Recensione su I love Radio Rock

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The boat that ROCKED / 6 gennaio 2013 in I love Radio Rock

The Boat that rocked alias “I love Radio RocK” è una commediola inglese ambientata negli anni ’60.
A Londra il rock va alla grande, la gente è impazzita per questo genere, un po’ meno il governo che cerca in tutti modi di bandirlo dal Regno Unito.
Non lo digerisce, si scandalizza, è amorale, pornografico, rende debole la loro grande Nazione, deve essere fermato.
Mettiamoci pure l’aggravante delle radio pirata, illegali come pochi, esse sono le uniche a trasmettere 24 ore su 24 solo ed esclusivamente rock… RADIO ROCK appunto. Da dove trasmettono? Da una barca che si trova nel mar del Nord.
I vari personaggi sono dei pazzi, ognuno a suo modo, chi più e chi meno. Ne passeranno di cotte e di crude, amori andati male, colleghi infedeli (questa parte l’avrei omessa ma si tratta di una commediola leggera e ci può stare), il governo che li vuole far chiudere, fans eccitate
Ma “The boat that rocked” non è solo questo, è la storia di Carl. Giovane diciottenne che viene fatto imbarcare dalla madre Charlotte. Si scoprirà che Charlotte a suo tempo se la fece con uno dei dj della radio Pirata. Quindi non è la punizione per essersi fatto trovare con del fumo, qualcosa di più profondo. Niente è come sembra e quando crede di aver trovato suo padre..

Note del Don.
Non so se avete notato ma “il Conte”, l’unico americano a bordo, è molto simile a un doppiatore.
Anzi, è simile proprio al doppiatore che lo doppia, il mitico Francesco Pannofino. Per di più il tizio incaricato di far chiudere le stazioni pirata, tal Pirlott nella versione inglese si chiama Twatt.
Dire twat è come dire, perdonate la volgarità… fregna.

DonMax

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