Recensione su Lo sperone insanguinato

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Il tocco di Serling / 29 Gennaio 2015 in Lo sperone insanguinato

Western con alcuni elementi originali, che lo rendono a tratti particolarmente gustoso. Innanzitutto un ottimo Cassavetes e un solido Robert Taylor (attore oggi tra i più dimenicati di Hollywood), affiancati da una Julie London piuttosto freddina, almeno fino a quando non tira fuori la sua voce straordinaria (da pelle d’oca la sua Saddle the wind). E poi, dietro a questa storia c’è la penna di un certo Rod Serling (autore della prima serie de “Ai confini della realtà”), il suo tocco spariglia un poco le carte di una classica storia buoni-cattivi mettendo in luce il dramma personale di un fratello minore sedotto dalla “gioia di uccidere”. Peccato che verso il finale l’onesto cineasta Parrish* raffazzoni tutto, senza rimarcare il pathos del duello famigliare e spianando tutto con un inappropriato, fulmineo happy ending.

* Lungi dal voler crocifiggere un povero regista, la colpa forse è – come spesso accade – di un montaggio sciagurato imposto dalla produzione.

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