Recensione su L'alba del pianeta delle scimmie

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19 dicembre 2011

Momento positivo per i prequel. Dopo “X Men – Le origini”, questo “L’alba del pianeta delle scimmie” sembra funzionare. Sarà perchè sono un fan di Franco, sarà perchè mi piace Freida Pinto, sarà perchè il primo, “Il pianeta delle scimmie” con Charlton Heston mi aveva colpito parecchio, mentre quello di Tim Burton mi aveva schifato, sarà perchè l’idea che evoluzionisticamente parlando le scimmie siano così vicine all’uomo (o che l’uomo sia così vicino alla scimmia) è un riferimento costante e un ottimo campo di studio, un pò per tutto questo ho apprezzato il film.
Stabilisce un discreto punto di attacco per la storia che poi proseguirà per altri 5 film, decidendo che l’origine di tutto va ricercata nel siero per la cura dell’Alzheimer messo a punto da un notevole scienziato (anche in “Blu Profondo” di Harlin l’idea di partenza era questa e lo sviluppo, con esiti disastrosi, fu quello di aumentare l’intelligenza agli squali).
Estremamente umanizzate le scimmie (sembrano già uomini in certi momenti), anche caratterialmente visto che si delineano alcuni personaggi tipici (il bullo della prigione, il gorillone represso, il saggio, il ribelle violento).
Insomma, non è un brutto prequel, è anche un buon film di fantascienza. Avrà quasi certamente un seguito.

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