Recensione su Rebelle

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Il fiore del male / 3 marzo 2013 in Rebelle

“Un giorno uscirai dal mio ventre, questo è sicuro, e vorrai sapere perché sono diventata soldato, perché ho combattuto con i ribelli, Quando verrai al mondo non saprò se il buon dio mi darà la forza sufficiente per amarti”.
Era una giornata come tante, niente di speciale. Nel villaggio tutto sembrava tranquillo; la vita scorreva sporca ma serena, come il fiume che lambiva le nostre case. Proprio dal fiume sapevamo sarebbe arrivata prima o poi la minaccia, l’innominabile, la bestia.
E, infatti, puntuale un grido squarcia l’aria: “Arrivano!, Arrivano!.” E arrivarono: bambini, bambini feroci, armati di tutto punto, dai volti saccheggiati da sguardi biliosi. E crudeli. Soprattutto crudeli.
Da allora la mia vita non è più la stessa. Ha cambiato colore, come la pelle di tutti i cadaveri, come i fantasmi che mi ossessionano, come i morti che mai avranno sepoltura: un grigio spento, come di lavagna pulita male.
Questa è la storia di Komona, una storia crudele, una storia di guerra, di morte, di sangue, di vite spezzate. Sembrerebbe una storia atroce come tante, ma lei porta una promessa, celata gelosamente nei bui recessi del suo cuore, la promessa che ancora e sempre, dai corpi smembrati, dalle ceneri, dal sangue possa nascere qualcosa di nuovo e stupendo.

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