Bullhead - La vincente ascesa di Jacky

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Bullhead - La vincente ascesa di Jacky

Jacky Vanmarsenille, detto Testa di bue, lavora da sempre nell'azienda zootecnica della sua famiglia, coinvolta nella cosiddetta mafia degli ormoni, sostanze che vengono somministrate in quantità per ingrassare artificialmente il bestiame. Anche lui, come le sue mandrie, è costretto a quotidiane somministrazioni di testosterone, a causa di una atroce sevizia che ha segnato la sua infanzia.
lithops ha scritto questa trama

Titolo Originale: Rundskop
Attori principali: Matthias SchoenaertsMatthias SchoenaertsJeroen PercevalJeroen PercevalfemminaJeanne DandoyBarbara SarafianBarbara SarafianTibo VandenborreTibo VandenborreFrank Lammers, Sam Louwyck, Erico Salamone, Philip Grand'Henri, Kris Cuppens, Kristof Renson, Bill Barberis, Mostra tutti

Regia: maschioMichaël R. Roskam
Sceneggiatura/Autore: Michaël R. Roskam
Colonna sonora: Raf Keunen
Fotografia: Nicolas Karakatsanis
Costumi: Margriet Procee
Produttore: Bart Van Langendonck, An Rydant
Produzione: Belgio
Genere: Drammatico, Poliziesco
Durata: 129 minuti

Dove vedere in streaming Bullhead - La vincente ascesa di Jacky

Traumi mai superati / 28 Marzo 2020 in Bullhead - La vincente ascesa di Jacky

VOTO: 8,5 stelline

Lungometraggio d’esordio di Michael R. Roskam che fin dai primi minuti si rivela un regista capace, sensibile e in grado di raccontare una storia credibile dall’inizio alla fine. La sceneggiatura è intelligentemente adattata, aderisce perfettamente alla narrazione senza però diventare invadente. Eccellente, in questo senso, nelle sequenze di flashback dove è il montaggio che mostra la storia. Il regista non tratta lo spettatore da rincogli**ito inserendo “spiegoni” ma lasciando parlare l’immagine.
L’unione di tutto ciò riesce a far leva sulle emozioni creando sequenze drammatiche e commoventi senza creare confusione.

La solitudine, l’incomprensione, la fanciullezza traumatizzata e la mancanza di amore vengono raccontati attraverso gli occhi e (soprattutto) il corpo di un Matthias Schoenaerts (Jacky Vanmarsenille nel film) brillante. Un attore di fisico e di testa che, personalmente, mi stupisce sempre.
Rappresenta perfettamente un uomo bruto e animalesco fuori quanto fragile come una palla di vetro all’interno. Schoenaerts trasuda Pathos.
Una figura violenta e mascolina fuori quanto castrata a livello psicologico che fa fatica a comunicare con la specie femminile. Parlo di specie perchè forse quello che si avvicina di più a Jacky, come lui stesso afferma, in tutti i sensi, sono i tori che alleva ma le donne sono un tipo di animale che non conosce e con cui non sa rapportarsi.

Aggressivo e tosto come i tori di Jacky, Bullhead è un noir che mette lo spettatore con le spalle al muro, gridandogli con forza che determinati eventi possono accadere e, se non si fa attenzione, possono finire per rovinarti la vita, più di quanto non lo sia già.

Ancora una volta il cinema nord europeo non nasconde la polvere sotto al tappeto e porta alla luce una verità esistente, mostrando senza timore un lato oscuro della regione fiamminga.

PS: chi ha adattato il titolo per l’italiano, l’ha visto il film? A parte che Rundskop suonava meglio, più crudo, posso capire però la traduzione letterale in Bullhead, ma “La vincente ascesa di Jacky”, cosa c’entra? Dove ca**o è questa ascesa? Bha.

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Granelli in salsa fiamminga (e vallona) / 6 Aprile 2012 in Bullhead - La vincente ascesa di Jacky

Mi aspettavo un classico film noir, con orrende scene di sevizie di animali e traffici di anabolizzanti e ormoni a go go.
Niente di tutto questo. Non ci sono, per fortuna, scene di sangue e l’intreccio criminale è, sì importante, ma fa da sfondo alla tragedia personale del protagonista.
Una storia raggelante, narrata con tocco greve, un po’ rozzo. In definitiva, una specie di parabola laica.
Unico momento lieve: la coppia di meccanici italo-francesi che, con il loro curioso slang, riescono a dare quel tocco ironico che riesce a spezzare la drammaticità eccessiva della storia.
Candidato all’Oscar 2012 come miglior film straniero, non ha vinto.

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