Recensione su Class Enemy

/ 20137.132 voti

26 ottobre 2014

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Non è che essere un film sloveno sia una scusa per tutto, eh. C’è un secchione che si chiama Primusch, e fa un po’ ridere. In una classe di liceo sloveno l’insegnante molto yey di tedesco va in maternità. A sostituirla arriva Zupan, un tizio rigido rigido e serio serio. Insomma un nazista. Cioè no, ma anche sì. Zupan si scontra fin da subito con gli adolescenti, e dopo che una di loro si suicida apriti cielo. La rivolta nella classe si organizza, prima sotterranea e poi sempre più a fior di pelle. Il problema è che tutto il film si imbastisce sul conflitto con questo prof, il quale è sconfortantemente fuori tempo e dal tempo, non è capace a insegnare e basta; basterebbe rimuoverlo subito, ma non si sa perché non succede, e non si capisce come potesse avere una carriera scolastica pregressa. Senza contare che sua è la colpa se Sabine si è uccisa, oh, poi per forza quegli altri si offendono. Dall’altro lato della barricata, gli studenti sono una raccolta senza lode né infamia di tipi da liceo, brufoli, capelloni, alterna, spacconi, fasci. Che vorrebbero essere liceale uno spaccato della società slovena, ma fondamentalmente riescono solo o a ribellarsi in maniere stupide negli intenti se non anche nei modi, o a restare muti percossi e attoniti. Ma sono giustificati, so’ pischelli. Di chi è la colpa? Dei metodi di insegnamento moderni? Di una involuzione culturale? La critica è rivolta a tutti (conseguentemente a nessuno), diciamo alla società, soluzioni? Proposte? Boh, alla fine si ricompone quasi tutto e il Professor Cane se ne va. Tutti abbiamo avuto dei Professori Cani. Basta sfanculare subito i Professori Cani.
Epperò costruiscila una nazione, su dei youngsters così.

1 commento

  1. lavedovabianca / 4 settembre 2016

    Il professore cane, come lo chiami tu, è l’unico personaggio degno di quella classe di cavernicoli apparentemente sensibili. Bulli di periferia senza alcuna ambizione o capacità.
    Il professor Cane è ciò che consente loro di essere così frivoli e sembrare adolescenti frizzanti. E’ l’unico che non solo sa insegnare, ma restituisce loro il senso di una vita densa, in cui il cervello si usa e non si porta a spasso.
    Zupan, sei il professore che avrei voluto. Non la me dei quindici anni, ma quella dei 30 sì.

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