8 Recensioni su

Potiche - La bella statuina

/ 20106.472 voti

Buco nell’ Ozon(o) / 14 Novembre 2015 in Potiche - La bella statuina

Vado controcorrente: ho trovato il film abbastanza noioso e scontato, questa fotografia patinata poi da abbastanza fastidio per quanto è perfetta, ma è un parere personale ovviamente. Personaggi un po’ stereotipati. Da Ozon mi aspetto film un po’ più profondi.

11 Ottobre 2013 in Potiche - La bella statuina

L’impressione che mi ha dato questo film è la tipica “Vorrei, ma non riesco”.
Ozon allestisce una pantomima (comunque basata su una piéce teatrale) ricca di spunti interessanti: tra questi, spiccano l’evoluzione delle dinamiche di coppia post ’68 e dei rapporti tra capitalisti e proletariato, nonché l’emancipazione femminile, declinata attraverso le tre figure femminili in scena.

Peccato che tutti questi elementi restino solo abbozzati e, a tratti, perfino mal caratterizzati: la Deneuve (cosa cosa cosa, dico io, è accaduto al suo viso? E’, letteralmente, plastificato) sembra la zia sia di Luchini che di Depardieu, Luchini stesso pasticcia un po’, i figli sono decisamente poco definiti e l’omosessualità chiaramente inespressa del maschio è una delle incertezze più lampanti del film.
Sporadicamente, compaiono particolati mordaci e promettenti, ma, alla fine, la pellicola approda stancamente ad una risoluzione prevedibile e noiosa.

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22 Dicembre 2012 in Potiche - La bella statuina

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Hey, non mi è piaciuto nemmeno questo. Comunque è colpa delle fuckin aspettative, 2/3 delle volte in cui tutti ti dicono “è bello, è bello, è bello” poi rimarrai deluso. I mean, sì, ok, bello ma… tutto qua? Dovevi far tutto questo casino per il solito film variopinto francese? E sticazzi?

Suzanne (Cathrine Deneuve) è la moglie perfettina e tutta casa e casa e casa di un industriale negli anni ’70. Lotte sociali, il marito, stronzo, rimane prigioniero degli operai e poi ha un malore. Lei lo salva e le tocca prendere in mano l’azienda (una bizzarra fabbrica di ombrelli). Riuscirà a reinstaurare la pace sociale e portare in utile l’azienda, tanto da entrare in guerra col marito stronzo quando quello torna. Nel frattempo si fa corteggiare dal sindacalista, con cui aveva in passato avuto una storia, il ciccionissimo Depardieu. Sempre più difficile far stare Depardieu nello schermo. E aiutare dai figli, uno artistoide (che è il solito belga biondo dei Dardennes) e l’altra con tendenze fascistoidi. Alla fine della fiera si capisce che pure lei è un po’ stronza, che non è mai stata perfettina e, forse per questi motivi, scenderà con successo nell’agone politico. Rivincita, delle donne questa volta, in tinta pastello, anche un film ideale per gli amanti del revival ’70s.

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19 Ottobre 2012 in Potiche - La bella statuina

Premetto che mi è complicato valutare il periodo storico, per mancata conoscenza (quella scolastica spesso non è sufficiente) di conseguenza il mio parere sarà unicamente rivolto al film ed ai personaggi.
Ho notato una sorta di egoismo di fondo in ciascuno, fatta eccezione per Laurent (il figlio) che sembra distaccarsi da tutto rappresentando lo spirito rivoluzionario della situazione.
Egoismo che porta a sfasciare famiglie e relazioni, basti pensare all’impossibilità di comprendere chi è il padre del proprio figlio.
Egoismo fatto di ricatti e minacce.
Mi è piaciuto però il modo in cui è stata creata una via per rivalutare le donne, il loro potere ed i loro diritti.
Ancora in dubbio per quanto riguarda la fotografia.

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21 Settembre 2012 in Potiche - La bella statuina

Commedia divertente ma non entusiasmante. Carina, ma dimenticabile.
Apprezzabile lo sforzo di creare una visione a tutto tondo della società degli anni ’70-’80 e dell’importanza dell’emancipazione femminile, ma viene totalmente distrutta l’idea di famiglia: ognuno pensa a sé e basta. Ma è davvero questo il senso delle lotte che sono avvenute in quegli anni? Sono questi i loro successi?
Bel tentativo, ma l’obiettivo non è stato centrato in pieno.

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14 Agosto 2012 in Potiche - La bella statuina

A parte la faccia rifatta di Catherine Deneuve il film mi è piaciuto abbastanza.

Giudizio sospeso / 19 Aprile 2012 in Potiche - La bella statuina

E’ uno di quei film che non so giudicare per alcuni aspetti (personaggi e storia ) mi è piaciuto per altri (troppo lento ed alcune situzione forzate) no. Quindi un sei mi sembra un giusto voto

9 Marzo 2011 in Potiche - La bella statuina

Ma come è divertente e profondo allo stesso tempo Ozon.
Divertente e divertito ricostruisce i perfetti anni 70, gioca con le massime star francesi, a volte, in maniera teatrale, ha il gusto della commedia corrosiva e nello stesso tempo non perde di vista testo e contesto, ossia il ’77 con le lotte sindacali e le crisi incipienti e l’evoluzione della donna fra autoaffermazione, indipendenza dal maschio, emancipazione sociale e culturale.
Quindi un piccolo gioiello in cui una Madre di famiglia al limite del nulla identitario diviene dirigente d’azienda con molto successo (un po’ buttato lì il tema della politica sindacale della Deneuve, in bilico fra un moderno paternalismo e una sana concertazione) e poi, una volta sconfitta prima dalle vendette dei maschi della sua vita e infine dalla figlia, sempre a causa di un uomo, addirittura deputata.
In tutto il suo percorso lei riesce ad essere esempio per la segretaria da scannatoio del marito che si emancipa dal suo ruolo e per il figlio in piena liberazione sessuale.
Ma non sono tutte rose e fiori, proprio la figlia si rivelerà più codina della madre e chiusa dentro un’idea di sè, in quanto donna, quasi umiliante (lei, per la terza volta incinta, è davvero solo madre); proprio l’amante occasionale, comunista, nell’adorarla non le riconosce autonomia affettiva, ma neppure la proprietà del proprio corpo (ha un’idea della donna idolatrata, da piedistallo totalmente anacronistica). Ecco il tema portante, una guerra dei sessi continua.
Il tocco di Ozon è ovunque, mi piace il suo essere camp, mi piace come ammicca alla sessualità libera (il cameo di S. Lopez sul camion è tutto un programma dato il passato di lei).
Perfetta la ricostruzione degli anni settanta (musiche, suppellettili, arredi)

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