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Recensione su Santa Sangre

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15 febbraio 2013

Santa Sangre è uno di quei film che vanno visti con molta calma, possibilmente da soli o in alternativa con un amico fidato (Federico Tozzi nel mio caso) ma soprattutto senza genitori che passano e ti prendono per il culo. E’ un film particolare e vi farà fare delle domandine. La regia è del mitico Alejandro Jodorowsky, la sceneggiatura viene fatta dallo stesso con l’aiuto di Claudio Argento (fratello del più celebre Dario). Alejandro come protagonista, Fenix, sceglie un certo Axel Jodorowsky. Credo sia il figlio, non vorrei dire stronzate. Il film è principalmente una storia drammatica che non si fa mancare proprio nulla: religion-sesso-violenza-domande esistenziali alla Marzullo-scene inquietanti degne degli horror… Tutto comincia proprio con Fenix.

Egli si trova in una specie di ospedale psichiatrico.
E’ nudo, capelli lunghi, fisico snello. La cosa che ci colpisce però è il suo stato fisico e psichico, è arrampicato su un albero, sembra in catalessi, si ciba di pesce crudo come un felino

Comincia con una figura nuda, simile a Cristo, seduta su un albero in uno stato di semi-catalessi. Fenix è una figura tanto inquietante quanto profetica, torna la visione religiosa in Jodorowsky. Altra caratteristica di questo insolito personaggio è il fatto di avere un’aquila tatuata sul petto, precedentemente fatta dal suo stesso padre per iniziarlo al mondo adulto. Questo non viene detto, ci viene mostrato attraverso un lungo flashback che ci riporta ai primi anni di vita del tizio, veniamo così accompagnati nella vita di tutti i giorni di Fenix sin da bambino, nel circo del padre.
Il padre è un personaggio neanche troppo secondario. Si chiama Orgo ed è un uomo rude, sporco moralmente, tatuato, una figura forte, mascolina ed ambigua allo stesso tempo. E’ un lanciatore di coltelli ed ha una relazione con una donna provocante e no, non è la madre di Fenix. La madre di Fenix è una trapezista coinvolta in una specie di setta religiosa, la Chiesa di Santa Sangre. Chiesa abbattuta dalle autorità locali, presumibilmente abusiva e pure perché sovversiva. Adorano una santa senza braccia, la quale si ribellò a due uomini che la volevano violentare. Abbiamo visto come la famiglia di Fenix non sia proprio la classica famigliola felice, per di più egli assiste all’uccisione della madre da parte di Orgo (le taglia gli arti proprio come la santa che venera). L’aggravante ? Il padre si taglia la gola, suicidandosi.
Al peggio non c’è mai fine visto che Felix da questo punto viene diviso dalla sua migliore amica, nonché suo primo amore, una ragazza sordomuta.

Poi uno dice che non diventa matto.

Si ritorna all’inizio, al presente, dove per puro caso Fenix ritrova l’amante del padre.
Sarà la goccia che farà traboccare il vaso, da questo momento omicidi seriali, scene di violenza come se piovessero, la madre che lo convince in questa guerra giusta (ma non era morta ?), un rapporto fra madre e figlio che ricorda vagamente quello di Edipo, segnano il film. Ogni donna che incontra, ogni donna cui egli prova attrazione, viene massacrata.

Cosa succederà quando Fenix ritroverà il suo primo amore ?

DonMax

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