Recensione su Canzoni del secondo piano

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Songs from the second floor / 25 Giugno 2011 in Canzoni del secondo piano

Rivisto ieri sera. Davvero un film prezioso.
La prima volta che lo vidi mi aveva dato l’impressione di un film strano, una serie di feroci bozzetti surreali, forse un po’ slegati fra loro, che metteva alla berlina la società capitalista e consumistica globale, e svedese in particolare.
Non avevo colto la cura dei particolari e, nonostante lo abbia apprezzato anche allora, lo avevo ritenuto un film “incompleto” e incostante, con sprazzi di genialità alla Buñuel ma con troppi tempi morti. Non mi ero reso conto della ricchezza dei riferimenti culturali (l’espressionismo tedesco, il dadaismo tra gli altri), e non avevo capito fino in fondo che le varie “scenette” erano prodromi di un quadro finale davvero inquietante e sicuramente disturbante.
Non avevo davvero apprezzato l’ironia geniale dei dialoghi (causa una traduzione approssimativa).
Grazie Rai tre, che ogni tanto (a notte fonda, però) manda in onda film simili!

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