Recensione su Alba rossa

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30 Maggio 2013

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

L’idea non è più originale ma è great come la Britain, i comunisti cubano-russi-nicaraguensi invadono gli Usa e accendono la terza guerra mondiale. In Colorado c’è Patrick Swayze giovanotto che, insieme a un gruppetto di liceali (tra cui Charlie Sheen pischello) imbraccia il fucile e si ritira sui monti per resistere ancora e sempre all’invasore.
E son stupidi questi comunisti, si fanno fregare in continuazione, compreso furto di vodka con tanto di Dasvidania mentre scappano. Poi il film è tagliato con il tomahawk, ma nell’ottica giusta finisce per far più che ridere. Il regista è l’old fascio(n) John Milius, lo stesso dei due Conan con Schwarzy (e, non franitendiamo – no, certo, guai a franitendere-, Conan era un gran film).
Grandi battute come:
-Non è con l’odio che risolverai le cose.
-Ma mi tiene caldo.
Inutile dire che leggere Fenoglio che fa il partigiano intorno ai 23 giorni della città di Alba e vedere Swayze che bulleggia sulle distese di pianure/monti/rocce del Colorado è cosa ben diversa.

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