?>Recensione | Quemar las naves | Senza titolo

Recensione su Quemar las naves

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3 aprile 2013

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Papà non c’è più e anche mamma non sta proprio bene. La casa è un calcinaccio decadente, e sconfinata, un personaggio a sé; la madre è pure decadente, su questo sfondo crescono un fratello e una sorella. Lei opprimente e dirigista, decide tutto per tutti, lui pacioccone e ingenuo. Ma così incredibilmente bello.
Perché io non l’ho notato quanto fosse bello, quindi mi riusciva difficile seguire il susseguente seguito. Invece dopo mi è stato precisato quanto lui fosse “conturbante”. E segue cioè che tutti lo amano alla follia e se lo vogliono fare. L’amico macho, la sorella che arriva fermandosi giusto al bordo del rapporto incestuoso, il nuovo amico povero, che porta incisi in volto i segni dell’emarginazione sociale, a far da contrasto e zuffe con chiunque nella scuola di ricchi. Il titolo significa tagliare i ponti, o meglio bruciarsi le navi alle spalle, quel che farà il BBBellissimo iniziando finalmente a prendere responsabilità e decisioni sulla sua esistenza boccoluta (il che si traduce nel dare un pugno in un occhio alla sorella… e da parte di un ameba-bello vi assicuro essere un evento). Mi sa che se lui vi conturba vi piace più che a me.

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