Recensione su Saibogujiman kwenchana

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31 gennaio 2013

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Il regista è quello della trilogia della vendetta, quello di cui io dico a tutti di vedere Simpathy for Mr. Vengeance e non credo ci sia qualcuno che l’ha mai fatto. Violenza poetica*_* Ma pazienza. Qui trattiene molto la sua furia distruttiva e si concentra sulla storia/favola di una ragazza che crede di essere un cyborg, e viene tenuta in una casa di cura insieme a tanti altri pazzerelli come lei, mentre il suo unico scopo è uccidere tutti i dottori, che lei ritiene colpevoli di averle rapito la nonna, la cui dentiera a sua volta conserva gelosamente. Chiaro no? Basta, è tutto così, il repertorio dei pazzi ve lo potete immaginare, c’è l’obesa, quello che cammina all’indietro, quella che guarda le cose solo tramite uno specchio e poi c’è lui, un ladro che si costruisce maschere da coniglio o qualsiasi altra cosa per rubare gli oggetti altrui. E la prende in simpatia, e si conoscono, e alla fine stanno in una tenda in una tempesta ad aspettare il fulmine che ricaricherà del tutto il cyborg ma quello non potrà arrivare mai. E insomma si chiude col sorriso, anche se non si è capito bene il perché, perché quelli diversi sono strani e belli e lei per pranzo lecca le pile; e quando crede di essersi ricaricata immagina di uccidere tutti i dottori in delle scene che sono epocali ed è anche bello poter raccontare e mostrare agli altri. Guarda! 😀

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