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Riprendi tutto, mi raccomando. / 29 aprile 2014 in [Rec]

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Mockumentary ben fatto, tensione decisamente ben gestita, claustrofobia alle stelle: è il terzo film di Balaguerò che mi capita di vedere e, come nelle altre occasioni, ho apprezzato molto sia l’uso degli spazi circoscritti che il senso costante di nodo alla gola che ogni buona pellicola di genere dovrebbe avere a prescindere.

Che la cosa fosse voluta o meno dall’autore, ho inteso ravvisare nella famelica smania di riprendere ogni cosa sia la brama di spettacolarizzazione dei media che una metafora della fame delle creature letali. Cane mangia cane, insomma.

Alcune note personali.
1. La vecchia da cui tutto sembra avere origine è davvero spaventosa: al di là del sangue che la ricopre, mi ha impressionata perché mi ha fatto pensare, prepotentemente, a casi “reali”di persone abbandonate all’interno del proprio appartamento.
2. Mi è oscura la trasmissione del contagio: come ha fatto la bambina imprigionata nell’attico (tra l’altro: è cresciuta?!? E’ una specie di zombie, indemoniato tra l’altro, pare… boh, non è chiaro, ma come ha potuto crescere?) a contagiare il cane che ha contagiato la bambina che ha contagiato la colombiana che alla fiera dell’est mio padre comprò? Ehm, cough… Scusate…
3. Il doppiaggio italiano è tremendo. Non tanto per la qualità, diciamo sufficiente, quanto perché (con rispetto parlando, s’intende) è stato affidato alla schiera di doppiatori dei cartoni solitamente mandati in onda sui canali Mediaset. Così, l’insopportabile Angela ha la voce di Bunny/Sailor Moon (mai sentita, prima d’ora, Bunny imprecare e dire parolacce, che shock), Pablo quella piaciona dell’improbabile Zorro biondo mandato in onda vent’anni fa da Canale 5… e così via. Insomma, ho faticato a dare loro credibilità, anche in alcune delle scene più drammatiche.

3 commenti

  1. schizoidman / 30 aprile 2014

    Approfitto di questa recensione, di cui condivido il giudizio e il contenuto, per dire due cose sul doppiaggio. Quello italiano ha rovinato talmente tanti film da perderne il conto. Tra voci inascoltabili, dialoghi stravolti e traduzioni piene di errori che non commetterebbero neanche i bambini delle elementari, è una cosa scandalosa (cinematograficamente parlando, s’intende). Se posso scegliere tra la versione originale e quella italiana, io scelgo sempre la prima. Non me ne vogliano i doppiatori, ma se fosse per me, il doppiaggio andrebbe abolito.

    • Stefania / 30 aprile 2014

      @schizoidman: eh, io invece sono una grande appassionata di doppiaggio italiano. Benché, ultimamente, stia dedicandomi alle versioni originali di molti prodotti televisivi e cinematografici, continuo ad apprezzare (quando fatto bene) il lavoro degli adattatori e doppiatori italiani.
      Nel “mondo reale”, poi, il doppiaggio deve esistere: non tutti abbiamo dimestichezza con le lingue straniere o l’agilità mentale (per motivi, non so, culturali, d’età, ecc.) per godere bene di un film qualora si debbano leggere anche i sottotitoli. Perciò, il lavoro (fatto bene, però!) in sede di doppiaggio è davvero necessario.
      Quello di [REC]… vabbuò, ne avrei fatto a meno, sì.

  2. schizoidman / 30 aprile 2014

    @Stefania: il “problema” del doppiaggio è che spesso è realizzato sciattamente. A me personalmente dà fastidio vedere un film straniero i cui dialoghi sono stati stravolti (fino a cambiarne il senso) dalla traduzione italiana. Alcuni asseriscono che “il doppiaggio è un male necessario”; va bene, doppiateli pure i film, ma almeno fatelo in modo decente. Certi traduttori non sanno nemmeno usare il congiuntivo…

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