Recensione su Rachel sta per sposarsi

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19 Dicembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Che io visto il titolo e la presenza di Anne Hathaway (quella del Diavolo veste Prada, ma lo sapete -.- solo le cose inutili sapete 😛 ) credevo di trovarmi davanti alla solita commediola del ca**o americana, invece poi ho visto che il regista era Johnathan Demme (Il silenzio degli innocenti) e ho capito che mi sa di no.
Kym, una Anne H. bravissima e ringiovanita e tossica rispetto a quella del Diavolo, è una ragazza che torna a casa dalla riabilitazione per il matrimonio della sorella maggiore Rachel. In famiglia tutti la aspettano, il padre la soffoca col suo affetto, riemergono i rancori, la sorella sta per sposare un nero e c’è tutta la sua famiglia riunita per i riti prematrimonio. Da un lato la regia segue, quasi sempre a mano, il ricadere di Kym nell’inferno domestico, di cui all’inizio tenta di riappropriarsi rubando tutta la scena alla sorella. Seguirà una sorta di più o meno violenta riappacificazione familiare, con botte e lacrime e il ricordo dolorosissimo di un fratellino morto perché lei era strafatta che torna a galla. Dall’altro viene seguito il rituale di preparazione al matrimonio, americano e di due famiglie così diverse che vanno ad unirsi, con necessari momenti e personaggi di alleggerimento che rendono il tutto ancora più riuscito nel suo intento quasi documentaristico. Ci sono i brindisi di ognuno agli sposi, i neri che cantano, un cinese con degli occhiali buffi e pelato, uno tornato reduce dall’Iraq con una eterna telecamera, dei tizi zen che suonano e rompono le palle in continuazione per tre giorni, l’interminabile scena del matrimonio finale, la tristezza, la rabbia e la felicità, in un susseguirsi di passioni che magari non può essere sempre così estremo me che è parso a me riuscire contemporaneamente sia ad esser sincero sia a raccontare un mondo.

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