Recensione su Rusty il selvaggio

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21 luglio 2011

Visionario ma coi piedi ben piantati per terra, struggente come la giovinezza, dolente come l’innocenza infranta.
Questo Coppola mi ha stupita ed affascinata.

Qui, tutto è artificioso, ma non per questo disturbante: dalle musiche di Stewart Copeland, ai combattimenti che somigliano a balletti, fino al patinato e claustrofobico bianco e nero che, solo ad un certo punto, illuminante, ho compreso essere la rappresentazione della menomazione fisica e del disagio psicologico di Motorcycle Boy.

Le inquadrature sghembe ed i primi piani asfissianti sui volti degli attori conferiscono al film un VAGO tocco espressionista ed immagino che Stone (vedi Natural Born Killers o The Doors) abbia imparato molto da questa pellicola.

Apprezzando Rusty ed associandolo all’inarrivabile Apocalipse Now, tra gli altri lavori di Coppola Sr., rivaluto completamente (e negativamente) Dracula: imparagonabili, per qualità e simbologia.

Ottimo cast: Dillon incantevole, Rourke doloroso, Hopper tormentato, Cage impomatato, Diane Lane bellissima, Fishburne irriconoscibile, Tom Waits puntualmente significativo.
Molto bella la sequenza che precede il finale, con una carrellata ininterrotta su tutti i personaggi.

2 commenti

  1. paolodelventosoest / 12 settembre 2015

    La bellezza dei commenti con i rimandi… leggendo quello che scrivi su quella ciofeca di Kingsman ho felicemente abboccato all’esca che porta a questo Coppola che non ho ancora mai visto! 😉

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