Powaqqatsi

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Powaqqatsi

Powaqqatsi (tradotto dalla lingua amerinda hopi vita che consuma le forze vitali di altri esseri per promuovere la propria vita) è il secondo capitolo della trilogia Qatsi creata da Godfrey Reggio, dove il regista fa incontrare nuovamente le sue riprese in giro per il mondo con la bella musica del compositore Philip Glass
Francesco ha scritto questa trama

Titolo Originale: Powaqqatsi
Regia: Godfrey ReggioGodfrey Reggio
Sceneggiatura/Autore: Godfrey Reggio, Ken Richards
Colonna sonora: Philip Glass
Fotografia: Leonidas Zourdoumis, Graham Berry
Produttore: Menahem Golan, Yoram Globus, Godfrey Reggio, Mel Lawrence
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Documentario
Durata: 99 minuti

Dove vedere in streaming Powaqqatsi

Powaqqatsi, viaggio attraverso il mondo (e l’uomo) / 14 Ottobre 2014 in Powaqqatsi

Powaqqatsi (“vita in trasformazione”) è il secondo capitolo della trilogia Qatsi realizzata da Godfrey Reggio. Nonostante siano passati ben sei anni tra la realizzazione del primo capitolo e questo secondo lungometraggio, quasi nulla è cambiato rispetto al suo predecessore. Naturalmente abbiamo di nuovo la regia di Reggio, ma al suo pari abbiamo anche (di nuovo) le belle musiche del compositore Philip Glass. Senza escludere il nome di Francis Ford Coppola fra i produttori (a cui qui si aggiunge quello di George Lucas).
Questo nuovo connubio tra immagini e musica, sintesi dello stile che aveva caratterizzato Koyaanisqatsi, sembra virare un po’ meno sul paesaggio naturale e su quello urbano tipico dell’occidente, ma più sui paesi dell’Africa e dell’Asia e soprattutto sull”uomo. Un viaggio attraverso le sue culture, il suo folklore e le sue tradizioni. I luoghi in cui egli si insedia e la sua vita nel contesto urbano. Reggio ci fa viaggiare per il mondo (soprattutto per quello più spoglio del caos delle metropoli e dei lussi che le caratterizzano) senza farci alzare dalla poltrona e in un lasso di tempo brevissimo.
Ed anche se il primo film ha, a parer mio, un impatto più forte rispetto a questo, grazie alla potenza che garantivano le immagini e ad una musica tendenzialmente molto più affiatata ad esse (qui ad esempio non ho apprezzato la scelta di composizioni musicali “dinamiche” messe in contrapposizione con effetti come lo slow motion) il risultato è comunque un lavoro di grandissima qualità ed originalità.

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6 Aprile 2013 in Powaqqatsi

Powaqqatsi è il secondo capitolo della trilogia Qatsi.
Se in Koyaanisqatsi veniamo trasportati in una pellicola che suggerisce con spirito crtico di cambiare il nostro stile di vita (la parola significa proprio “vita in tumulto”) in Powaqqatsi invece vediamo come la presenza invasiva dell’uomo tutto consuma.
Il termine infatti significa “vita che consuma le forze vitali di altri esseri per promuoverne la propria”.
Chi o meglio cosa consuma cosa ?
La nostra società, quella occidentale (i Paesi industrializzati, il famoso primo mondo) che colpisce-corrode (corrompe ?) nel suo modo e stile di vita
tutto ciò che tocca. Che effetti hanno la modernizzazione e il progresso sull’ambiente ? E che effetti porta a un Paese che vorrebbe emulare una super-potenza ma che in teoria non potrebbe ?
Non è solo questo, le mie sono delle riflessioni uscite fuori nel corso del documentario.
Per far si che il primo mondo continui ad avere uno status alto qualcuno deve perire. Naturalmente critica questa visione centristica, come se esso fosse il centro dell’universo. Nella prima parte della pellicola infatti, aiutati dalla colonna sonora fantastica, vediamo quelle che sono delle persone al lavoro, un lavoro duro, che fanno parte di un mondo in equilibrio e tranquillo, povero ma non frenetico.
Il susseguirsi di balli e canti.
Un clima pacifico.
Il ritmo del lavoro cambia, le scene si spostano, passiamo ai centri abitati, l’urbanizzazione, si fa avanti e dietro fra occidente ed oriente, I, III e II mondo come se fossimo in ascensore.
Ecco però il fine della pellicola, entrare sentire e toccare gli effetti che ha prodotto la società occidentale.

Note del Don
Torna un’incredibile colonna sonora firmata Philip Glass che accompagna lo spettatore in un bellissimo documentario riflessivo come pochi.
Tra l’altro chi ha sborzato il danaro è Francis Ford Coppola e George Lucas

Leggo su MyMovies: consigliabile agli appassionati del National Geographic e ai soci del Touring Club.
Andatevene a fare in culo.
Cordialmente
DonMax

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