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Recensione su Pirati dei Caraibi: oltre i confini del mare

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9 marzo 2013

Aspettative basse e risultato pessimo.
Seguendo la parabola discendente del terzo, anche questa sceneggiatura si ingarbuglia e non scorre fluida. Mi sono sul serio stancata ad un certo punto; più di due ore, per un film che dovrebbe essere prima di tutto fresco e spensierato ( come fu il primo), e che invece si affloscia dietro una trama assurda e debole. Jack Sparrow addirittura passa in secondo piano per buona parte del film, schiacciato da millemila complotti tra troppi personaggi; Angelica, cioè Pènelope Cruz è poco incisiva e poco ci viene detto delle sue origini. Davvero tutto quello che dobbiamo sapere per empatizzare con lei e renderla credibile come fiamma di Jack, è che l’ha sedotta e abbandonata?
La sottotrama collaterale, la storia d’amore tra il religioso e la sirena ( belle loro e realizzate decentemente, ma avrei preferito che invece di Astrid, avessero utilizzato Gemma Ward, la prima sirena che si vede, la bionda) è un mal celato tentativo di ricalcare la storia di Will e Elizabeth, senza però avere attori con lo stesso carisma o una storia effettivamente interessante. Anzi, il mezzo misticismo che ne viene fuori è pure fastidioso.Troppo stucchevoli e contraddittori anche Angelica e Jack.
Poco mare, poche navi, troppe battaglia chiassose e ripetitive, Jack troppo biondo e riccio e alcune sequenze con CGI scarsina,insieme ai grossi problemi di sceneggiatura, ne fanno un film sprecato.

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