Recensione su Proxima

/ 20196.09 voti

🇪🇺🇪🇺🇪🇺🇪🇺 / 23 Dicembre 2020 in Proxima

Un’aspirante astronauta francese viene finalmente selezionata per una missione sulla Stazione Spaziale Internazionale, ma è in un momento particolarmente stressante della sua vita, divisa fra la cura della figlia, la delicata diplomazia nei rapporti con l’ex marito e collega, la fatica dell’addestramento e il cameratismo maschilista dell’equipaggio a cui è assegnata.
Questo è quello che chiamo un film europeo: cast internazionale, dialoghi in molte lingue (e in questo caso anche senza soluzione di continuità, con cambi di lingue all’interno di uno stesso dialogo o persino di una stessa frase), diverse location continentali, e tematiche sulla cooperazione (il film fa da efficace propaganda all’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea).
Un film esemplare dei nostri tempi e della nostra cultura condivisa, e allo stesso tempo una finestra sul solito trattamento impari delle donne.
Suggestive le riprese esclusive del sofisticato addestramento di astronauti e cosmonauti nella Capitale della Terra, Star City, in Russia, e nella piattaforma di lancio di Baikonur in Kazakistan.
È la nostra contemporanea epica della frontiera, alla cui retorica si affianca sempre il punto di vista a altezza d’uomo e, alla buon’ora, di donna.

Lascia un commento

jfb_p_buttontext