Recensione su Polytechnique

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Da vedere / 11 ottobre 2017 in Polytechnique

Il terzo film di Denis Villeneuve racconta del massacro avvenuto il 6 dicembre 1989 al Politecnico di Montreal. Il film racconta i fatti, presentandoci subito l’autore del massacro che scrive una lettera, nella quale spiega le sue “ragioni”, chiamiamole così, che l’hanno portato al gesto: il suo odio nei confronti delle femministe. Armato di fucile semi-automatico, arriva alla scuola, dove colpirà 28 persone, uccidendone 14, tutte giovani ragazze. Il film non viene mostrato solo dalla prospettiva del killer, che dopo la sparatoria si suiciderà, ma anche da parte di altre persone, come Jean-Francois, al quale viene ordinato, in quanto maschio, di lasciare la prima classe che viene attaccata dal killer, che, come detto punta solo alle ragazze. Il ragazzo, che pure ha cercato di aiutare i feriti, è attanagliato dai sensi di colpa. C’è anche la storia vista da Valerie, una giovane miracolosamente scampata alla sparatoria, che ha visto morire tante sue amiche, come Stephanie. Un film veramente interessante, molto breve (non credo che arriviamo ai 70 minuti per dire) ma estremamente intenso e tragico, che va a raccontare una storia che personalmente non conoscevo. L’utilizzo del bianco e nero per tutto il film rende ancora più drammatici i fatti secondo me. Comunque ormai con Villeneuve, film nuovi o vecchi che siano, hollywoodiani o no, sembra di non sbagliarsi mai: tutti ben fatti e girati in modo intelligente, ricercato e preciso.

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