15 Recensioni su

Rapunzel - L'Intreccio della Torre

/ 20107.6669 voti

classico stereotipato disney / 7 Luglio 2020 in Rapunzel - L'Intreccio della Torre

svolge il suo compitino, tartassando il pubblico adulti con interminabili musichette e canzoncine. La storia è davvero superficiale, mostrando un target molto basso come è giusto che sia. Meh.

Troppi stacchi musicali / 31 Dicembre 2015 in Rapunzel - L'Intreccio della Torre

Classico film di animazione Disney basato sulla fiaba di Raperonzolo.
Per i miei gusti troppi momenti musicali (devono essere a piccole dosi), molto simpatici gli animali protagonisti: da Maximus (il cavallo) a Pascal (il camaleonte). Rapunzel, inizialmente timida, vuole solo uscire dalla torre per esplorare il mondo e si rivela tosta e decisa; simpatico il ladro Flynn. I battibecchi tra Maximus e Flynn sono i momenti più divertenti del film (insieme alle espressioni di Pascal).
Poteva forse essere più approfondito il personaggio di Madre Gothel.

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25 Aprile 2015 in Rapunzel - L'Intreccio della Torre

SPIRITOSO E DIVERTENTE ANCHE PER ADULTI

Un Gioiello! 7,5 / 23 Aprile 2014 in Rapunzel - L'Intreccio della Torre

Una favola, nel vero senso della parola! Personaggi, storia, effetti speciali e (dicono) anche il 3D… Un classico Disney che colpisce per simpatia e emozione. Un pò troppo cantato per i miei gusti, ma bello bello! I capelli di Rapunzel sembrano veri… Pascal il Camaleonte è divertentissimo e Maximus il Cavallo è come un cagnolino. per grandi e piccini, senza dubbio. 7,5

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21 Settembre 2013 in Rapunzel - L'Intreccio della Torre

Una storia tipicamente Disney ma devo dire che l’eccesso di cgi mi ha distratto e disturbato spesso

“Rapunzel – L’intreccio della torre” di Nathan Greno e Byron Howard, recensione di Monia Iori / 8 Novembre 2012 in Rapunzel - L'Intreccio della Torre

(da http://moniaiori-thesecretdoor.blogspot.it/)

L’universo Disney è da sempre un cielo notturno rischiarato da infinite stelle che illuminano la fantasia di bambini e adulti. E’ inutile dire che la realtà sarebbe di gran lunga meno magica senza le sue creazioni. In fondo, che mondo sarebbe senza Disney?
“Rapunzel – L’intreccio della torre” è una delle sue fatiche più recenti, una fiaba emozionante, intrisa di buoni propositi e supportata dall’ironia. Un film d’animazione ben strutturato che ci guida alla scoperta della libertà e della lotta necessaria per ottenerla e lascia incantati grazie all’ottima grafica con cui sono state realizzate le immagini. Una carezza sul cuore degna dei più grandi classici.
La pellicola narra la storia di Rapunzel, una ragazza che ha sempre vissuto chiusa in una torre con l’unica compagnia di un camaleonte e delle visite di Gothel, la donna che lei crede sua madre. Rapunzel passa le sue giornate dipingendo le pareti della sua dimora, leggendo sempre gli stessi libri, canticchiando e rassettando, creando qualsiasi diversivo per scacciare la noia, in attesa del giorno in cui quella routine finirà. Ma il suo desiderio più grande è vedere il mondo, soprattutto le luci magiche che appaiono nel cielo durante ogni suo compleanno, e così, armata di speranza, sogna il modo per uscire dalla torre senza correre pericoli. Sua madre, infatti, le ha sempre proibito di mettere il naso fuori da quello che ritiene un rifugio dalle insidie del mondo. In realtà, Rapunzel è vittima inconsapevole di un inganno: Gothel non è la sua vera madre, ma la donna che l’ha rapita ai suoi genitori quando era appena nata e che l’ha sempre tenuta prigioniera con la persuasione soltanto per non perdere il potere che i lunghissimi capelli dorati di Rapunzel possiedono, ossia la capacità miracolosa di guarire i malati e donare la giovinezza.
Rapunzel ha sempre obbedito all’ordine di Gothel per paura di ferirla e per via dei timori che nutre verso le insidie che nasconde il mondo, ma un giorno, Flynn Rider, un giovane ladro scapestrato e in fuga, si nasconde casualmente nella torre e Rapunzel, spaventata e, allo stesso tempo, elettrizzata dalla novità di incontrare un’altra persona, si fa prendere dall’euforia e, dopo aver imprigionato il ragazzo utilizzando i suoi capelli come delle funi, lo costringe con un ricatto ad accompagnarla nel vicino regno per vedere quelle luci che ogni notte, il giorno del suo compleanno, volano nel cielo.
Qui inizia la vera avventura e vi assicuro che si tratta di un viaggio spassosissimo, all’insegna delle risate, del romanticismo e di tanto tanto divertimento. Il film, infatti, punta sull’ironia che nasce dall’incontro-scontro tra Rapunzel, fanciulla ingenua che ha sempre vissuto in una condizione di rassegnata solitudine e per cui ogni cosa che trova al di fuori della sua prigione è un’eccitante ed entusiasmante novità, e Flynn, cinico e disilluso, un ragazzo temprato dall’asprezza della vita, che si arrangia come può, ormai devoto agli aspetti materiali dell’esistenza. Due eccessi che costituiscono la chiave del film e danno voce alla coscienza della società. Da una parte, la capacità invidiabile di Rapunzel di vedere lo straordinario anche in ciò che è ordinario, dall’altra, invece, l’ostinazione di Flynn a non trovare altro che normalità in qualsiasi cosa, snobbando la bellezza che si presenta ai suoi occhi.
Punto focale della storia è la libertà. La libertà di scegliere, di essere, di diventare, di amare. Perché non è la solitudine a renderci liberi, ma l’unione. E per esserlo totalmente serve coraggio ed è così che Rapunzel deve affrontare un viaggio non solo in un mondo che non conosce, ma anche all’interno di una se stessa estranea e impavida, scovando nel suo cuore una forza che non sapeva di avere.
Il film ha un ritmo sostenuto e facile da seguire, la storia è narrata con umorismo e semplicità, e le immagini, in particolare quelle riguardanti la bellissima scena notturna delle lanterne sull’acqua, sono limpide ed effervescenti e trasportano lo spettatore in un regno dominato dalla meraviglia. I personaggi che compongono questo colorato affresco sono ben definiti e dannatamente umani nella loro imperfezione, sprizzano energia e simpatia da tutti i pori e bucano lo schermo. La figura di Rapunzel è tratteggiata egregiamente e non può non conquistare con la sua aria ingenua e vivace; lo stesso vale per Flynn, la personificazione dell’imperfezione maschile che provoca inevitabilmente un sorriso dietro l’altro, una tipologia di eroe molto lontana da quella del “principe azzurro”. Una nota di merito va a Maximus, il goliardico cavallo della Guardia Reale che dà la caccia a Flynn e con cui sarà protagonista di numerose gag comiche. Perfino Madre Gothel, che rappresenta il nemico, appare talmente reale e sfaccettata che è impossibile non provare almeno un briciolo di simpatia nei suoi confronti.
Se questo film è uno spettacolo per gli occhi, per le orecchie è una goduria. La colonna sonora del film, composta da Alan Menken, è meravigliosa e le canzoni che integrano le scene sono frizzanti ed armoniose, da quelle più allegre come “Ho un sogno anch’io”, a quelle più evocative come “Incanto della guarigione”, per concludere con quella che, a mio parere, è la più bella, dolce, romantica e intensa di tutto il film, cioè “Il mio nuovo sogno”, protagonista di una scena mozzafiato.
“Rapunzel – L’intreccio della torre” è una stupenda pellicola d’animazione per grandi e piccini, una storia che emoziona e dona la magia necessaria per sopravvivere in questo mondo e di cui troppo spesso facciamo a meno. Un film per tutti coloro che non smettono mai di sognare e di credere nelle fiabe.

Monia Iori

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14 Agosto 2012 in Rapunzel - L'Intreccio della Torre

Mi è piaciuto tantissimo e poi il 3d è veramente uno spettacolo! Peccato che andare al cinema in quattro sia proibitivo!

28 Maggio 2012 in Rapunzel - L'Intreccio della Torre

Che dire di questo film?
E’… particolare!
Lo ammetto, ho riso per tre quarti del film, ma proprio delle risate liberatorie e dannatamente divertite come non ne facevo veramente da una vita! L’accoppiata di animali formata da Pascal (il Camaleontino) e Maximus (il Cavallo) è a dir poco fenomenale!
Pestifero il primo, maniaco della giustizia il secondo il quale, tra l’altro, avrà un rapporto da amici-nemici con il co-protagonista per tutta la durata del cartone che farà letteralmente morire dalle risate per alcune uscite.
Non posso negare che nel momento del combattimento “padella vs. spada” fossi davvero piegata a metà dalle risate sulla sedia… giuro, non riuscivo più a trattenermi, era più forte di me!!

Però… però non si tratta solo di un cartone comico.
Eh no, perché dalla seconda metà, inizia la parte romantico-triste… di una dolcezza sovrumana, una tenerezza indicibile e un romantico impressionante… il tutto assolutamente inaspettato da un personaggio ribelle come la Raperonzolo qui narrata, e forse per questo capace ancora di più di colpire nel segno.
Il finale soprattutto ha un che di unico.
Non è triste… è solo commovente oltre ogni immaginazione.
Non dirò nulla, non voglio spoilerare a chi non lo dovesse ancora aver visto, ma tanto stavo ridendo prima, tanto mi sono messa a piangere nel finale.

Bello insomma.
Veramente bellissimo, degno del marchio Disney come raramente è successo nell’ultimo periodo.
Non è un cartone “classico” basta vedere i disegni per capirlo, e forse è un po’ troppo cantato (anche se non ai livelli dei più vecchi “Oliver&co.” o “Lilly e il Vagabondo 2”) ma vale assolutamente la pena di vederlo!

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Divertente / 18 Maggio 2012 in Rapunzel - L'Intreccio della Torre

Il film Disney più sinceramente divertente degli ultimi anni. Purtroppo non si mantenga sullo stesso livello per tutta la sua durata, con la prima metà nettamente superiore e la seconda meno originale e più sdolcinata, con un epilogo che nonostante tutto riesce a riservare delle sorprese. Bello, consigliato.

La Disney non si smentisce mai! / 13 Marzo 2012 in Rapunzel - L'Intreccio della Torre

Rapunzel: il 50° classico d’animazione firmato Disney, classificato secondo per record d’incassi, ha superato Aladin ed è preceduto solamente da Il Re Leone.
La Disney non si smentisce mai, e nuovamente sforna un film d’animazione per adulti e bambini. Certo non è poetico come il precedente Wall-e, ma innanzitutto c’è bisogno d’ronia per colpire i bambini, e di certo a questo film non ne manca nemmeno un po’.
C’è poi bisogno di una buona trama per intrattenere il pubblico più adulto (e adolescente, come me e le mie amiche Disney-dipendenti) e il film la regala tutta. Poco importa che la protagonista sia poco più di una ragazzina un po’ immatura, l’effetto finale è quello di dare emozione al pubblico e l’emozione arriva forte e chiara. Ridere di gusto ed incupirsi sulle parti della storia più tristi per poi commuoversi su quelle più belle come il lancio delle lanterne: questo è quello che il pubblico riceve e questo è quello che un buon film deve regalare. Notevole inoltre il disegno, davvero ben fatto e molto ben definiti anche i caratteri dei personaggi, che sono assolutamente meravigliosi in ogni loro caratteristica.
AH…dimenticavo! La voce italiana è di Laura Chiatti, mentre quella originale è di Mandy Moore (I passi dell’amore). Lei (la Chiatti) come persona mi è sempre stata leggermente antipatica, ma quando l’ho sentita cantare ho dovuto cambiare completamente idea: è meravigliosa.
La doppiatrice (italiana) che presta la voce a Madre Gothel è stupenda, fa venire i brividi.

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La disney non si smentisce / 25 Ottobre 2011 in Rapunzel - L'Intreccio della Torre

Ero giù di morale oggi e menomale che ho deciso di guardare un sano cartone della disney. La trama non ha niente di particolare. C’è la bella, il bello e la cattiva ma ho trovato sicuramente dei cambiamenti rispetto alle altre storie di principesse prodotte dalla disney. Azione, romanticismo e battute sono sicuramente molto più presenti in questa pellicola che in quelle passate. Il protagonista poi non è un principe! Bensì un delinquente semplicemente adorabile che tanto ricorda i giovani d’oggi. Merita di essere guardato.

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21 Aprile 2011 in Rapunzel - L'Intreccio della Torre

Che risate!!! Bellissimo!!! =)

Disney-zombie / 9 Aprile 2011 in Rapunzel - L'Intreccio della Torre

Circa vent’anni fa, la sirenetta Ariel ha dato il via all’epopea delle eroine disneyane intraprendenti: da allora, le principesse o le aspiranti tali non sono state più belle statuine dalle voci angeliche. Il che può essere un male, oltre che, innegabilmente, un bene.
Sempre da allora, infatti, le declinazioni femminili dell’universo Disney sono state di volta in volta sempre più scontate e ripetitive.
Rapunzel, per esempio, non è molto diversa da Ariel, anche in termini di espressività (la protagonista manifesta come la sirena ogni sentimento con un gran sbarrare d’occhi, esageratamente grandi, a cui quelli dei manga fanno un baffo), di desideri (esplorare un mondo sconosciuto) e di attitudini (ogni creatura le vuole bene ed è affascinata dalla sua dolcezza quasi a prescindere).
Benché il fascino della storia raccontata ricordi quello dei vecchi film animati di Walt, qui -come in molti altri prodotti disneyani degli ultimi tempi- mancano le pulsazioni, il battito vitale, il sentimento vero: Rapunzel si fa guardare, fa sorridere (la padella e i briganti, in particolare il brigante-mimo, sono belle trovate), ma in definitva è un morto che cammina.

Nota: ennesimo lungometraggio realizzato con le tecniche digitali. Perché -costi a parte- non metterlo in scena con l’animazione tradizionale? Ho visto in Rete alcuni bozzetti preparatori e li ho trovati adorabili! 🙁

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Rapunzel / 16 Marzo 2011 in Rapunzel - L'Intreccio della Torre

Una volta la Disney sfornava grandi classici che poi rimanevano nella storia e nella memoria dei bambini di una volta (nella mia testa ancora ricordo a memoria storia e battute di Robin Hood, La Spada nella Roccia, Gli Aristogatti..), con Rapunzel sono riusciti a tornare su quella strada che ormai da tempo avevano perso, un film consigliato anche per chi vuole tornare bambino per una sera con personaggi molto divertenti (il cavallo Max primo tra tutti)!!

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9 Marzo 2011 in Rapunzel - L'Intreccio della Torre

Delusione, ammetto, grande delusione. Lo zampino Pixar si vede a mio parere solo nella precisione dei dettagli e nella bellezza di alcune riprese, ma mai, dico mai, c’è un’idea visisa forte, una scena indimenticabile, uno snodo rappresentativo. Ecco cosa manca, qualcosa che lo faccia unico.
La fiaba non c’entra molto, rimane solo la chioma e la torre senza entrate, poi è tutto nuovo. La bimba è rapita, è lei la principessa, lui è un ladruncolo fra errol Flyn e Adrien Brody, la strega è una donna incapace di accettare l’invecchiamento, quindi ricalcata sulle fattezze di una Cher un pochetto andalusa. Eppure disney è cresciuta, l’eroina, per quanto insolitamente inattiva per questi tempi moderni, si dibatte fra l’amore materno, il rispetto per il genitore e la sfida con il mondo di fuori e l’età adulta.
Ieri hanno trasmesso Cenerentola, ecco i due film sono agli antipodi. Cenerentola vista oggi fa innervosire, mentre canticchia svagata lustrando pavimenti ti chiedi solo perchè non vada via a rifarsi una vita e mandi a quel paese matrigna e sorellastre, è completamente sorpassata. Eppure quel film contiene cose impossibili da dimenticare, se non altro dei cattivi rappresentati magnificamente, vedi le scene che scoprono la matrigna, con campi lunghi, ombre e tagli di inquadrature che parlano da sole. Non si possono poi lasciar sotto silenzio tutti comprimari, dagli animali antropomorfi, che sono tipi carichi di inventiva, un pozzo di trovate per disegnare i caratteri umani, ai buffi abitanti del palazzo ( e l’orologio che perseguita cenerentola sin da subito quasi a richiamare la mezzanotte fatidica)
Rapunzel contiene solo un cavallo sconta tino e un camaleonte che scompare dopo i primi 20 minuti. Cenerentola ha 2 stolidi protagonisti che si innamorano non si sa perché, Rapunzel ha due giovani moderni con un vissuto e un sentire che si amano per se stessi. Eppure Cenerentola rimane archetipica, rapunzel non sfiora nessuna emozione, Cenerentola la puoi guardare come lo specchio della condizione femminile ( ascesa sociale solo per via matrimoniale) oppure come simbolo imperituro del romanticismo immarcescibile. Rapunzel ti dona tutti i peli in gradazione delle basette di Flyn a fronte dei denti smaglianti e senza senso del principe , ma non riesce e stagliarsi oltre la sua storiella sebbene scavi nelle piccole angosce intime dei protagonisti, non riesce a dire oltre se stessa

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