Quello che so sull’amore

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Quello che so sull’amore

Il film prende il via con il ritorno a casa di George (Gerard Butler), un ex-calciatore professionista in pensione i cui giorni di gloria sono ormai alle spalle. Bruciato dal suo stile di vita da playboy e in bancarotta a causa di una serie di investimenti sbagliati, George torna in Virginia per riconciliarsi con la sua ex-moglie (Jessica Biel) e il figlio trascurato (Noah Lomax). Cercando di recuperare il tempo perduto, George inizia ad allenare la squadra di calcio del figlio, ma come può tenere gli occhi sull’obiettivo, quando le gradinate sono affollate di mamme sexy e casalinghe disperate?

Titolo Originale: Playing for Keeps
Attori principali: Gerard ButlerJessica BielUma ThurmanCatherine Zeta-JonesIqbal ThebaSean O'Bryan, Dennis Quaid, Judy Greer, Noah Lomax, James Tupper, Jon Mack, Abella Wyss, Grant Goodman, Grant Collins, Aidan Potter, Marlena Lerner, Emily Somers, Jason George, Katia Gomez, Cindy Creekmore, Nicky Buggs, Joshua Rush
Regia: Gabriele Muccino
Sceneggiatura/Autore: Robbie Fox
Colonna sonora: Andrea Guerra
Fotografia: Peter Menzies Jr.
Produttore: Gerard Butler, Heidi Jo Markel, Kevin Misher, Jonathan Mostow, Alan Siegel, John Thompson
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Commedia, Sport
Durata: 106 minuti

Una visione distorta dell’amore / 28 Maggio 2016 in Quello che so sull’amore

Quello che so sull’amore. Tutti oggi credono di sapere qualcosa sull’amore, nessuno escluso.
In questi giorni penso spesso ai miei nonni e ai miei genitori, cinquanta e quaranta anni di vita insieme, sia nel bene che nel male(più nel secondo che nel primo dato che non hanno avuto vite facili nessuno dei sei), sempre uniti fino al giorno in cui il destino ha voluto separarli per sempre.
In un mondo in cui l’amore verso il prossimo, verso gli animali e verso la natura è ormai ridotto ai minimi termini, Muccino ci da una sua personale opinione dell’amore che accomuna al giorno d’oggi molti esseri umani, amore è cornificare la propria moglie con la prima gonnella che ti capita davanti, fare i propri porci comodi per anni e anni e poi tornare come se niente fosse successo(guarda caso sempre quando lei si sta per rifare una vita, prima non interessa) tra le braccia della consorte cornuta e contenta e dare così un insegnamento di vita molto profondo ai loro figli: cornificate pure la madre dei vostri pargoli, umiliatela e calpestatela nell’orgoglio e nella propria dignità, tanto lei vi riprenderà(ovviamente lo stesso discorso vale anche per l’altro sesso) in nome dell’amore vero e della famiglia, perché questo è amore vero, questa è famiglia. Che stupidi che sono stati i miei nonni e i miei genitori, che stupidi a rimanere sempre insieme quando invece sarebbe stato più facile scappare lontano mille miglia e fregarsene di tutto, come non hanno capito nulla nella vita.
Io lo consiglio a tutti coloro che erano in campo il giorno del “Family Day” per protestare contro un modello di famiglia che loro ritengono distorto, sporco e malato, ma se posso essere sincera quello che ritengo distorto, sporco e malato è il pensiero che tante coppie hanno della famiglia al giorno d’oggi e la cosa mi mette addosso tanta, ma proprio tanta tristezza.
Film pieno di retorica e qualunquismo. Un altro a cui dovrebbe essere tolta la patente artistica è Gabriele Muccino(e al fratello Silvio quella della raccomandazione).

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perché piacciono i film di Muccino? / 28 Giugno 2015 in Quello che so sull’amore

Qualcuno mi spieghi il successo di quest’uomo (Muccino)? io proprio non lo capisco. Film banale, tra tanti bravi registi perché hanno scelto lui?

18 Aprile 2015 in Quello che so sull’amore

piatto, banale, ridondante, anche un po’ noioso.
da programmare il giorno di Natale, tanto c’è tutto: la famiglia, la riconciliazione, bambini, tanto ammmmmmmmmmmmmmmore, la speranza, il pentimento, i buoni sentimenti.

Il voto sarebbe un 6.5 / 24 Marzo 2015 in Quello che so sull’amore

Terzo film americano di Gabriele Muccino, il primo senza Will Smith.
Sempre una commedia su un padre (ex calciatore che finisce la sua carriera prematuramente??? a 36 anni) George Dryer (Gerard Butler, per me meno convincente quando fa commedie) che si trasferisce in America per cercare di recuperare il rapporto con il figlio dopo la separazione dalla moglie Stacie (la splendida Jessica Biel).
George ha l’ambizione di diventare cronista sportivo, ma diventa allenatore della squadra di calcio del figlio. Da quel momento oltre a cercare di migliorare il rapporto con il figlio, dovrà difendersi anche dall’assalto delle mamme dei compagni del figlio.
Tra le mamme Catherine Zeta-Jones, Judy Greer e sopratutto Uma Thurman sposata con il maggior sponsor della squadra ovvero il redivivo Dennis Quaid.
Commedia romantica, abbastanza carina anche se non ha molte scene divertenti. Muccino cambia un pò genere, appassionando meno ma il film è comunque guardabile.

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26 Febbraio 2014 in Quello che so sull’amore

Perchè Gabriele, perchè?
Terza “fatica” hollywodiana dell’italianissimo Muccino che, con “La ricerca della felicità” e “Sette anime” mi aveva commossa e rapita e che con questo film è invece riuscito a lasciarmi una sensazione mista di indifferenza e incredulità.
Intendiamoci, il problema non è il cambio di genere, ben venga anche un film più “leggero”.
Che poi per Muccino il tema dell’amore e della famiglia non è affatto nuovo, basti pensare a “Ricordati di me” o “L’ultimo bacio”.
Ma se in quei film, nonostante io non sia una grande estimatrice della sua idea profondamente pessimistica dei rapporti umani, Muccino ha espresso una sua intima visione, in questo film scivola tutto via in modo assolutamente indolore, senza colpo ferire.
L’impressione che ho avuto è che la pellicola sia un gran carrozzone con tanti nomi importanti e poca sostanza, ricca di stereotipi e vuota di contenuto, in cui i cambiamenti e le redenzioni personali lasciano spazio agli ammiccamenti e ai colpi di testa, come se tutto si muovesse solo sulla superficie, senza minimamente intaccare la profondità dei rapporti umani.
G. Dryer (un quanto mai sornione G. Butler) è un ex calciatore professionista che, a causa di un infortunio, è costretto a ritirarsi dal calcio, andando lentamente alla deriva e trovandosi pieno di debiti e alienato da suo figlio e dalla sua ex moglie.
Decide allora di riavvicinarsi a loro, iniziando, più per caso che per una precisa scelta, ad allenare la squadra di calcio del figlio.
Qui si apre la strada per una serie di clichè e di insipide trovate, con le mamme degli allievi che insidiano George come le api il miele, come se fosse l’unico uomo in tutta L.A. con un minimo di sex appeal. Mah…
Il film prosegue tra un tentativo di seduzione (quasi sempre a buon fine) e l’altro, con George che tenta di farsi assumere dalla ESPN come telecronista e di recuperare il rapporto con il figlio e con la sua ex.
Altro clichè che il film ci regala è quello per cui se anche stai tentando di redimerti finirai nei guai per l’unica cosa che in realtà non è stata colpa tua, così mandando a monte tutti i progressi (peraltro inspiegabilmente) fatti fino a quel momento. Ottimo, ecco come prendere lo spettatore e sventolargli sotto il naso la profonda finzione di tutto quello che sta guardando, ottimo davvero.
L’epilogo è il culmine di tutta questa insipida favoletta, con dei personaggi stereotipati e vuoti che si ritrovano in un determinato “punto” solo per volere di una mano esterna e non perchè ci siano arrivati.
Manca un’evoluzione dei personaggi, manca una storia con una qualche sostanza, e, soprattutto, gli attori li ho trovati davvero poco convincenti. Qualcuno dica a J. Biel che esistono diversi tipi di espressione, magari potrebbe giovarle.
Insomma, film evitabilissimo e inspiegabile scivolone di un regista che, nella sua trasferta hollywoodiana, mi aveva regalato due ottime pellicole, davvero meritevoli di attenzione e considerazione.

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