Recensione su PPZ - Pride + Prejudice + Zombies

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1 Novembre 2017

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

All’inizio del XIX° secolo l’Inghilterra di Re Giorgio è devastata da un’epidemia zombie. Per contrastare le orde di morti viventi, attorno a Londra è eretta una grande cinta muraria a sua volta circondata da un grande canale con un solo ponte di collegamento. La popolazione è chiamata anch’essa alle armi per difendersi come può. Le famiglie più nobili mandavano i loro figli a studiare le arti marziali in Giappone, quello meno abbienti nella più modesta Cina. In questo contesto sono calate le vicende delle sorelle Bennett, del signor Darcy (o colonnello Darcy, come tiene a sottolineare in una scena del film), del signor Bingley, di Wickham e di tutti gli altri personaggi del classico della letteratura ottocentesca britannica Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen. Il libro da cui è tratto, scritto da Seth Grahame-Smith (che sulla copertina è indicato co-autore insieme a Jane Austen) è stato incredibilmente un best seller mondiale, fatto che ha reso inevitabile la riduzione cinematografica. Il romanzo è un divertissement letterario che mantiene quello che il titolo promette: la storia della Austen con in più gli zombie a fare capolino qua e là nella narrazione. Se mantiene la struttura del romanzo originale, le convenzioni sociali dell’Inghilterra georgiana, le svolte della trama, perfino i dialoghi, sono mantenuti integri, il giochino di questo apparentemente colto mash-up già dopo qualche capitolo annoia, arrivando stancamente sino alla fine senza nessun guizzo di originalità se si esclude, appunto, la presenza degli zombie che però non hanno quasi nessuna influenza sul susseguirsi degli eventi. Da questo punto di vista, perlomeno il film cerca di creare, senza particolare efficacia in realtà, una trama che vada al di là della storia già nota. L’introduzione di una nuova generazione di non-morti, più intelligenti, della caduta di Londra e del Wickham condottiero dell’orda zombie sono, per esempio, delle invenzioni della sceneggiatura non presenti nel romanzo. Di contro lo scritto di Grahame-Smith non dà mai l’impressione di prendersi troppo sul serio, mentre il film lo fa anche in maniera ridicolmente eccessiva.

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