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Recensione su Real Steel

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Vero acciaio o semplice latta?! / 27 novembre 2011 in Real Steel

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Non vorrei, non lo faccio apposta, ma anche questa volta sono costretto a iniziare la mia recensione dicendo che è un film commerciale e adolescenziale (d’altronde è distribuito da Disney, c’era da aspettarselo). Notare, però, che il voto è positivo, anche se al limite -sarebbe un 5.5 ma non ci sono i mezzi voti-. Come la maggior parte dei film adolescenziali, la pecca principale è la sceneggiatura e, dunque, l’originalità. Classica storia, classico stile di rappresentazione: un padre sbandato che non ha mai conosciuto il figlio e che si trova a doverlo accudire (solo per soldi, tra l’altro). I due non si sopportano, poi iniziano a piacersi, poi diventano (pappagalli?)inseparabili a tal punto che il padre non riscuote nemmeno la cifra pattuita per accudirlo (addirittura?!). Il tutto avviene mentre il figlio, altresì chiamato Asimov, insegna al padre come si utilizza un robot, nonostante quest’ultimo ci lavori da anni (anche se con scarsi risultati, effettivamente). Fattosta che l’undicenne prodigio, impossessatosi di un robot trasandato trovato in una discarica, combatte con i robot più forti e costosi e vince il campionato mondiale, ma perde. Cioè, perde il campionato mondiale di robot, ma vince. Beh, sì, dai, ci siamo capiti, la classica morale dei film sentimentali. Come la maggior parte dei film commerciali, gli effetti speciali -o meglio: attrazionali- non mancano mai. Ma questa volta non sono degli effetti esosi, sono più contenuti e ben amalgamati, dunque se siete in quel 80% di persone le quali escono dal cinema soddisfatte solamente dopo aver visto acrobazie computerizzate da fare strabuzzare gli occhi, probabilmente rimarrete delusi… ma non sto dicendo che qui non ci siano, sia chiaro. Non ho letto il libro di Matheson dal quale si ispira il film, certo però mi pare tutt’altro genere rispetto a Io sono leggenda, sempre di Matheson. E, a dire la verità, ho riscontrato diverse somiglianze con altri film un po’ più datati. Niente male Dakota Goyo nel ruolo di Max, meno azzeccato Hugh Jackman nel ruolo di Charlie. Ammaliante Evangeline Lilly nel ruolo di Bailey (ma così ci si nasce!). Buona la scenografia e discreta la fotografia.
Che sia vero acciaio non ne sono sicuro, a me sembra piuttosto latta; ben confezionata, ma pur sempre latta. Se siete padri di un ragazzino, visionate il film assieme, vi farà bene. 🙂

1 commento

  1. meridio / 8 dicembre 2012

    Troppo superficiale

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