2013

Rush

/ 20137.4454 voti
Rush
Rush

Rush racconta la lunga e ossessionante rivalità tra piloti di Formula 1 James Hunt e Niki Lauda. Una rivalità che li rese leggenda.
Ilcinemasecondome ha scritto questa trama

Titolo Originale: Rush
Attori principali: Chris HemsworthDaniel BrühlOlivia WildeAlexandra Maria LaraPierfrancesco FavinoDavid Calder, Natalie Dormer, Stephen Mangan, Christian McKay, Alistair Petrie, Colin Stinton, Julian Rhind-Tutt, Jamie de Courcey, Augusto Dall'Ara, Ilario Calvo, Patrick Baladi, Vincent Riotta, Martin Savage, Jamie Sives, Simon Taylor, Rob Austin, Tom Wlaschiha, Cristian Solimeno, James Norton, Joséphine de la Baume, Geoffrey Streatfeild, Julien Vialon, Douglas Reith, Polly Furnival, Brooke Johnston, Hannah Britland, Lisa McAllister, Hans-Eckart Eckhardt, Vanessa Zachos, Xavier Laurent, Val Jobara, Zack Eisaku Niizato, Akira Koieyama, Klaus D. Mund, Folker Banik, Andreas Engelmann, Christopher Wolert, Jochen Kolenda, Roger Nevares, Vanda Dadras, Raffaello Degruttola, Luca Zizzari, Alastair Caldwell, Alan Bayer, Joe Ferrera, Bob Constanduros, Christian Feist, Marco Canadea, Eiji Mihara, Demetri Goritsas, Jay Simpson, Philippe Spall, Erich Redman, Marcello Walton, Masashi Fujimoto, Rob Cavazos, Paulo Barone, Francesco Fronte, Morris Morrison, Luca Naddeo, Marco Napoli, Cristian Stelluti, Scott Hopkins, Matthew Watkinson, Anthony Wolfe, Jeremy Wolfe, Mark Wright, Eddie Bagayawa, Lee Nicholas Harris, Michael Vardian, Niki Lauda
Regia: Ron Howard
Sceneggiatura/Autore: Peter Morgan
Colonna sonora: Hans Zimmer
Fotografia: Anthony Dod Mantle
Costumi: Julian Day
Produttore: Tobin Armbrust, Todd Hallowell, Tyler Thompson, Andrew Eaton, Eric Fellner, Brian Grazer, Ron Howard, Peter Morgan, Brian Oliver, Guy East, Nigel Sinclair, Tim Bevan
Produzione: Germania, Gran Bretagna
Genere: Drammatico, Sport
Durata: 123 minuti

mi ha conquistata / 7 Marzo 2018 in Rush

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Metto su Rush convita che servisse a conciliarmi il sonno. Come mi sbagliavo. Sì il film è un pochino lento, ma non tanto da farmi cadere in coma profondo. La storia di questi due piloti di Formula uno è incredibile. Così diversi, rivali fin dalle prime gare, ma leali l’uno con l’altro. Se fosse un cartone lo paragonerei a Red e Tobi nemici amici. Seguiamo la crescita nelle varie scuderie dei due piloti, venuti su un po’ da soli e un po’ aiutati, la realtà è che sono bravi. Uno più tecnico, Lauda, l’atro più temerario, Hunt. L’incidente di Lauda mi ha fatto venire la pelle d’oca.Ho chiesto a mio padre di raccontarmi cos’era successo, e devo dire che la trasposizione cinematrografica è stata perfetta. Gli attori mi hanno sorpreso, mai avrei creduto che l’epico Thor, Chris Hemsworth, potesse uscire dal ruolo di retto giustiziere. Daniel Bruehl (Lauda) non lo conosco ma mi è piaciuto parecchio. La rivalità sana e pulita e il rispetto reciproco sono le caratterische che ho apprezzato in tutto il film. Non posso che inchinarmi a questo splendido film.

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Appassionante, 7. / 2 Marzo 2016 in Rush

Un film che vale la pena vedere anche se, come me, non siete appassionati di F1, di corse, di macchine e di motori.
Una regia avvincente e coinvolgente, che non stanca: sarà che comunque racconta la vera storia dei 2 piloti lauda e Hunt, sarà che la sua regia è veritiera e che non calca la mano.
insomma, se ha appassionato me, che non sapevo manco chi fossero (scherzo!9 figurati un vero patito di Formula 1.
Un bel 7, grandiosi i protagonisti.

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15 Giugno 2015 in Rush

Il film narra la storia del duello tra i piloti di Formula1 Niki Lauda (l’ottimo Daniel Bruhl) e James Hunt (Thor ovvero Chris Hemsworth).
La rivalità tra loro due parte già dalla Formula3 e sono contrapposti non solo come piloti ma anche come persone. James Hunt è un donnaiolo che cerca di mettersi in mostra; Niki Lauda è molto più riservato, anche un pò scontroso.
Arriveranno in Formula1 con tempi e modi differenti e i loro duelli proseguiranno sulle piste di tutto il mondo.
Buon film spettacolare ma che si sofferma molto anche sulle persone oltre che sui personaggi pubblici che i due hanno rappresentato. Spiccano alcune scene drammatiche come l’incidente di Lauda e le successive fasi di riabilitazione in ospedale.
Nel resto del cast da citare Olivia Wilde nei panni della modella Suzy Miller, moglie di James Hunt, la poco conosciuta Alexandra Maria Lara nei panni della moglie di Lauda, Pierfrancesco Favino nei panni di Clay Regazzoni (compagno di scuderia di Lauda), Natalie Dormer nei panni dell’infermiera prima conquista di Hunt.
A quell’epoca gli incidenti in Formula1 erano molto più frequenti e la vicenda di Lauda mi ha ricordato la morte di Senna; presagi inquietanti, dubbi su disputare la corsa e poi la tragedia. Da allora, per fortuna, si sono fatti molti passi importanti per la sicurezza in Formula1.

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8 Aprile 2015 in Rush

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Ho visto questo film per due motivi: Ron Howard è un regista che apprezzo molto, e Chris Hemsworth è un figo allucinante.
In effetti il mio processo mentale è stato, circa: c’è Chris Hemsworth -> ma non so un tubo di Formula 1 -> il regista è Ron Howard -> aspetta, quello è il ragazzino di Goodbye Lenin? (sì) -> andata.
Rush racconta la rivalità di due grandissimi piloti di Formula Uno: l’inglese James Hunt e l’austriaco Niki Lauda, due uomini di immenso talento e di carattere opposto, che hanno passato il periodo d’oro della loro carriera l’uno sulla scia dell’altro, creando una leggenda.
Lo so, perchè questi due correvano negli anni ’70 e ho dovuto minacciare mia madre di cambiare posto se non avesse smesso di parlare e non mi lasciava guardare il film. Dev’essere stato esaltante viverlo.
Il film, per quello che mi riguarda, funziona in tutto: della Formula 1 non mi è mai importato niente, ogni volta che ho provato a guardare una corsa l’ho trovata noiosa, senza capirci niente… un’esperienza di sport freddo.
In questo film ero incollata alla poltroncina, a chiedermi chi avrebbe vinto, a stare col fiato sospeso, tesissima. E la gara l’hanno corsa quarant’anni fa!
Non è necessario essere appassionati di Formula 1 per amare questo film, perchè lo sport è un contesto per raccontare una storia. Un contesto bellissimo, dove capisci perchè questi uomini scelgono di mettere a rischio la loro vita in ogni corsa, dove emerge la passione, in tutti i suoi lati positivi e negativi. Quando quello che più desideri al mondo può concretamente ucciderti e tu lo sai, ma non puoi fare a meno di farlo lo stesso.

Il punto di forza imho sono i personaggi: ti importa della gara perchè ti importa di loro, e tanto. A parte che sono caratterizzati molto bene, quello Howard ha fatto è stato mettere su schermo un rapporto di rivalità complesso e bellissimo, perchè le rivalità narrativamente parlando sono meravigliose. Non c’è un buono e un cattivo, ci sono solo due persone con un forte carattere, che non vanno d’accordo perchè vedono la vita e lo sport in modo diverso, e tutti e due hanno ragione per qualcosa e torto per altre.
Hunt è l’impulsivo, disposto a mettere tutto in gioco, abbraccia la possibilità di morire e per questo vive ogni giorno come se fosse l’ultimo. Festaiolo e per molti versi un vero stronzo. Ma anche con un’onestà di fondo non indifferente e mi è piaciuto che fosse sicuro di sé, che alla fine le cose volesse dimostrarle soprattutto a sé stesso.
Lauda è quello metodico. Quello che ragiona, che analizza, con scarse abilità sociali. Sicuro di sé e brutalmente onesto, e quindi apparentemente arrogante. E per niente bravo a perdere.
Ma quando uno fa la dichiarazione d’amore meno romantica del mondo e riesce ad essere la cosa più carina e stranamente tenera del mondo… beh, complimenti.
Non si riesce a tifare per qualcuno, in questo film. Ci sono dei momenti dove capisci Hunt e ti dici “Cavolo, è davvero un figo, non può perdere” e altri in cui lo vorresti strangolare.
Ci sono momenti dove pensi solo “Lauda è un grande, deve vincere lui” e altri in cui vorresti prenderlo a pugni.

Insomma, il film riesce ad avere due protagonisti e neanche un nemico, e a renderli così interessanti che il nemico non serve: non è necessario aggiungere tanti orpelli alla storia, perchè la storia è stata interessante e non ne ha bisogno. Certo, ci sono le drammatizzazioni (i veri Niki Lauda e James Hunt erano amici-rivali, non rivali che alla fine si accorgono di aver fatto parte l’uno della vita dell’altro per anni), ma questo film è la prova che non serve un personaggio che incarni tutto quello che c’è di sbagliato nell’universo per avere un conflitto: nel film, Niki paga la sua asocialità e la sua arroganza nel momento in cui servono capacità comunicative, per convincere gli altri a non correre su una pista terribile con brutto tempo. Hunt, al contrario, è così furioso, e a ragione, che li spinge a votare per la corsa. Un errore gravissimo, perchè non puoi permetterti la convinzione che non succederà niente quando hai il 20% di morire ogni volta che scendi in pista.
E il prezzo lo paga Niki Lauda, con il terribile incidente che quasi l’uccise.

Il resto è storia: dopo soli 40 giorni Lauda tornò a correre per il titolo, perchè non importa chi è il primo, tra lui e Hunt. Considerano sempre l’altro un passo avanti, qualcuno da raggiungere, e da cui non essere raggiunti.
E Hunt non fa sconti, a Niki. Non ci va leggero perchè è quasi morto, non si trattiene perchè è in ospedale: vuole vincere, e continua a sfidarlo esattamente come prima. Che suppongo sia una buona cosa, per chi subisce un trauma del genere, che ti trattino come se non fosse cambiato nulla.

Insomma, al momento direi che è il miglior film su due rivali che abbia mai visto.

Le interpretazioni sono favolose. A parte il momento in cui Favino è entrato in scena e io ho detto “Favino!” mentre mia madre diceva “Ragazzoni!”, Chris Hemsworth e Daniel Bruhl sono stati favolosi. Ci sono scene dove vedi solo i loro occhi e capisci tutto.
In particolare ho apprezzato Bruhl in una delle ultime scene: dopo essersi ritirato all’ultima gara per via delle condizioni metereologiche impossibili, Lauda va nei box a seguire la gara: a quel punto Hunt doveva arrivare terzo per riuscire a togliergli il titolo di campione mondiale, ergo gli conveniva di brutto che perdesse. Ma nel momento in cui Hunt si mette a tentare l’impossibile, a guidare letteralmente come un pazzo, la recitazione di Bruhl diventa sottilissima: si vede che non vuole che vinca, ma anche che ogni volta che Hunt riesce a fare qualcosa esulta perchè è bravo, e che è sollevato perchè non è uscito di strada. E lo fa senza dire una parola.

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wow / 9 Gennaio 2015 in Rush

Pur non essendo fan del genere, il film é davvero avvicente! Spessore ai personaggi e trama accattivante!