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Recensione su Profondo rosso

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non avrai altro film al in fuori di me / 22 giugno 2015 in Profondo rosso

Titolo provocatorio della recensione e del tutto personale. Sebbene non privo di difetti, è il film che più di altri ha cambiato il mio rapporto con il cinema. Al di la del plot, forse il miglior “giallo” argentiano da questo punto di visto, un saggio vero e proprio sulla messa in scena. Dall’ispirazione di Antonioni, il particolare come risoluzione del tutto, al perverso sense of humour, ma anche al perfetto uso della mdp, paura, ammirazione, estetica e pathos, si mischiano in ogni inquadratura, studiata nei minimi particolari. D’accordo, c’è si Antonioni, Hitchcock, Mario Bava, ma forse anche qualche spiraglio di Sergio Leone (i dettagli dei volti tumefatti), ma pure lievi tracce di grottesco alla Ferreri, o qualche velleità felliniana nei personaggi di Lavia e della Calamai. Che dire altro? da vedere e rivedere, anche solo perchè, come ha già detto qualcuno qui, alle volte c’è proprio il bisogno di rivedere certe opere per riconcilliarsi con Il Cinema (la lettera maiuscola non è un refuso)

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