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Vacanze romane

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Vacanze romane
Vacanze romane

La principessa Anna, in visita diplomatica a Roma, fatica a reggere gli obblighi che la sua posizione le impone. Aprofittando del riposo impostole dal dottore a seguito di una crisi nervosa, fugge per vagabondare tra le vie romane. Qui si imbatte in Joe Bradley, reporter americano che lavora per un'agenzia di stampa e che non tarderà a scoprire la vera identità della ragazza.
Anonimo ha scritto questa trama

Titolo Originale: Roman Holiday
Attori principali: Gregory Peck, Audrey Hepburn, Eddie Albert, Hartley Power, Harcourt Williams, Margaret Rawlings, Tullio Carminati, Paolo Carlini, Claudio Ermelli, Paola Borboni, Alfredo Rizzo, Laura Solari, Gorella Gori, Armando Annuale, Maurizio Arena, Gildo Bocci, Andrea Esterhazy, George Higgins, Richard McNamara, Luigi Moneta, Piero Pastore, Mimmo Poli, Giuliano Raffaelli, Carlo Rizzo, Gianna Segale, Dianora Veiga, Marco Tulli, Tania Weber, Catherine Wyler
Regia: William Wyler
Sceneggiatura/Autore: Ian McLellan Hunter, John Dighton, Dalton Trumbo
Colonna sonora: Georges Auric
Fotografia: Henri Alekan, Franz Planer
Costumi: Edith Head
Produttore: William Wyler
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Commedia, Romantico
Durata: 119 minuti

. / 31 Marzo 2019 in Vacanze romane

Francamente mi aspettavo di più da questo film. Fino al cinquantesimo minuto mi è parso che la storia non fosse neanche cominciata e che faticasse a decollare, inoltre non si vede molto di Roma, le inquadrature non la valorizzano.

Amara Roma / 6 Febbraio 2014 in Vacanze romane

Di questo celeberrimo Cenerentola al contrario dico solo due cose. La prima: per quanto bravo fosse Emilio Cigoli - voce storica di tanti divi hollywoodiani - il timbro baritonale di Gregory Peck è uno spettacolo che non si dovrebbe perdere, così come è un peccato perdersi l'originale babele della Roma di Wyler, in un intreccio di romanaccio, italiano,... continua a leggere » italianish e americano che ovviamente va a snaturarsi col doppiaggio.
La seconda riguarda William Wyler. Il finale alla press-conference nella cornice di Palazzo Colonna lo conferma come principe dell'amarezza, coraggioso osteggiatore degli happy endings. Quale fiaba anni cinquanta poteva osare una chiosa così ruvida? Ma in generale tutto l'impianto del film sgonfia i toni della commedia frivola, soprattutto grazie alla fantastica durezza di Gregory Peck; quanto alla Hepburn, stella idolatrata che ancora emana il suo leggendario lucore, beh, vi dirò che il suo look sbarazzino non ha mai fatto gran presa su di me.

“Anna: e a mezzanotte, me ne tornerò, simile a Cenerentola, là da dove sono evasa. Joe: E sarà la fine di una bella favola!” / 8 Gennaio 2014 in Vacanze romane

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

“La principessa Anna, erede al trono di un regno immaginario, giunge a Roma dopo aver visitato altre capitali europee. La rigida etichetta che è obbligata ad osservare la esaspera ed una sera, eludendo la sorveglianza del suo seguito, esce sola per le strade. Poiché il medico, per mitigare il suo nervosismo, le ha praticato un'iniezione calmante, le... continua a leggere » accade di addormentarsi su un muretto. Qui la scopre il giornalista Joe Bradley, il quale, non riuscendo a sapere da lei il suo indirizzo, la porta a casa sua, dove la sconosciuta s'addormenta su un divano. Le notizie raccolte la mattina seguente al giornale rivelano a Bradley che la sconosciuta è la principessa Anna ed egli si appresta a ricavare dal casuale incontro un articolo sensazionale. Segue la giovane principessa nel suo vagabondaggio, mentre un amico, unitosi a loro, va scattando fotografie. La sera alcuni agenti, mobilitati dall'ambasciata, riconoscono la principessa in un dancing, ma Bradley e il suo amico riescono a riportarla a casa. Benché tra Bradley ed Anna sia fiorito, in quelle ore, un tenero sentimento, la principessa, conscia dei suoi doveri, ritorna all'ambasciata. Bradley rinuncia a pubblicare il suo servizio e il giorno dopo, durante una conferenza stampa, offre in omaggio ad Anna le fotografie scattate dall'amico.”

Un film dolcissimo! Il film che ha permesso al mondo intero di conoscere Audrey Hepburn, nei panni della giovane principessa Anna, obbligata ad osservare la rigida etichetta, che si concede una giornata libera per le vie di Roma…
“Via Margutta n.53” è il posto in cui Joe Bradley porta la principessa Anna, dopo averla trovata in una panchina addormentata a cause di un calmante. Il giorno dopo Bradley, desideroso di ricavare dal loro incontro un articolo sensazionale accompagnato da fotografie, segue Anna in giro per Roma. Si! La nostra bellissima Roma fa da sfondo a questa vicenda, una città magica e ricca di Storia alle spalle.
Una favola dolce, gustosa e delicata. Il film nacque con pretese esclusivamente turistiche: si voleva presentare Roma come una città piena di vita e di gente allegra, il tutto condito da angoli artistici e caratteristici. Teatro adatto ad una favola moderna con tanto di principessa che fugge dal castello ed incontra per la strada il suo principe azzurro, che poi non potrà avere. Il racconto fila via spumeggiante e veloce, senza pause e pesantezze turistiche. I personaggi, pur se di fiaba, sembrano reali e la loro storia potrebbe essere la storia di tutti. Il film rimane godibile anche a distanza di molti anni e la scena finale, quella dell'addio, fa venire il groppo alla gola indipendentemente dalle volte che si è vista.
Osservando Audrey in questo film ho più volte ripensato alla bellissima Vivian Leigh e alla sua bellissima interpretazione di “Via col Vento”; c’è qualcosa, nelle loro interpretazione che le accomuna: forse la parte della principessa viziata e scontenta con i suoi innumerevoli capricci..Proprio quella scena mi ha riportato alla mente Miss Rosella O’Hara.
Insomma una pellicola che, al pari di “Via col Vento” o “colazione da Tiffany”, non tramonterà mai…Pur essendo un film girato nel 1953 rimane sempre comunque attuale.