Recensione su La febbre del sabato sera

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7 Febbraio 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Tony Manero è un giovane italoamericano che vive a Brooklyn con la famiglia, lavora in un negozio di vernici e la cui più grande passione è il ballo: l’appuntamento il sabato sera alla discoteca “Odissea 2001” per lui è irrinunciabile. In effetti Tony ha un talento naturale per il ballo, tan’è vero che decide di partecipare ad una gara in coppia con Stephanie, un’aòtra frequentatrice del locale con cui, la di là del ballo, stabilisce un rapporto complicato…

Da qualche tempo la multisala di Brescia trasmette ciclicamente alcuni grandi film del passato, e ovviamente la sottoscritta non si sarebbe lasciata sfuggire per nulla al mondo la visione al cinema (ebbene sì….è tutt’un’altra cosa!) di uno dei suoi film preferiti, ovvero LA FEBBRE DEL SABATO SERA, mitico film che ha lanciato John Travolta e che è rimasto nella storia del cinema anche grazie all’intramontabile colonna sonora dei Bee Gees.
Un film notevole soprattutto nella parte musicale e nelle scende in discoteca, che fotografano perfettamente la relatà della disco music dell’epoca, e infatti come non si può rimanere colpiti dai balli, dalle musiche e soprattutto dalle scene in cui balla John Travolta, davvero perfetto sotto ogni aspetto, sia come attore che come ballerino?! Io sinceramente tutte le volte che lo vedo provo un irresistibile desiderio di ballare, anche se purtroppo non ne sono capace…Tony Manero è un personaggio ormai entrato nell’immaginario collettivo, e credo sia davvero il ruolo migliore di John Travolta, che non per nulla nonstante molti film di successo ancora oggi è ricordato soprattutto per questo film.
Tony è un personaggio a suo modo non proprio semplice come potrebbe apparire di primo acchito; è un giovane che solo apparentemente si accontenta del proprio modo di vivere, in realtà cova dentro di sé una profonda frustrazione e amarezza, che sfoga nella sua passione per il ballo; nel corso della storia e grazie anche a vari avvenimenti (alcuni anche drammatici) inizierà un percorso di presa di coscienza di sé stesso e di quelo che vuole veramente dalla vita. Il finale fa intendere che forse ci sarà per lui un nuovo inizio…
Veramente antipatica Stephanie, una ragazza presuntuosa e supponente convinta di dare lezioni di vita a tutti e che la sua vita sia l’unica possibile e migliore…ma chi caxxo ti credi di essere?!
Per il resto il film tratta problematiche serie, oltre la disagio giovanile, le conseguenze delle pressioni familiari nelle scelte di vita dei figli, e le lotte tra bande nei quartieri non abbienti.
Per questo film John Travolta ircevette la sua prima nomination all’Oscar come migliore attore protagonista nel 1978; negli anni ’80 fu fatto un seguito, STAYNG ALIVE, altamente sconsigliato e altamente dimenticabile.

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