Recensione su Prometheus

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Serie C / 5 maggio 2015 in Prometheus

A circa la metà del film mi sono chiesto perché avessi la netta sensazione di aver già visto qualcosa del genere. Vediamo: le premesse pseudoscientifiche (gli esseri umani che discendono da una specie aliena); i cattivi che si riconoscono perché sono sempre corrucciati; la mancanza di logica nelle azioni dei protagonisti (che diavolo hanno da ridere i tre kamikaze verso la fine del film?; perché quell’altro cretino si mette a giocherellare con una bestia aliena dall’aspetto pericoloso?); l’aspetto fasullo delle astronavi; l’involontaria comicità di scene che avrebbero dovuto essere drammatiche (l’operazione della protagonista); il trucco eseguito da incompetenti (ma perché poi far recitare la parte di un vegliardo a un quarantenne?); le divagazioni pseudoreligiose. E ho trovato la risposta: questo film assomiglia moltissimo a certi film italiani di fantascienza di serie C degli anni settanta. Solo che questa è una produzione hollywoodiana multimiliardaria, diretta da quello che una volta era un grande regista. A meno che Ridley Scott non sia lo pseudonimo di qualche Riccardo Scotti…

Il regista è riuscito nell’ardua impresa di non regalare allo spettatore nemmeno un istante di genuina suspence – e vista la trama, bisognava davvero impegnarsi per ottenere questo risultato.
Michael Fassbender ci dà la sua peggiore interpretazione di sempre (non mi spiego le lodi a una recitazione che si ispira ai peggiori stereotipi del robot dallo sguardo malvagio ma anche un po’ babbeo); di Charlize Theron si registra solo l’algida bellezza; Idris Elba è sprecato. Darei la sufficienza alla sola Noomi Rapace, che si impegna per farci dimenticare il suo passato come Lisbeth Salander.
Non ho dato quattro stelle solo per la fotografia, a tratti abbastanza decente.

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