Recensione su Prima della rivoluzione

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17 gennaio 2013

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Film di Bertolucci da giovane, scelto dall’italiana qua, tra quelli miei pochi in archivio, credo per apparire intellettualmente impegnata. Comunque sia, anzi, comunque zia, zia e nipote si amano in quel di Parma, e si bisticciano e si dispettano, sugli sfondi degli anni 60′ e dei dubbi filosofici-marxisti di lui, impegnato nel PC, e del fatto che lei è un po’ matta, per cui ogni tanto sbarella ma di brutto brutto (oltre a essere abbastanza figa, è Adriana Asti). Dialoghi alcuni grandiosi, una filippica sul fiume Po. Un giovane e baldo critico cinematografico infilato veramente a tradimento, dico bene o dico male? Che fa tutto un discorso me-ra-vi-glio-so sul fatto che il cinema è un fatto di stile e quindi di morale. Non ho i superlativi per dire quanto fosse il mio idolo, ho però il video su Yt, perché francamente non poteva non esserci.
Alla fine rinuncia, vincono i dubbi e le paure, la rivoluzione non si fa. E anche con l’amore per la zia matta la si chiude lì. Meglio un tranquillo matrimonio con una bionda idiota (oh, pure lei scopabile, sia chiaro). Oh triste destino di noi giovani generazioni che ancora abbiamo tutti i nostri sogni da veder appassire senza essere riusciti a raggiungerli… no, scusate, mi son lasciato prendere
Uno dei coprotagonisti è pure Morando Morandini, ossia il critico dal cui Dizionario dei film (anche se io francamente preferisco il Mereghetti) sono prese TUTTE le schede di Mymovies (e anche del Telesette che uso a casa per decidere quali film registrare). Però non balbetta, non capisco, io lo avevo visto un paio di volte Ring, una specie di festival della critica cinematografica ad Alessandria, era un simpatico ormai vecchietto superbalbettante.
E comunque ricordate, non si può vivere senza Rossellini.

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