Recensione su Pompei

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8 aprile 2015

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Per come la vedo io dalla locandina si capisce che tipo di film sia Pompei: due tizi che limonano mentre sullo sfondo il Vesuvio esplode. Già qui si capisce quali saranno le priorità dei personaggi.
Poi la frase. “L’inizio di una leggenda”.
Che è molto sbagliato perchè Pompei è lì, non la definirei una leggenda, più che altro una solida realtà. E anche non facendo i pignoli, leggenda di cosa? Della città rasa al suolo da un vulcano?
Almeno quella americana era “No warning. No escape. ”
Una frase in genere cretina ma un vulcano che dal nulla esplode è, credo, l’unica occasione in cui puoi usarla senza essere cretino.

Quando ho saputo che Anderson stava girando un film su Pompei sono partita prevenuta e l’ho messo nella categoria guilty pleasure. Come sei esagerata, direte voi. Sì, ma la sceneggiatura è di quelli reponsabili di Batman Forever, un film che viene ignorato solo perchè quello dopo è Batman e Robin, ma io lo ricordo.
Regista famoso per giocattoloni e sceneggiatori che il loro lavoro più famoso fa schifo.
Poi ti esce la notizia che il cattivo si chiama Corvus e no, non si può. Ve l’avevo detto.

Tutto questo per dire che il film non è così male: va inquadrato nell’ottica giusta. Che è di entrare al cinema senza aspettarsi un bel film, ma un film dove gli americani decidono di giocare coi botti a Pompei. Sono entrata in quella sala col solo scopo di vedere l’esplosione del Vesuvio fatta con effetti speciali figherrimi e non quelli da due soldi dei documentari, e nient’altro.
Ammetto di essere rimasta un po’ delusa: uno si aspetta che in un film intitolato Pompei, ambientato a Pompei, nel giorno in cui essere a Pompei era la cosa peggiore che ti poteva capitare, il Vesuvio abbia un ruolo centrale.
Invece l’impressione è che il Vesuvio che si alza la mattina e decide di spazzare via come minimo tre città (Ercolano e Stabia fanno ciao con la mano, piuttosto stizzite per non essere state nominate manco per sbaglio) sia un evento di sfondo alle vicende dei personaggi, che sono molto più impegnati ad inseguirsi e chiudere i conti in sospeso piuttosto che scappare dalla città che il fottuto vulcano sta distruggendo. Priorità. Gli uomini non le hanno, che Cassia vorrebbe solo levarsi di lì ma Milo e Corvus e Attico sono troppo impegnati a combattere virilmente tra loro.

Ma andiamo con ordine: si comincia con una citazione di Plinio il Giovane, mentre la telecamera inquadra alcuni corpi. In pratica il primo trailer, e non sarebbe neanche malaccio. Nella seconda scena siamo in Britannia e l’unica cosa che puoi pensare è “Però, l’hanno presa alla larga” prima di renderti conto che invece l’hanno presa dal vecchio Conan, coi soldati che distruggono un villaggio e si prendono un pupetto come schiavo. È anche il momento in cui potete godervi Kiefer Sutherland, il villain che nessun trailer ha mai mostrato, entrare in scena nel momento esatto in cui il suo nome appare sullo schermo e personalmente ci ho lollato come una scema.
Lui è Corvus (Corvo in italiano, ma vuoi mettere con Corvus?) e ha circa quarant’anni. Li avrà anche diciassette anni dopo, quando il pupetto è digievoluto in Jon Snow: non hanno fatto niente per cambiare il suo aspetto e pare che sia andato ad ammazzare celti il giorno prima del vulcano day.
Jon Snow Milo invece è diventato un gladiatore, ma nell’animo è l’uomo che sussurra ai cavalli visto che la sua tribù – sterminata quando aveva quattro anni – si occupava principalmente di equini, quindi fa colpo sulla bella e ricchissima Cassia mostrando gentilezza verso gli animali. Lei fa colpo mostrando gentilezza verso di lui, ed è amore. Interagiscono tre volte, si vedono quattro, e hanno capito che sarà per sempre. E se ve lo chiedete sì, le ho contate.

È Titanic senza la sceneggiatura quindi ti rendi conto di quanto siano idioti i loro sentimenti, ma i personaggi non sono esattamente il pezzo forte del film: sono stereotipi che camminano. Non intendo stereotipo in senso negativo, ma nel senso che sono solo “il tipo di personaggio”: Cassia è la ricca ma buona, Milo il bel tenebroso che ha sofferto ma ha cuore, Attico è il nero saggio, Corvus è il cattivo (che ha sterminato il popolo di Milo e vuole sposare Cassia, più personale di così). Non è necessariamente un male visto che noi sappiamo benissimo cosa succederà di lì a quaranta minuti: se non vuoi prendere 10 e lode, per portare il compito a casa ti basta mettere in scena della gente mediamente belloccia, mediamente simpatica, e investirci emotivamente il minimo indispensabile vien da sé. Però, ecco, se su queste sagome di cartone, scritte così da cani e con così poco spazio di manovra che sembrano delle trappole per gli attori, mi ci investi troppo del film, mi crei squilibrio.
Perchè i personaggi sono messi giù per un film che si concentra sull’eruzione, ma il film si concentra sui personaggi, che anche se avevano qualcosa da dire non gli avete scritto qualcosa da dire. Per cui vedere questa gente che decide che l’unico momento possibile in cui possono risolvere tutte le loro questioni è mentre il Vesuvio sta tirando giù il mondo non mi risulta credibile perchè non hai fatto in modo che me ne fregasse qualcosa, delle loro questioni. A me sembrano solo pessime decisioni e che avete che non va in testa, andate via da lì.

Poi vabbè, ovviamente le scene fighe del Vesuvio ci sono, e sono tante, ma sono trattate come un intoppo, come se fossero un “meanwhile, in Vesuviolandia”. Ci sono le tamarrate divertenti e non posso non applaudire e ammirare che siano riusciti, in un film ambientato nel 79 d.C., a piazzare una scena di inseguimento mentre sta eruttando un vulcano. Bravi. Ci vuole tanto talento, ma il massimo sarebbe stato se dopo un lapillo colpiva il carro ed esplodeva.
C’è anche una scena di Cassia e della sua schiava davanti ad un taverna, che ho capito il senso solo perchè la genitrice ha esclamato “La taverna ad angolo!” (ma come fa, mi chiedo), altrimenti era veramente incomprensibile. Sul serio, camminano, si appoggiano al tavolo e vanno via. Inutilissima se non lo sai.
Per una volta ci sono i combattimenti dei gladiatori senza il rallenty, che da 300 era diventato una piaga ma la cosa esilarante è che, per mantenere il rating basso, non c’è sangue. Sul serio: gole tagliate, petti trafitti, dita strappate a morsi… e a confronto cadere dalla bicicletta è una scena splatter. Poi venti minuti dopo c’è gente che prende fuoco. Ma senza perdere una goccia di sangue.
Insomma, il film non è un granchè, però mi son divertita. Mi sono divertita perchè i personaggi, per quanto di legno, mi hanno coinvolta il minimo indispensabile. Perchè il cattivo è un cretino totale. Perchè la colonna sonora era fatta bene ed usata bene. Perchè visivamente non era male per nulla, dai vestiti agli effetti speciali. Perchè l’amicizia tra Milo e Attico ha dei momenti davvero azzeccati. Perchè la storia d’amore è scontata e ridotta all’osso, ma loro due sono tanto bellini e alla fine tifi per loro anche se non sai perchè. Perchè è materiale da fanfiction.
È un giocattolone, e anche se poteva essere fatto meglio riesce a non farti piangere dalla noia pur essendo prevedibile: è Titanic + Il Gladiatore con Un Vulcano, e te lo chiedi come faranno a tirarci fuori un finale visto che un vulcano puoi solo rallentarlo e solo se sei l’Avatar, più il momento di panico dove ti chiedi seriamente se stanno per fare un’eruzione lavica (spoiler: no).
Also, è l’unico film dove non puoi pensare “Il Dottore avrebbe risolto la situazione”.

Però, ecco… non ti diverti al 100% con i botti. Perchè Pompei c’era davvero. Perchè quella gente è morta davvero di una morte orrenda, spaventata, trascinandosi, cercando di resistere. E ora sappiamo che anche gli abitanti di Ercolano morirono, e non credo bene.
Per cui sì, la scena finale è stupidissima, ma ti resta un po’ l’amaro in bocca.
Onestamente al cinema non lo consiglio: in home video va più che bene, e il 3D è di quelli veramente inutili. Più una cosa che non capisco: perchè mettere un cattivo in un film come questo? Non basta il Vesuvio come forza antagonista agli eroi?

1 commento

  1. dexter79 / 11 aprile 2015

    Una recensione cosi merita DAVVERO l’Oscar! Complimenti.,…. 🙂

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