Remember

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Remember

Zev è un anziano vedovo, ebreo, affetto da demenza senile, che vive in una casa di riposo. Attraverso una lettera, Zev viene convinto da Max, un altro ebreo assistito nella stessa casa di riposo, a mettersi sulle tracce di un ex-ufficiale nazista responsabile della morte dei famigliari dei due uomini, avvenuta ad Auschwitz.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Remember
Attori principali: Christopher PlummerChristopher PlummerMartin LandauMartin LandauDean NorrisDean NorrisHenry CzernyHenry CzernyBruno GanzBruno GanzJürgen Prochnow, Kim Roberts, Peter DaCunha, T.J. McGibbon, Liza Balkan, Daniel Kash, Heinz Lieven, Stefani Kimber, Jane Spidell, Sofia Wells, Janet Porter, Amanda Smith
Regia: Atom EgoyanAtom Egoyan
Sceneggiatura/Autore: Benjamin August
Colonna sonora: Mychael Danna
Fotografia: Paul Sarossy
Costumi: Debra Hanson
Produttore: Robert Lantos, Anant Singh, Lawrence Guterman, Mark Musselman, Moisés Cosío, Ari Lantos, Jeff Sagansky, Michael Porter, D. Matt Geller
Produzione: Canada
Genere: Drammatico
Durata: 94 minuti

A volte sarebbe meglio non ricordare / 13 Ottobre 2018 in Remember

Visto in lingua originale. Un film dalla storia triste e agghiacciante, ma trasformato in un ottimo thriller, con un finale veramente a sorpresa. Consigliato.

Apologo borgesiano / 26 Agosto 2017 in Remember

Un apologo in purissimo stile borgesiano: la vendetta, la memoria, il doppio, lo stesso. E un grandissimo Christopher Plummer, a livelli praticamente stellari.
Qualche critico ha storto il naso di fronte all’implausibilità della vicenda; ma anche se effettivamente la missione che Max Rosenbaum (il grande Martin Landau, in una delle sue ultime apparizioni) affida al povero Zev Guttman appare avere probabilità esilissime di riuscita, il film di Egoyan non va certo preso come un banale thriller. È piuttosto un apologo, come dicevo; un apologo sulla memoria. Come diceva un filosofo, una persona è un essere pensante che riconosce di essere lo stesso attraverso il tempo. Noi siamo quello che ricordiamo di essere. Malgrado quello che abbiamo visto sullo schermo, si può in un certo senso dire che alla fine Zev Guttman ha davvero trovato e giustiziato il Blockführer Otto Wallisch.

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Finalmente Egoyan! / 6 Aprile 2017 in Remember

Dopo diversi film di Atom Egoyan che ho trovato poco interessanti (a parte il buon Devil’s Knot) ecco finalmente un gran bel titolo. E’ la storia di un anziano uomo ebreo (un bravissimo Christopher Plummer), che è stato ad Auschwitz ed ha visto la sua famiglia sterminata da un ufficiale nazista. Dopo la morte della moglie, l’anziano e affetto da demenza senile Zev, decide, con la guida dell’amico Max (Martin Landau), che anch’esso ha vissuto un’esperienza simile alla sua, decide di compiere la sua vendetta contro il nazista responsabile. Scappa quindi interamente guidato dall’amico tramite lettera (che gli serve a ricordare un po’ tutto, visto appunto che è affetto da amnesie) dall’ospedale. La ricerca del nazista sarà tutt’altro che semplice, tra persone omonime, errori e i problemi dell’uomo. Storia sempre abbastanza interessante, e poi un finale decisamente inatteso, piazzato molto bene il colpo questa volta dal regista, che stavolta ha fatto veramente un gran lavoro. Come detto, per quanto riguarda gli attori, ottimo Plummer, bene Landau ed è presente anche Bruno Ganz. Film che scorre bene, recitato bene e con sorprese: promosso

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Il sicario senza memoria / 24 Agosto 2016 in Remember

Wow. Ho ancora la pelle d’oca. Che storia… e che finale! Un grandissimo film di Egoyan, sorretto dalla magistrale interpretazione di Christopher Plummer, che ci fa immergere in una davvero insolita caccia al criminale nazista in stile Wiesenthal toccando il tema centrale della memoria – intesa come memoria dell’Olocausto – attraverso una efficacissima parabola sulla demenza senile. Un film che si snoda con gli stratagemmi narrativi del Memento di Nolan, carezza vari sottotesti ma viaggia soprattutto spedito nella sua missione redentrice. Stupendo.

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Thriller atipico ma particolarmente riuscito / 21 Febbraio 2016 in Remember

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Non sarà un film “à la Hitchcock”, definizione con cui, sfruttando una frase usata (immagino) in qualche autorevole recensione, la casa di distribuzione l’ha presentato nelle sale, ma questo di Egoyan è un thriller decisamente buono che fa delle sue atipicità i propri punti di forza: su tutte, un protagonista terribilmente anziano e la missione affidatagli, apparentemente improponibile, viste le sue condizioni fisiche.

Fin dal titolo, Remember sfrutta il concetto di memoria e lo fa a più livelli.
A quello più evidente, elementare solo per via della sua “visibilità” e non certo dei suoi rimandi, corrispondono il ricordo (specifico) dell’Olocausto e quello (generale) della vittoria del Male sulla Ragione. In seconda battuta, Egoyan usa il tema della vecchiaia e, a latere, della demenza senile e della perdita di memoria a breve termine per introdurre il terzo livello narrativo del racconto, legato all’opinabilità del ricordo, alla manipolazione (più o meno volontaria) che la mente umana mette in atto sulla materia mnemonica.
Dire di più a riguardo, corrisponderebbe ad un disvelamento eccessivo della vicenda, davvero ben architettata, ma mi preme insistere su un punto: la confusione di Zev (un grande Plummer), il groviglio di sentimenti e ricordi (reali o indotti) che imbrigliano la sua mente è quantomai esplicativo di questo livello narrativo del film, il più profondo e sicuramente il più affascinante, per via delle conseguenze che genera.

Il lavoro di Egoyan è particolarmente stratificato, non solo dal punto di vista narrativo, ma anche per quel che riguarda le sensazioni che, con l’avanzare delle situazioni, tenta di suscitare nel pubblico.
Confesso che, a dispetto della drammaticità della vicenda, ancora sorrido ripensando allo zoppicante ma implacabile incedere ed al tremolio delle mani di Zev (letteralmente, un vecchio zombi), che non si fa distrarre da alcun accidente o imprevisto, pur di portare a termine la sua missione. Il dramma che si stempera in più occasioni in un condiscendente sorriso è l’aspetto più originale del film e, forse, quello che ho apprezzato maggiormente.

Belle le prove di tutti gli attori “anziani”, da quella del citato Plummer (per cui mi spertico in lodi: il suo volto e il suo corpo, poi, sono eccellenti strumenti utili agli scopi di Egoyan), alle pur brevi prove di Landau (machiavellico deus ex machina) e Bruno Ganz. Diligente Dean Norris, incarnazione della più becera ignoranza.

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