Le belve

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Le belve

Ben e Chon coltivano ottima marijuana nel sud della California e sono entrambi innamorati della bella Ophelia. Un giorno, la loro vita tranquilla viene sconvolta dal cartello del narcotraffico Mexican Baja, capeggiato da Elena, una donna senza scrupoli.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Savages
Attori principali: Blake LivelyTaylor KitschAaron Taylor-JohnsonBenicio del ToroSalma HayekJohn Travolta, Demián Bichir, Emile Hirsch, Mía Maestro, Diego Cataño, Joaquín Cosío, Sandra Echeverría, Antonio Jaramillo, Ali Wong, Trevor Donovan, Sala Baker, Shea Whigham
Regia: Oliver Stone
Sceneggiatura/Autore: Oliver Stone, Shane Salerno, Don Winslow
Colonna sonora: Adam Peters
Fotografia: Dan Mindel
Produttore: Shane Salerno, Todd Arnow, Moritz Borman, Eric Kopeloff, Fernando Sulichin, Evan Bates
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Thriller, Poliziesco
Durata: 131 minuti

Il voto sarebbe un 6.5 / 2 Dicembre 2019 in Le belve

Basato sull’omonimo romanzo di Don Winslow.
Chon (Taylor Kitsch, “American assassin”) e Ben (Aaron Taylor-Johnson, “Kick-ass”) sono coltivatori di marijuana a Laguna Beach in California; entrambi hanno una relazione aperta con Ophelia (Blake Lively) che è la narratrice della pellicola. Un giorno i due ricevono un’offerta da uno scagnozzo di un cartello messicano; questa offerta darà il via a una serie di complicazioni per i tre giovani.
Buon film fino a metà, poi si perde un po’ con qualche complicazione e intrighi all’interno del cartello; inoltre qualche dubbio su Chon e Ben e sulla loro attività. Chon, ex soldato, è più “fisico” ovvero il braccio mentre Ben è la mente dell’operazione e quindi anche i loro modi di affrontare la richiesta del cartello sono totalmente diversi.
Il film è comunque godibile anche se forse mi aspettavo qualcosa di più.
Nel resto del cast da citare Salma Hayek nei panni della terribile Elena, capo del cartello che però ha difficoltà nel rapporto con i figli, Benicio Del Toro è “Lado” lo scagnozzo e sicario per conto di Elena, John Travolta è il corrotto agente della Dea Dennis, Emile Hirsch è l’esperto informatico di Chon e Ben.

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SENZA ARTIGLI / 13 Aprile 2019 in Le belve

Un bel pasticcio venuto male. Un film che poteva inserirsi nel solco tracciato dallo stesso Stone in qualità di sceneggiatore (vedasi Scarface, l’anno del dragone) o da opere non dissimili (Blow). Ma con i se non si fa la storia e “Le belve” ha troppe cose che non funzionano.

Dal punto di vista narrativo “le Belve” è il vuoto pneumatico. Non c’è costruzione, non c’è un vero e proprio background di nessuno. Non capiamo cosa lega i personaggi tra loro ne perché i fatti prendano una determinata piega.

La regia di Stone è meno virtuosa di altre volte e spesso deficitaria. La fotografia gioca col colore un po’ troppo spesso rendendo tutto abbastanza anti estetico. Da matita rossa alcuni scavallamenti di campo.

Dove il film mostra veramente il fianco alle critiche negative è nella formazione del cast. I tre protagonisti, dall’inizio alla fine, sono insipidi come una pentola di fagiolini bolliti. Sono davvero tutti e tre fuori posto e il confronto con attori ben più carismatici, come DelToro, Hayek e Travolta, non fa altro che esacerbare il divario nonostante questi ultimi tre facciano il minimo sindacale per risultare decenti.

Un soggetto che poteva essere sviluppato senz’altro meglio in mani più sicure di quelle di uno Stone agli sgoccioli.

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Peggio del libro! / 14 Febbraio 2015 in Le belve

Avevo letto il libro di Don Winslow. C’è da dire che non è mai semplice ridurre un romanzo di quel tipo in un film, anche se Oliver Stone lo fa durare ben 140 minuti. Avevo anche già letto alcuni commenti sul film e quindi sapevo già che non sarebbe stato un capolavoro. Sicuramente uno dei punti deboli del film è rappresentato da i tre protagonisti che a mio parere non sono all’altezza. Interessante invece la scelta degli altri attori, in particolare Benicio Del Toro e Salma Hayek, non dimenticandoci di Demian Bichir. Altra cosa che mi ha fatto un po’ storcere il naso è il finale doppio, che a differenza del romanzo è molto più ottimista e buonista. Piccola nota per chiudere, fa sorridere il fatto che chi ha creato la pagina su Wikipedia ha pensato bene di inserire fra i generi anche “erotico”.

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4 Novembre 2013 in Le belve

Un gangster movie pasticciato con personaggi- macchietta e spesso involontariamente ridicolo. Piatta anonima e convenzionale la regia di Oliver Stone e orribile per i miei gusti la fotografia. Ci sarebbe da ridire anche sul cast che pone al centro del film attori senza il minimo carisma.
E la locandina è copiata da quella di Babel.

Oliver Stone: partire bene, farsi un nome, vivere di rendita / 7 Aprile 2013 in Le belve

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Le Belve è il tentativo, purtroppo, non riuscito di Oliver Stone di presentare un film bello.
Non voglio dire che sia veramente brutto, ha tutto quello che serve per passare una serata allegrotta con amici e rispettive ragazze ma è scarsissimo. Infatti alla fine risulta una mezza cazz**e.

I protagonisti della pellicola sono due giovani di Laguna Beach alta, Laguna Beach bene mica Laguna Beach bassa dove le persone hanno un reddito pro capite di soli due milioni di dollari.
La particolarità è che i due sono completamente diversi gli uni dagli altri: “Il nazi-fascista con tendeze omososessuali e il botanico buddista zecca”.
Dio li fa e poi li accoppia.
Dicevo, il nazi con tendenze omosessuali represse poiché ama platonicamente il botanico impegnato, è di ritorno da “a guera” in qualche posto dove si ammazzano tipo Afghanistan o Hell’s Kitchen, a voi la scelta. Il Buddista zecca invece è solo buddista zecca, la sua vita si basa esclusivamente su spaccio compiuto su larga scala ed attivismo alla Bono Vox.
Ma qualcosa e qualcuno li deve accomunare.
Entra in scena una neanche troppo figa ventenne.
Una mia amica mi spiega che è una tizia presa da un programma meglio noto come Gossip Girl ma non praticando quella Chiesa non so di cosa stia parlando. In ogni caso con tutti i soldi che hanno potevano prendersene una meglio.
“Lo so a cosa state pensando, sono una puttana”.
La tipa ama entrambi i ragazzi, mentre se li fotte tira fuori delle frasi filosofiche come “Entrambi si completano; il freddo metallo di Chon e il caldo legno di Ben”. Non è che se hai studiato ed hai una laurea, questa ti fa sembrare più profonda e meno troia.
In ogni caso, i tre fanno la vita dei sultani, vivono nel lusso sfrenato, fanno del bene, spacciano erba, hanno un gruppo di amici cazzuti (dagli ex commilitoni del violento ex soldato agli hacker del buddista fino a passare ad un improbabile John Travolta nelle parti di un poliziotto che alla fine risulta una delle poche figure simpatiche dopo un tizio su cui discuterò a breve, un Toro). I tre proprio perché sono ggggiovani e belli, forti, potenti e pieni de figa (una e la condividono pure) si inimicizzano il cattivo di turno, da come fa fuori gli avversari sembra uscito da Saw l’enigmista, che poi risulta essere una lei.
Compare Lady Gaga, detta la “Madrina” il ruolo femminile forte, la Boss del Cartello.
Bene, dico io, finalmente un ruolo femminile forte, infatti ho riso tantissimo quando dice: “Sono io che ho le tette qui, comando io”. Una valida alternativa al “io ho le palle/cel’hodurovotateLega)
Ma il mio fomento per la parte data a quella che sembra Lady Gaga Messicana dura poco.
Oltre ad essere Boss è anche madre e quindi quando la bionda viene rapita, gira che ti rigira, fa l’errore di affezionarsi alla gggiovane neanche fosse la figlia.
L’unica cosa veramente positiva della pellicola è quel vecchio porco amorale di Benicio Del Toro.
Spacca di brutto, tortura, droga, addormenta, approfitta, umilia, corrompe, fa le foto da maniaco, è un maniaco, è Benicio Del Toro.
Benicio fiuta, qualcosa non funziona.
Da quando hanno rapito la biondina le cose vanno male, spariscono soldi, ci sono agguati, vengono uccise persone ma la Madrina è troppo annebbiata dall’idea di rivedere la figlia e dallo stesso ostaggio.
Stenderei un velo pietoso sul doppio finale.
Quello alla Romeo e Giulietta unito a Man on Fire e l’altro, il finale vero, ancora più ridicolo del precedente.

Note del Don.
Da notare come il duo sia affiancato da ex commilitoni del nazi omofilo, in realtà non è nazi.
Ha combattuto per i Navy SEAL.
Ora per chi negli ultimi 12 anni fosse vissuto in Svervegia, i Navy SEAL sono delle forze speciali americane ipercazzute, quelli che hanno ripescato Osama Bin per intenderci.
Nel film, verso gli ultimi momenti, sparano proprio di me**a eh. Roba che il camperone medio a Call of Duty li distrugge.

Se siete dei nazicomunisti spero non vi abbiano offeso le mie parole, si scherza.
E poi amo i buddisti.
DonMax

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