Recensione su Ruby Sparks

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“Let the clocks be reset and the pendulums held” – “Ruby” (Kaiser Chiefs) / 20 Dicembre 2013 in Ruby Sparks

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

La pellicola mette in scena integralmente le tesi universali già messe in discussione nel brano Cara ti amo degli EELST.
Per far ciò, usa un pretesto originale, ma – tra una canzoncina francese ed atteggiamenti indie/nerd- perde ben presto quel bell’afflato surreale che tanto l’avrebbe favorevolmente avvicinato a lavori come quelli di, per dire, Spike Jonze.

La vicenda, francamente, non è noiosa e se ne apprezzano numerosi dettagli (l’assenza pressoché completa della tecnologia, per esempio, che atemporalizza gli eventi), ma scade presto nella tragicommedia sentimentale spicciola ed il finale, oh, il finale… Accomodante ed inutile, spazza via qualsiasi “morale” probabilmente contenuta negli accadimenti precedenti: lasciare che il protagonista abbia una seconda chance ed in tali condizioni, poi… ridicolo.

Nel complesso, il film si lascia guardare e, a tratti, risulta “simpatico”, ma, tirando le somme (entro cui rientra una discutibile interpretazione di Paul Dano che non riesce a schiodare dal suo viso un’espressione da cane bastonato davvero irritante), si tratta di un film abbastanza insapore.

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