2017

Revenge

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Revenge
Revenge

Come fanno ormai da diversi anni, tre uomini si ritrovano per una battuta di caccia nel deserto. Questa volta, però, uno di loro porta con sé anche la sua giovane amante. La ragazza suscita subito l'interesse degli altri due, creando una situazione decisamente poco piacevole e dando inizio a una vera caccia all'uomo.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Revenge
Attori principali: Matilda Anna Ingrid LutzKevin JanssensVincent ColombeGuillaume BouchèdeJean-Louis TribesAvant Strangel, Barbara Gateau
Regia: Coralie Fargeat
Sceneggiatura/Autore: Coralie Fargeat
Colonna sonora: Robin Coudert
Fotografia: Robrecht Heyvaert
Costumi: Élisabeth Bornuat
Produttore: Marc-Etienne Schwartz, Marc Stanimirovic, Hicham El Ghorfi, Frantz Richard
Produzione: Francia
Genere: Azione, Thriller
Durata: 109 minuti

Il voto sarebbe un 6.5 / 27 Giugno 2019 in Revenge

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Buon thriller del genere rape-revenge, diretto da una donna.
Il milionario Richard e la sua amante Jen arrivato in un isolato ranch in mezzo al deserto per trascorrere un po’ di tempo in intimità. L’arrivo anticipato di due amici di Richard cambierà le carte in tavola.
Interessante la metamorfosi di Jen (la splendida Matilda Lutz): nella prima parte è l’amante lolita (emblematica la scena iniziale con il lecca-lecca) del milionario Richard, che si diverte anche a flirtare con Stan. Nella seconda, dopo “l’incidente”, si trasforma in una spietata donna disposta a tutto per sopravvivere.
Alcune interessanti inquadrature e un buonissimo ritmo in cui si alternano tensione, qualche momento violento e qualche momento sexy (x i maschi: il lato B di Matilda Lutz è fantastico; x le donne: Richard si mostra nudo più volte). Certo ogni tanto si deve spegnere il cervello perché alcune situazioni sono al limite del credibile (la sopravvivenza di Jen in primis) ma se non ci si sofferma troppo si può godere di un buon film con un cast minimale.

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Pazzesco!!! / 18 Febbraio 2019 in Revenge

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Intanto chiariamo che questo film non farà mai strada perché è una cagata!
Peró ve lo dico: sono stato piacevolmente in ansia dall’inizio alla fine, che non vedevo l’ora di assistere all morte di quei balordi… secondo me è stata anche troppo rapida!
Protagonisti sufficienti, regia incalzante e adrenalinica, mentre la storia è un succo di dejà vu, ma è ovvio, ed è spudoratamente piena di cose insensate: lei che sopravvive alla caduta e allo spiedino nello stomaco, vomita sangue per nn si sa quanto… eppure scende dall’albero e si regge ancora; cammina per non si sa quanto finchè si cicatrizza la ferita grazie a Peyote e birra (tatuandosi tra l’altro l’etichetta della lattina sul ventre… la scritta poi non si legge al contrario come logicamente sarebbe stato ma si legge bene e non è al rovescio… sempre se CASOMAI FOSSE STATO VERO).
Nora: i protagonisti non hanno in corpo 4/5 litri di sangue come tutti gli esseri umani ma bensì 35 litri a testa, che vedrete sparsi e schizzati per ogni dove, casa, macchine e deserto… Stan che calpesta in mezzo al nulla gli unici 4cocci di vetro di una torcia, assurdo… e che poi si infila le dita nella ferita del piede per estrarle… raccapricciante!!! E tutto senza svenire e senza Peyote! Infine poi, quel girotondo finale nel corridoio di casa… anche un bambino si sarebbe fermato ad aspettare l’altro!
Vabbè finale scontato, vendetta fatta!
E ripeto, dopo tutte queste idiozie, lo ritengo un film da vedere e da sbudellatsi dalle risate!
Mi è piaciuto un sacco, CONSIGLIATO agli amanti del pulp e dello splatter!
Un bel 6,5!

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Non molto originale / 21 Gennaio 2019 in Revenge

Non c’è quasi una scena di Revenge che non appaia già vista (gli incubi a catena, la fuggiasca nascosta sott’acqua, l’emersione improvvisa del cadavere, il duello con l’auto, etc.) o banale (l’inseguimento finale in casa). Si supplisce alla mancanza di fantasia con il grand guignol (troppi gli esempi da citare) o con la pura improbabilità (la liberazione dall’albero, la cauterizzazione, etc.). Discutibile anche la scelta della protagonista: un’attrice leggermente più carismatica avrebbe giovato. Il film prende comunque lo spettatore, sì, ma solo al livello più viscerale, del parteggiare per la vittima contro i carnefici.
Va riconosciuto tuttavia alla regista il coraggio di rappresentare quella che in altri tempi sarebbe stata chiamata una “provocazione” da parte della giovane donna; ma forse sarebbe stato meglio rendere più esplicita la lezione da trarne (non c’è “provocazione” che tenga).

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Per gli amanti di Tarantino / 22 Settembre 2018 in Revenge

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Non è un brutto film, la regia nonostante sia a volte psichedelica e “videoclippara” è ottima, la tensione è sempre al massimo, l’interpretazione attoriale tutto sommato buona.
Ha per me due grandi difetti: il primo è che sembra un film di Quentin Tarantino(sangue e violenza a go-go) e io nutro una forte idiosincrasia per questo genere di film, il secondo è che è inverosimile (una donna cade da cinquanta metri, si infilza nel ventre da parte a parte con un tronco e oltre a salvarsi ha solo un po’ di debolezza? Accidenti, nemmeno Rambo! Come riesce a camminare e correre con un tronco nello stomaco come se niente fosse? E il sangue? Come si possono perdere litri e litri di sangue e continuare a stare in piedi e lottare come un soldato? Non parliamo poi della scena finale con il sangue a fiumi).
Agli amanti dei film pulp piacerà sicuramente(e come ripeto non è nemmeno fatto male), a me non e’ piaciuto anche per l’assurdità di tutta la situazione.

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La rinascita della donna. / 21 Giugno 2018 in Revenge

Non sono critico cinematografico ne esperto di cinema. Parlo da semplice appassionato e non so nemmeno scrivere bene. Di questo film pero’ mi e’ venuto il bisogno di scrivere qualcosa. Revenge sembrava l’ ennesima spremuta di sangue senza motivo e ragione. Invece e’ stato una rivelazione. Il suo simbolismo principale e’ la morte della donna “oggetto” che subisce violenza, umiliazioni, maltrattamenti e sfruttamenti e dalle sue ceneri la rinascita in una vendicatrice che con una semiautomatica difende la sua vita e la sua dignita’. Il film e’ realizzato da una donna, molto brava e creativa, tra l’ altro ho letto che e’ il suo primo lungomettraggio. A parte il tema che e’ attuale, la messa in scena, i colori del deserto, la fotografia, i primi piani e quei dettagli per esempio delle gocce di sangue che cadono sulla sabbia, le allucinazioni della ragazza ed il suo fantastico tattuaggioa della fenice sulla pancia, simbolo della sua rinascita, il macello finale stile pop art, sono tutti elementi che rendono il film molto interessante, tanto che non vedo l’ ora di vedere il prossimo lavoro di questa giovane regista come se fosse una gia’ affermata.

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