Recensione su Ponyo sulla scogliera

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4 Marzo 2011

Mi è piaciuto e mi è piaciuta anche la canzoncina finale, che mi ricorda le siglette dei cartoni anni 70.
La favola è molto bella e delicata e si ambienta nel repertorio classico, anche qui abbiamo una mancanza, una mancanza non definitiva per il protagonista che è la lontananza del padre che manca agli appuntamenti e alle promesse (si avvicina a Totoro, stesso tipo di mancanza, stesso tipo di promessa che svanisce, una promessa mancata non per propria volonta’);
Ponyo rimane imprigionata in un barattolo che è parte dell’inquinamento che deturpa i fondali marini e le coste, è una presa di posizione ecologista non urlata, ma molto intelligente perchè è poi l’uomo, il bambino in questo caso, che la libera, la soluzione è nella mani dell’uomo come lo è la causa;
Il padre di Ponyo la tiene prigioniera per paura (lei si chiama Brunilde e viene tenuta prigioniera non in un recinto di fuoco, ma, appropriatamente, in un recinto d’acqua), per diffidenza, la madre di Sosuke lascia liberi/soli e responsabili due bambini consentendo loro un viaggio di formazione in cui incrociano una varietà di uomini e una varietà di animali quasi liberati dalla parte civilizzata della terra, non ci sono in effetti morti, non ci sono lutti a seguito del maremoto;
Ponyo per divenire umana rinuncia alla sua specificità che è la magia, ma Sosuke deve accettarne la diversità inestirpabile, anche priva, come lo sarà, dell’attrativa della magia stessa, che è anche l’incanto del possibile proprio dell’infanzia.

5 commenti

  1. Stefania / 4 Marzo 2011

    Benché sia, in realtà, un elemento evidente, non avevo mai visto Ponyo come un film che racconta di prigionie e di fughe: è un bel punto di vista 😉
    Però, in Totoro, qual è la promessa non mantenuta? Forse, non ho colto neppure quella 😀

    • tiresia / 4 Marzo 2011

      Anche in Totoro c’è una madre lontana, per malattia, e il padre e la madre promettono sempre alle figlie che lei è lì lì per tornare, ma per tutto il film questa promessa non verrà mantenuta

  2. tiresia / 4 Marzo 2011

    Anche in Totoro c’è una madre lontana, per malattia, e il padre e la madre promettono sempre alle figlie che lei è lì lì per tornare, ma per tutto il film questa promessa non verrà mantenuta

  3. Stefania / 4 Marzo 2011

    Ma… aspè, perdona la puntigliosità, forse ricordo male: la promessa viene fatta due volte e per due volte non viene mantenuta, ok, perché la mamma ha avuto delle ricadute. Ma nei titoli di coda (che, in questo caso, considero parte integrante del film, perché raccontano cosa succede quando la storia termina in maniera canonica) si vede che la mamma è tornata a casa ed è in salute. Secondo me, è un passaggio importante, perché, sì, è vero, per motivi vari, inizialmente la promessa viene vanificata, ma poi la parola dei genitori viene comunque “riscattata”.

    • tiresia / 4 Marzo 2011

      sì, ma siccome siamo ai titoli di coda questa notizia non produce nessuna svolta narrativa, nessun riflesso sulla psicolagia e l’emotività delle bambine e dei personaggi in genere. All’interno dello spazio narrativo la promessa è mancata

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