Ubriaco d'amore

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Ubriaco d'amore

Barry è un imprenditore trentenne, unico maschio cresciuto in una famiglia composta da ben sette sorelle: la sua azienda si occupa di sturalavandini e attrezzi per la casa ed il lavoro sembra procedere bene, ma Barry ha violenti scoppi d'ira che non è in grado di controllare. Anche per questo, probabilmente, non riesce ad instaurare una relazione stabile con una donna.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Punch-Drunk Love
Attori principali: Adam SandlerAdam SandlerEmily WatsonEmily WatsonPhilip Seymour HoffmanPhilip Seymour HoffmanLuis GuzmánLuis GuzmánMary Lynn RajskubMary Lynn RajskubRobert Smigel, Jason Andrews, Don McManus, David Schrempf, Seann Conway, Rico Bueno, Hazel Mailloux, Karen Kilgariff, Julie Hermelin, Salvador Curiel, Jorge Barahona, Ernesto Quintero, Julius Steuer, Lisa Spector, Nicole Gelbard, Mia Weinberg, Karen Hermelin, Larry Ring, Kerry Gelbard, Ashley Clark, Mostra tutti
Regia: Paul Thomas AndersonPaul Thomas Anderson
Sceneggiatura/Autore: Paul Thomas Anderson
Colonna sonora: Jon Brion
Fotografia: Robert Elswit
Costumi: Mark Bridges
Produttore: Paul Thomas Anderson, Daniel Lupi, JoAnne Sellar
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Commedia, Romantico
Durata: 96 minuti

Dove vedere in streaming Ubriaco d'amore

Amore, tanti budini e un harmonium / 15 Gennaio 2014 in Ubriaco d'amore

Un film che riesci a digerire solo a un certo punto, quando la musica si fa meno ansiogena e assillante. Anderson mette a dura prova il sistema nervoso dello spettatore, ma vale la pena seguire questa storia sempre in precario equilibrio tra amore e follia.
Mai visto un Adam Sandler così, trasformazione dal demenziale alla commedia drammatica perfettamente riuscita, pure meglio del molto più celebrato Carey.
Con la brava Emily Watson la coppia è perfetta.

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4 Ottobre 2012 in Ubriaco d'amore

Questo P.T.Anderson un po’ atipico e leggermente surreale, così inaspettato, mi ha emozionata molto.
Adam Sandler è un attore che non mi è mai piaciuto, eppure, qui, il suo viso solitamente ben poco espressivo è il volto perfetto per quello del protagonista, Barry, un uomo oppresso dal proprio bisogno di affetto e di silenzio, cresciuto in un vero e proprio “pollaio”.
Gli occhi di Emily Watson sono, puntualmente, un’ottima panacea.

Molto interessante il commento musicale: finché il protagonista non si rilassa in compagnia della donna che sembra salvarlo dall’autodistruzione, i suoni proposti sono distonici, disturbanti, ed il loro volume rischia (volutamente) di soverchiare i dialoghi. Dal momento in cui Barry raggiunge Lena alle Hawaii, le cacofonie vengono sostituite da un brano cantato, prima, e da uno strumentale, poi: grazie all’amore, la melodia è entrata nella sua vita.

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Uno stralunato, surreale e bizzarro inno all’amore firmato da Paul Thomas Anderson / 27 Luglio 2011 in Ubriaco d'amore

Dal regista di “Magnolia” e “Boogie Nights”, Paul Thomas Anderson, un film decisamente strano, anomalo e surreale. “Ubriaco d’amore” è una commedia alquanto bizzarra, non per tutti i gusti (alcuni potrebbero rimanere sconcertati dalla visione), che ha come protagonista un uomo timido, goffo e impacciato, Barry Egan, che, oltre a dover fare i conti con sette (!) sorelle che lo assillano di continuo e con improvvisi attacchi d’ira incontrollata che sfoga in solitarie esplosioni di rabbia, si trova invischiato in guai finanziari a causa di un tipo losco di nome Dean Trumbell, che gestisce una linea telefonica erotica a cui Barry, ingenuamente, ha comunicato il numero della propria carta di credito. Per sua fortuna, Barry nel frattempo ha conosciuto una ragazza, Lena Leonard, che con il suo amore riuscirà a farlo uscire dall’apatia che lo affligge, dandogli così la forza per affrontare i violenti creditori che vorrebbero prosciugargli il conto in banca.
Se una storia del genere finisse nelle mani di altri registi, perlopiù mestieranti senza particolari qualità, il film diventerebbe una commedia sentimentale a lieto fine (non che qui manchi l’happy end: ma per fortuna il regista evita che il finale affoghi in un bagno di melassa) uguale a tante altre viste e straviste decine – se non centinaia – di volte. Con un regista ambizioso e geniale come Anderson, invece, quella che poteva essere una semplice e innocua commedia si trasforma in qualcosa di completamente diverso. Per merito dello stile virtuoso della regia, dei colori sgargianti e accesi della bellissima fotografia di Robert Elswit, del montaggio nervoso di Leslie Jones, che dà alla pellicola un ritmo sincopato, e della notevole colonna sonora curata da Jon Brion (cantante, compositore e produttore di artisti del calibro di Fiona Apple, Rufus Wainwright, Aimee Mann, Elliott Smith e Robyn Hitchcock), “Ubriaco d’amore” diventa un film inconsueto, eccentrico ed enigmatico (si pensi all’immagine dell’harmonium abbandonato, chissà per quale motivo, in mezzo alla strada), tanto da risultare di difficile classificazione. In quest’opera stravagante che fa della stranezza la propria cifra stilistica, perfino un attore mediocre senza particolari capacità recitative come Adam Sandler sorprende, regalando una prova attoriale spumeggiante che a tratti ricorda quelle di Jerry Lewis; l’ottimo cast comprende anche una bravissima Emily Watson, finalmente in vacanza dai film impegnati, in versione Shirley MacLaine e il sempre ottimo Philip Seymour Hoffman, viscido e ambiguo quanto richiede la parte dello sporco ricattatore che interpreta. Una commedia sempre imprevedibile, stralunata e divertente che compone, con un tocco di sana follia, un delizioso inno all’amore, visto come unica ancora di salvezza in un mondo dominato dal cinismo e dal materialismo. Bravo Anderson.

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