8 Recensioni su

PPZ - Pride + Prejudice + Zombies

/ 20155.5107 voti

no titolo / 3 Agosto 2020 in PPZ - Pride + Prejudice + Zombies

Un film “indeciso” sul taglio da prendere. Quando vuole far ridere, il taglio da commedia è abbastanza netto, e infatti fa ridere. Del resto lo spunto è di per sé buffo, Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen, con gli zombie. Però a tratti, anche giustamente, il film si fa più serio e totalmente privo d’ironia. E i suddetti cambi di tono sono piuttosto repentini. Per intenderci, Zombieland riesce anche a farti commuovere, ma ha un taglio ben preciso, e ogni cambio di tono è molto ben calibrato. Questo film no. Ma l’ho trovato ugualmente apprezzabile. Mediocre, sicuramente, senza particolare attenzione per la costruzione dei personaggi e per la narrazione, ma diverte ed è sufficientemente godibile per una visione rilassata.

Leggi tutto

Soggetti incompatibili / 6 Aprile 2018 in PPZ - Pride + Prejudice + Zombies

Unire due soggetti apparentemente incompatibili come le schermaglie amorose tra Elizabeth Bennet e Mr Darcy e le incursioni dei morti viventi è un’impresa improba – e infatti questo film non ci riesce affatto. La regia non riesce a traslare i toni leggeri del romanzo della Austen (seguito quasi pedissequamente) alle situazioni horror inframezzate nella trama; gli zombie mantengono quasi intatta la tradizionale minacciosità, con appena qualche accenno umoristico. Poi, passati i due terzi della durata, bruscamente i toni diventano più uniformi, con la cupezza dell’horror che invade tutta la trama – non a caso, proprio là dove questa si discosta maggiormente dal romanzo. Sembra quasi che due film diversi siano stati appiccicati assieme; il risultato non è per niente positivo.
Tra gli attori c’è anche Lena Headey, sprecata malamente in un ruolo che non le concede spazio.

Leggi tutto

1 Novembre 2017 in PPZ - Pride + Prejudice + Zombies

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

All’inizio del XIX° secolo l’Inghilterra di Re Giorgio è devastata da un’epidemia zombie. Per contrastare le orde di morti viventi, attorno a Londra è eretta una grande cinta muraria a sua volta circondata da un grande canale con un solo ponte di collegamento. La popolazione è chiamata anch’essa alle armi per difendersi come può. Le famiglie più nobili mandavano i loro figli a studiare le arti marziali in Giappone, quello meno abbienti nella più modesta Cina. In questo contesto sono calate le vicende delle sorelle Bennett, del signor Darcy (o colonnello Darcy, come tiene a sottolineare in una scena del film), del signor Bingley, di Wickham e di tutti gli altri personaggi del classico della letteratura ottocentesca britannica Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen. Il libro da cui è tratto, scritto da Seth Grahame-Smith (che sulla copertina è indicato co-autore insieme a Jane Austen) è stato incredibilmente un best seller mondiale, fatto che ha reso inevitabile la riduzione cinematografica. Il romanzo è un divertissement letterario che mantiene quello che il titolo promette: la storia della Austen con in più gli zombie a fare capolino qua e là nella narrazione. Se mantiene la struttura del romanzo originale, le convenzioni sociali dell’Inghilterra georgiana, le svolte della trama, perfino i dialoghi, sono mantenuti integri, il giochino di questo apparentemente colto mash-up già dopo qualche capitolo annoia, arrivando stancamente sino alla fine senza nessun guizzo di originalità se si esclude, appunto, la presenza degli zombie che però non hanno quasi nessuna influenza sul susseguirsi degli eventi. Da questo punto di vista, perlomeno il film cerca di creare, senza particolare efficacia in realtà, una trama che vada al di là della storia già nota. L’introduzione di una nuova generazione di non-morti, più intelligenti, della caduta di Londra e del Wickham condottiero dell’orda zombie sono, per esempio, delle invenzioni della sceneggiatura non presenti nel romanzo. Di contro lo scritto di Grahame-Smith non dà mai l’impressione di prendersi troppo sul serio, mentre il film lo fa anche in maniera ridicolmente eccessiva.

Leggi tutto

Zombi nel mondo di Jane Austen / 13 Febbraio 2017 in PPZ - Pride + Prejudice + Zombies

Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Seth Grahame-Smith in cui il famoso romanzo di Jane Austen è ambientato in un mondo Vittoriano minacciato dagli zombi.
La pellicola è abbastanza fedele al romanzo “Orgoglio e pregiudizio”, troviamo quindi le 5 sorelle Bennett a cui la madre non vede l’ora di trovare un marito. Sono le due figlie più grandi le maggiori “candidate”: la dolce e bella Jane (Bella Heathcoate) e l’intelligente e sveglia Elizabeth (Lily “Cenerentola” James) poco avvezza alle feste e alla vita mondana.
Questo dà il via alle vicende dove a complicare la vita delle protagoniste, oltre alle vicessitudini già note del romanzo della Austen, ci sono anche gli zombi a minacciare la loro esistenza.
Quindi troviamo il Signor Darcy (Sam Riley) che stermina zombie senza problemi, le ragazze se la cavano egregiamente grazie a arti marziali e lotta con armi bianche, mentre il pastore Collins è un pò più codardo.
Il mix tra elementi “classici” del romanzo originali ed elementi zombie è molto carino, idea originale e piacevole dall’inizio alla fine anche se gli zombie trovano forse un pò meno spazio del previsto.
Nel resto del cast da citare Jack Huston nei panni dell’infido Mr. Wickham, Lena Headey è l’eroina Lady Chatherine, Douglas Booth è Mr. Bingley.

Leggi tutto

Troppo serioso e pochi zombi / 11 Febbraio 2017 in PPZ - Pride + Prejudice + Zombies

Premetto subito di non aver letto (né, in tutta franchezza di essere interessato a leggere) Orgoglio e Pregiudizio. Mi è sempre sembrato estremamente noioso. Bè, se è come in questo film, dove, nonostante la componente action/horror sia presente (ma neanche troppo, almeno per me) la noia regna spesso e volentieri, ci ho preso. Comunque in pratica nella Londra di inizio 1800 è in corso una epidemia di zombie. Nel frattempo però (quasi tutto a dire il vero) ci vengono narrate le storie d’amore tra i vari personaggi: bella rottura. Migliora un po’ la situazione con i combattimenti, che però non sono tanti ed hanno, a mio parere, un grosso difetto: sono un po’ troppo seriosi. Voglio dire, fai un film così, dove le ragazze inglesi conoscono le arti marziali cinesi e affrontano orde di zombi e non metti neanche un po’ di scene volutamente trash, grottesche e divertenti? E oltretutto, orde per modo di dire: ripeto: pochi combattimenti, pochi zombi, poco spettacolo. Potevano imparare qualcosa da Deadpool sul fare scene splatterose che al tempo stesso sei in grado di capire, ma niente, deve essere serio questo film…e la cosa non ha senso, mica è un horror vero e proprio, anzi. Occasione davvero buttata. Probabilmente per fare film di questo tipo ci vuole gente come Tarantino, Rodríguez o Miller, tanto per citare alcuni che avrebbero potuto fare qualcosa di più interessante, poco da fare. Non malaccio il cast, anche se un po’ anonimo. Mi è rimasto impresso l’ormai “habituee” Matt Smith, che, una volta chiusa la carriera da Doctor Who, sembra apparire in ogni film che vedo. Bene, almeno lui è simpatico.

Leggi tutto

Occasione sprecata / 6 Marzo 2016 in PPZ - Pride + Prejudice + Zombies

Secondo me è un vero peccato.
PPZ parte da un’idea, secondo me, geniale e si perde in un bicchiere d’acqua: due sono le cose che gli mancano per elevarsi a cult degli anni ’10.
1. Si prende troppo sul serio. Se l’intento dell’autore era quello di tirar su una storia assurda bisognava essere ben più sopra le righe e sconclusionato (come lo è il soggetto di base). Non avendo letto il libro ignoro se queste erano anche le intenzioni dello scrittore, fatto sta che trasportato in una pellicola non funziona più.
2. Gli zombie riportati nel titolo sono troppo poco presenti. Passata la prima ora mi dicevo che certamente tutto lo splatter e le scene d’azione erano riservate e concentrate per il finale. Macché, magari.

Tutto ciò condito dal fatto che le poche scene d’azione (o comunque adrenaliniche) sono goffe e poco incisive. Un montaggio, o più in generale, un’impostazione alla “Machete” non gli avrebbe fatto che bene.
Occasione sprecata su quasi tutta la linea dunque, contando che paradossalmente la sceneggiatura e i dialoghi sono incredibilmente rispettosi del libro originale, cosa che a quanto pare non era nei presupposti dell’opera.

Leggi tutto

The austenian walking dead / 27 Febbraio 2016 in PPZ - Pride + Prejudice + Zombies

Scritto e diretto da Burr Steers e basato sul best-seller di Seth Grahame-Smith, “PPZ – Pride + Prejudice + Zombies” è una modernissima rivisitazione del classico di Jane Austen, che tutt’oggi, e dopo svariate trasposizioni al cinema e in Tv, resta uno dei romanzi maggiormente dotati di potenzialità commerciali sfruttabili in ogni salsa. Un ibrido nato nel 2009, che accorda la letteratura classica con la nuova generazione blockbuster, il cui amore per gli zombie si è consolidato con l’avvento della serie Tv “The walking dead”. I non morti si fanno esasperazione di quella scala gerarchica presente nel romanzo di riferimento, contrapposta alla caparbia indipendenza con cui la sua eroina, Elizabeth Bennet, tenta di trovare un posto nel mondo e una sistemazione sentimentale, in un ordine di classi vittoriano che non permette alte aspirazioni. Il rischio di creare una rappresentazione disorganica e piuttosto kitsch poteva essere altissimo, ad ogni livello, ma il lungo processo di produzione che ha portato il testo fino alle mani di Steers ha permesso invece di puntare su validi accenti satirici, volti a svilire una società asservita ad un’aristocrazia classista, tutta contenuta nelle regole dell’etichetta.

Se nel corso del film non tardano a far breccia i momenti di goliardica satira, si percepisce invece una crepa nell’elemento orrorifico, su cui più ha fatto leva tutta la messinscena: tante sono le carenze narrative (non si sa bene, ad esempio, da cosa siano scaturiti il morbo e il contagio) e le sbavature tecniche, per cui tutti gli effetti speciali, make-up compreso, non aggiungono né tolgono nulla alla reazione del pubblico. Gli attori concorrono a rimediare alle suddette mancanze, in particolar modo i protagonisti: una garbata Lily James, ormai matura e ferrata negli abiti d’epoca, e il suo più che azzeccato partner, Sam Riley, con il quale esprime un forte feeling, specialmente nella scena clou del film, la dichiarazione rifiutata di Mr. Darcy e conclusa tra dialoghi austeniani e sonore scazzottate. Tutto si può dire di “PPZ – Pride + Prejudice + Zombies” tranne che non sia fornito di autoironia: il suo punto di forza è proprio questo, il non prendersi troppo sul serio, senza però trasformarsi in parodia né dimenticare la storia originale, che rimane il caposaldo di tutta la faccenda. Fresco, a tratti assurdo e senza grandi pretese, il film si presta ad una visione slegata da ogni tipo di impegno e intrattiene destando curiosità (anche su un probabile sequel), pur non portando sullo schermo memorabili innovazioni di genere.

Leggi tutto

Trash ne abbiamo? / 10 Febbraio 2016 in PPZ - Pride + Prejudice + Zombies

In un’intervista, una delle attrici protagoniste ha usato queste parole per descrivere il film “tits, legs, zombies, comedy, girl power and Douglas’ face”, che tradotto è più o meno “tette, gambe, zombie, commedia, potere alle donne e la faccia di Douglas Booth”.
È la descrizione più onesta che possa essere fatta di questa pellicola, ma ci sono altre due parole che la descrivono perfettamente: buon trash.
Definizione di buon trash: prodotto che non si prende troppo sul serio, con qualche trovata interessante, che non si focalizza mai su un solo genere (mai solo azione o storia d’amore o dramma) né rimane sommerso dalle sue stesse cretinate.

La storia è quella di Orgoglio e Pregiudizio, ambientata in un’Inghilterra alle prese con un’epidemia zombie. La gente organizza balli, partite di carte, gite fuori porta, ma qualche volta qualcuno finisce sbranato. Mr Darcy è un colonnello che ha fatto della lotta agli zombie la sua personale battaglia, Elizabeth e le sue quattro sorelle (a parte Jane, tutte indistinguibili) sono state addestrate in Cina a diventare delle grandi guerriere.

Ci sono alcune cose che disturbano: alcuni dialoghi, presi pari pari dal libro originale, rallentano il ritmo e tendono ad annoiare. Il più delle volte no, però: o sfociano nella commedia (tutte le scene con il Signor Collins sono portate all’eccesso), oppure diventano delle piccole chicche. La scena della dichiarazione di amore di Darcy, per esempio: lui si dichiara, lei rifiuta, lui chiede spiegazioni (il tutto come nel libro) e cominciano a darsele di santa ragione. Geniale, perché non ci aveva pensato la Austen?
Darcy, interpretato da Sam Riley, è uno strano incrocio tra un damerino e Neo di Matrix, sempre serio serio e monoespressivo, con una giacca di pelle nera lunga fino ai piedi. Gli mancavano gli occhiali da sole e poi era fatta, l’eletto del diciottesimo secolo.
Lady Catherine de Bourgh (interpretata da Cersei de Il Trono di Spade) fa l’entrata in scena più spettacolare che si possa immaginare ma le viene riservato poco spazio.

A differenza di ciò che viene detto, non credo che il film possa piacere ai fan sfegatati di Jane Austen. L’atmosfera di fondo pare la stessa dell’originale, ma non si può aggiungere a Orgoglio e Pregiudizio un’apocalisse zombie senza dover togliere qualcosa. Oltretutto l’orgoglio di Darcy non è mai così chiaro, ma viene fatto notare attraverso dialoghi esplicativi (mi pare che il Signor Bingley dica proprio “È un uomo così orgoglioso”, ma potrei sbagliarmi).

Mi sono lasciata trascinare al cinema da due amiche che volevano vederlo solo per la presenza di Douglas Booth (il film è stato ribattezzato da noi con il nome Orgoglio e Pregiudizio e Douglas Booth) e invece ne sono uscita così entusiasta che potrei aver detto qualcosa come “Comprerei il DVD”. Più grande sorpresa del 2016.

Io lo so che è la stagione degli Oscar, che ci sono ventordicimila film meritevolissimi al cinema e che questo non sarà intercettato dal radar di molti, ma nel caso vogliate staccare il cervello e siate indecisi tra Orgoglio e Pregiudizio e Zombie e La Quinta Onda, ve lo dico io, andate sul sicuro col primo. La Quinta Onda, malgrado non l’abbia visto, difficilmente può raggiungere queste vette. Quasi nessuno è in grado di raggiungere queste vette di trash con una tale classe.

Leggi tutto
inserisci nuova citazione

Non ci sono citazioni.

Non ci sono voti.