reso crudele? Non potrei sopportarlo, è come se lo rivedessi di nuovo”. Allora ho capito. E mi è parsa davanti agli occhi una verità che mi ha colpito intensamente. Possibile che tutte le volte in cui ho guardato e riguardato Mary Poppins a me tanto caro, non abbia realmente osservato le fondamenta dal quale s’innalza un colossale capolavoro Disney? Naturalmente l’origine per cui i bambini si trovano ad aver bisogno di una governante che compensi – sia dal punto di vista educativo che affettivo – la mancanza del genitore- è da rintracciarsi nella figura del signor Banks. E pensandoci più attentamente, in effetti Mary Poppins và via proprio quando il padre si riprende dal suo totale disinteresse per i figli e gli costruisce l’aquilone, un piccolo gesto ma essenziale affinché si comprenda che il signor Banks è stato salvato e la presenza di Mary Poppins non è più necessaria. Perciò sono giunta alla conclusione che è il signor Banks il perno su cui si muove l’intera storia e sul quale si conclude la vicenda chiusa in una sorta d’anello il cui punto d’avvio e di fine è sempre Mr. Banks.
Dopo essermi dilungata ampiamente sul signor Banks, torniamo al nostro film.
Il film presenta un ottimo cast: Emma Thompson, Tom Hanks, Paul Giamatti, Colin Farrel, Ruth Wilson e l’interpretazione di ognuno è semplicemente meravigliosa, partendo da Emma Thompson che meritava sicuramente una nomination all’oscar passando per l’inconfondibile Tom Hanks che dà sempre il meglio di sì, arrivando fino a Colin Farrel che ho apprezzato notevolmente. L’intreccio narrativo è ben costruito e articolato su due piani temporali: le vicende attuali sono ben intergrate alle vicende legate all’infanzia dell’autrice grazie ai continui flashback e intrecciate- direi quasi- armoniosamente. Saving Mr. Baks è un film dal forte impatto emotivo sullo spettatore, sfruttando la potenza dei personaggi e delle tematiche affrontante per mettere in scena un omaggio e un ringraziamento ma soprattutto un ricordo per tutti coloro che conservano gelosamente il ricordo di un governante che con un po’ di zucchero manda giù le fatiche. Nei confronti della pellicola ci si sente come connessi a tutto, merito senz’altro dell’aria di familiarità che si respira, delle note che non possono non apparire familiari per chi è cresciuto ascoltandole costantemente, delle azioni dei personaggi, nell’udire nomi tanto cari al fanciullo nascosto in noi che ricorderà sempre Mary Poppins, Bert e –soprattutto adesso- il signor Banks e che quando non saprà cosa dire risponderà SUPERCALIFRAGILISTICHESPIRALIDOSO.

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3 Marzo 2014 in Saving Mr. Banks

Tutti i retroscena che hanno ostacolato , e ritardato per oltre vent’anni , la realizzazione del fortunatissimo film Mary Poppins in una gradevole e riuscita commedia ben diretta da John Lee Hancock .
Emma Thomson , che non vedevo da tempo, è perfetta nel rendere la figura acida e scorbutica della scrittrice Pamela L. Travers , ma apprezzabile anche Tom Hanks nella parte di Walt Disney oltre che un dimagrito Paul Giamatti nella parte dell’autista.

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26 Febbraio 2014 in Saving Mr. Banks

Oh bè, la bambina che è in me ancora gioisce dalla visione di ieri sera ma, e qui sta a mio parere il vero pregio del film, anche l’adulta che è in me è rimasta profondamente colpita.
Si, perchè non siamo di fronte ad un film “ruffiano”, volto unicamente a risvegliare negli spettatori facili nostalgie, offrendo la personificazione di molti sogni di bambini e confezionando il tutto nel migliore dei modi. No, il film è ben altro e molto più di questo.
Certo, le corde della nostalgia sono state ben toccate, poter scoprire la vicenda umana dietro uno dei personaggi che più ho amato da bambina (e, non mi vergogno a dirlo, amo tutt’ora) è un qualcosa di troppo prezioso per non aver evocato più di qualche ricordo felice.
Ma a colpirmi veramente è stato altro, la magnifica struttura narrativa, così intensa e al contempo fluida, nel suo scorrere in modo coerente instillando nello spettatore immagini di un passato mai sopito e di un’infanzia, quella della scrittrice P.L. Travers, che pesa come un amaro fardello nel suo presente.
L’incipit del film è ben orchestrato: P.L. Travers (interpretata dalla magnifica E. Thompson) ci viene presentata in tutta la sua aspra alterità mentre è intenta a spiegare al suo disperato agente perchè si ostini a non voler cedere i diritti del personaggio da lei ideato nei suoi libri, Mary Poppins.
Poi il viaggio a Los Angeles, l’incontro con W. Disney e la squadra al lavoro sul film, un progetto voluto, agognato, sognato da Walt per 20 anni, in onore ad una promessa fatta alle figlie quando erano piccole.
Da qui in avanti il film si muove su due binari diversi ma perfettamente implementati l’uno nell’altro, mostrandoci, attraverso il presente, i fantasmi del passato dell’autrice, in un lento disvelarsi di una realtà amara, intensa in modo disturbante, che getta una luce chiarificatrice su tutto quello che è il suo personaggio nel corso del film, come quando, tirando lentamente una tenda, tutti gli oggetti di una stanza buia assumono via via forma e colore.
La struttura è perfetta, i ricordi della scrittrice affiorano gradualmente e in modo assolutamente coerente, seguendo l’andamento del presente e regalandogli una diversa profondità, senza quei deliri onirici o quelle fasi di confuse riminescenze che alcuni film usano come meri espedienti narrativi.
Ogni pezzo torna lentamente al suo posto e il puzzle finale è quanto mai chiaro e vivido, tale da lasciare nello spettatore un profondo senso di commozione e di empatia con un personaggio, quello della Travers, che si lascia scoprire piano piano, avvicinandosi gradualmente senza però profonde “redenzioni” o repentini cambiamenti, solo mostrando le radici della sua vita.
L’incontro con Disney sarà fondamentale per potersi riappropriare del suo presente lasciandosi alle spalle dei demoni persistenti, superando, con un “salvataggio” letterario e cinematografico, i proprio tormenti.
Nei racconti si ridà ordine alla realtà e questo, a volte, può avere un effetto salvifico sulla vita di chi riesce a trasporre nelle parole un’aspirazione di equilibrio, di senso, nei fatti negatagli troppo aspramente.
La nostra fantasia può essere il viatico della nostra salvezza.
Magnifica storia, superlativa E. Thompson e, neanche a dirlo, bellissima colonna sonora, per un film che evoca e svela, portando lo spettatore in un mondo di sogno e di dura realtà e mostrandogli, ancora, in modo più “adulto”, la potenza dei sogni e dell’immaginazione.
Da vedere.

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23 Febbraio 2014 in Saving Mr. Banks

Una Emma Thompson meravigliosa, da candidatura agli oscar a parer mio. Un Tom Hanks molto bravo e decisamente credibile nel ruolo di Walt Disney. Pieno di ironia british contrapposta all’ American style. Un pò di retrogusto magico e un pò di buonismo che in questo caso non guasta. Fantasia e realtà che si fondono abilmente. Una colonna sonora di tutto rispetto, che accompagna lo spettatore passo dopo passo, dando il giusto ritmo al susseguirsi della narrazione. Questi gli ingredienti di Saving Mr. Banks.
Lo spettatore ritorna a respirare la magia di quando era un bambino, con i piedi ancorati alla realtà che tutti conosciamo, fatta di disillusione da un mondo di immaginazione.
Molto Consigliato.

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Bravissimi gli attori / 4 Gennaio 2014 in Saving Mr. Banks

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Bravissimi gli attori, a partire da Emma Thompson, che fa una detestabilissima Travers, a Tom Hanks che fa un Walt Disney molto credibile.
Troppo sdolcinato e perbenista il film: la segretaria cicciottella, il musicista reduce di guerra, l’autista con figlia disabile, tutti con dei grossi problemi e tutti felici alla fine… Sarà stato davvero così?

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