Recensione su Psycho II

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1 marzo 2017

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

La pellicola non è una trasposizione del romanzo di Robert Bloch, Psycho 2, uscito lo l’anno prima, ma racconta una storia molto diversa. Norman, dopo vent’anni di internamento viene considerato guarito e rimesso in libertà. Tornato nella casa di sua proprietà, dove ancora aleggia lo spettro della madre, cerca un difficile reinserimento nella comunità. Qualcuno non vede di buon occhio tutto ciò…
Il film, non paragonabile al capolavoro di Hitchcock, ha comunque una sua dignità. Dal bianco e nero della prima pellicola si passa al colore. L’atmosfera non è più quella castigata degli anni sessanta ma presenta una caratterizzazione della violenza tipica degli horror degli anni Ottanta. Del cast originale, oltre ad Anthony Perkins nel ruolo di Norman, ritorna Vera Miles, la sorella della protagonista uccisa sotto la doccia. Il Motel venne in parte ricostruito e la produzione si mise a caccia di tutti i reperti del primo film ancora disponibili nei magazzini di Hollywood.
Pieno di citazioni e omaggi alla pellicola capostipite, il film ebbe un discreto successo

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