Recensione su I love Radio Rock

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30 gennaio 2013

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Allora, filmissimo, per dire, mia mamma lo deve vedere per forza. No, guarda, se non lo fai mi offendo. Sulle radio pirata britanniche dei ’60s, si sta lì tranquilli seduti a farsi investire da questo flusso di musica e dj buffoni e simpatici e casinisti. Quasi veniva voglia di ballare persino a me, il che davvero trovo tutto dire. C’è Philip Seymour Hoffman, che becca quasi sempre i film più ggggiusti, e Kenneth Branagh, invecchiato, e per forza, rispetto al tempo in cui rifaceva tutto Shakepeare, ma che impersona il ministro cattivo di Sua Maestà che lotta per chiudere le radio libere. Ricalcando Hitler assai, e il grigiume borghese, e la morte della fantasia grazie al potere, contrapposto alla vitalità colorata e hippy e basette e panta-zampa dei nostri. Lieto-finissimo, piangiamo tutti, che bello il mondo, che bello il rock, che bello scopare e le droghe (e di questi scusa tu che ne sai?) e che bella (no, figa) Marianne, sia la tipa sia la canzone.

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