Recensione su Radiofreccia

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7 Febbraio 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Nella Correggio anni ’70 Bruno, un ragazzo appassionato di musica, fonda una delle cosiddette “radio libere”, chiamandola Radio Raptus, con l’appoggio degli amici Freccia, Boris, Iena e Tito. In particolare Freccia, il suo migliore amico, orfano di padre e costretto a sopportare la madre e il patrigno, è il migliore amico di Bruno, che racconta la storia di un ragazzo fragile e amante della musica che cadrà vittima della droga e di una storia d’amore finita male.
La radio fondata da Bruno prenderà il nome proprio da lui, e significativamente chiuderà i battenti proprio nel giorno del suo diciottesimo compleanno.

Ispirato a personaggi e fatti del libro di racconti FUORI E DENTRO IL BORGO( 1997) dello stesso Luciano Ligabue, è l’esordio alla regista del Liga, che lasciatemelo dire( sono un po’ di parte essendo una sua fan…perdonatemi!)è un vero artista!Ottimo libro e ottimo film, uno dei più bei film del cinema italiano di oggi.Sentimentale senza essere stucchevole, narra uno spaccato di vita della Correggio anni’70 nel periodo della nascita delle prime “radio libere”, attraverso una piccola storia di vita e di amicizia nel microcosmo del piccolo paese emiliano.
Il Liga rivela di essere un ottimo regista nel raccontare i suoi personaggi posando su di loro uno sguardo discreto, sincero e che non indulge nell’autocompassione nonostante alcune vicende siano abbastanza pesanti( soprattutto nella figura di Tito, il ragazzo che uccide il padre perché abusava della sorella), supportato ovviamente da un ottimo cast: Stefano Accorsi nel ruolo che lo ha consacrato come uno dei migliori attori italiani di oggi( all’epoca era noto, oltre che per la pubblicità del Maxibon, anche per l’esordio nel film JACK FRUSCIANTE E’ USCITO DAL GRUPPO) nel ruolo del protagonista Freccia, un ruolo che sembra sia stato scritto apposta per lui, che recita oltre che con le parole anche con una notevole espressività del viso( sottolineata da molti primi piani).Nei suoi occhi si intravede tutta la storia di questo ragazzo fragile e tormentato che finirà male, ma che ha lottato per molto tempo per non arrendersi a “quel buco grosso che c’ho dentro”, come lo chiama lui nella scena più bella del film.Accanto a lui gli amici, Bruno maturo e riflessivo, Tito non meno tormentato, Boris fighetto ed egoista fino al limite dell’umano sopportabile.
E nel ruolo del barista amico che accompagna le vite dei ragazzi tra una battuta e un cazziatone un grande Francesco Guccini.
E , come dubitarne?, una grandiosa colonna sonora con pezzi anni ’70 tra i più belli, e con la canzone tema del film, HO PERSO LE PAROLE, di Ligabue: come il film ,una delle canzoni italiane più belle.
Il film ha avuto un grande successo non solo di pubblico, ma anche di critica, vincendo tre David di Donatello( a Ligabue come migliore regista, a Stefano Accorsi come migliore attore e per migliore fonico in presa diretta), due Nastri d’argento( a Ligabue come migliore regista e per la canzone HO PERSO LE PAROLE) e tre Ciak d’oro.
Radiofreccia è un film che fin dalla sua uscita nelle sale ha conquistato un posto speciale nel mio “cuore cinematografico”…è uno dei pochi film che porterei nella cosiddetta “isola deserta”.E’ uno dei film che sicuramente mi accompagnerà tutta la vita.

GRANDE LIGA!!!!!

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