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I love Radio Rock

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I love Radio Rock

Il voto sarebbe un 7.5 / 18 Luglio 2017 in I love Radio Rock

Bel film sulle radio pirata inglesi negli anni 60 del secolo scorso.
L’adolescente Carl (Tom Sturridge) viene fatto imbarcare dalla madre Charlotte (Emma Thompson) su Radio Rock, una nave nel Mare del Nord trasformata in una stazione pirata attiva 24 ore su 24.
Scopre così un mondo alternativo con sesso e rock and roll (ovviamente anche droga ma più in secondo piano) con i vari dj che formano quasi una famiglia con la loro amicizia ma anche con qualche litigio (a cui non sarà immune neanche Carl). Ma con la musica a fare non solo da sottofondo, a bordo ci si diverte e il clima è disteso; dovranno però fare i conti con un ministro (Kenneth Branagh) disposto a tutto per far cessare l’esistenza delle radio pirata.
A bordo qualche scontro tra le due “primedonne”: da una parte il Conte (Philip Seymour Hoffman), dall’altra Gavin (Rhys Ifans). Divertente la loro sfida d’arrampicata; altri momenti simpatici ma soprattutto una splendida colonna sonora.
Nel resto del cast da citare Bill Nighy nei panni del gestore di Radio Rock, January Jones è Eleonore, la sposa, Gemma Arterton è Desiree, la ragazza di Dave (Nick Frost).

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spumeggiante / 5 Maggio 2015 in I love Radio Rock

spumeggiante

La barca che ROCKEGGIA! / 26 Settembre 2013 in I love Radio Rock

Richard Curtis, padre delle migliori commedie inglesi degli ultimi decenni (Quattro matrimoni e un funerale, Che pasticcio, Bridget Jones!) ricostruisce fedelmente una coloratissima Inghilterra degli anni ’60 per raccontarci, con gioia e briosità, del fenomeno delle stazioni radio pirata, ispirandosi ad una storia realmente accaduta a quel tempo.

Quando il Rock ‘n’ Roll stava spopolando fra le più disparate classi sociali, facendo impazzire la gente (ai live dei Beatles le ragazze davano davvero da matte), anche grazie al contributo di valorosi DJ che, illegalmente, hanno trasmesso al mondo artisti dal calibro dei Rolling Stones, portando voglia di osare, ballare e divertirsi nelle case, sollevando la le persone dall’onere del classicismo, ormai superato e soffocante. Una visione del mondo impersonata pienamente dall’hitlereggiante cattivo di turno, Sir Alistair Dormandy, che farà di tutto per ostacolare la popolarità del Rock nel suo paese natale.

Ed è proprio a loro che Curtis dedica il suo film, che non è altro che una dichiarazione d’amore bella e buona, a quei dj, portatori di gioia e ribellione, che hanno saputo far sognare generazioni su generazioni con la propria musica.

Cosa che purtroppo noi italiani non possiamo capire. L’odierna Virgin Radio, non penso sia sufficiente o vagamente paragonabile a tutto quel che è stato. E vorrei ricordare che da noi negli anni ’60 andava di moda Mina (per carità, del tutto rispettabile) e Rita Pavone… ma vabè.

Con un pizzico d’ironia e tanto divertimento, Curtis infarcisce una delle sue opere migliori (la seconda in fatto di regia) con una colonna sonora da far girare la testa /The Who, Beach Boys, Kinks..) e una serie di dialoghi irriverenti, interpretati da una galleria d’attori notevoli (spicca fra tutti il nome di Philip Seymour Hoffman) travestiti per l’occasione da hipster coi pantaloni a zampa e il caschetto alla Beatles. Tutti matti, tutti casinisti e tutti innamorati della musica, ovviamente.

Bè, se volete rimembrare un po’ la filosofia di vita che prevede “Sesso, droga e Rock ‘n’ Roll” come slogan ufficiale, questa esperienza è delle migliori.

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Il Rock inglese….MITICO! 7,5 / 28 Agosto 2013 in I love Radio Rock

Brillante, divertente, originale e ben raccontato! L’epoca del rock degli anni ’60, bandito perchè “troppo” per le menti e le idee di quell’epoca, che continua la sua voglia di essere ascoltato da una nave al largo, pirata appunto come la sua musica, perchè la musica è tutto! Un film geniale e brioso, che racconta uno dei più bei periodi della storia della musica, attraverso un cast favoloso e ben mixato 😉 Colonna sonora da sturboooooooo!!!! La frase celebre del Conte che mi è entrara in testa: ” Ma in tutto il mondo ragazzi e ragazze avranno sempre i loro sogni… e tradurranno quei sogni in canzoni…” <3 7,5!

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22 Maggio 2013 in I love Radio Rock

Un sette solo per la grande colonna sonora ed un soggetto molto originale che tuttavia, a mio parere, poteva essere sviluppato molto meglio al posto di perdersi in una trama sempliciotta e troppo vicina ad una banale commedia americana. Un grande spreco.

30 Gennaio 2013 in I love Radio Rock

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Allora, filmissimo, per dire, mia mamma lo deve vedere per forza. No, guarda, se non lo fai mi offendo. Sulle radio pirata britanniche dei ’60s, si sta lì tranquilli seduti a farsi investire da questo flusso di musica e dj buffoni e simpatici e casinisti. Quasi veniva voglia di ballare persino a me, il che davvero trovo tutto dire. C’è Philip Seymour Hoffman, che becca quasi sempre i film più ggggiusti, e Kenneth Branagh, invecchiato, e per forza, rispetto al tempo in cui rifaceva tutto Shakepeare, ma che impersona il ministro cattivo di Sua Maestà che lotta per chiudere le radio libere. Ricalcando Hitler assai, e il grigiume borghese, e la morte della fantasia grazie al potere, contrapposto alla vitalità colorata e hippy e basette e panta-zampa dei nostri. Lieto-finissimo, piangiamo tutti, che bello il mondo, che bello il rock, che bello scopare e le droghe (e di questi scusa tu che ne sai?) e che bella (no, figa) Marianne, sia la tipa sia la canzone.

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The boat that ROCKED / 6 Gennaio 2013 in I love Radio Rock

The Boat that rocked alias “I love Radio RocK” è una commediola inglese ambientata negli anni ’60.
A Londra il rock va alla grande, la gente è impazzita per questo genere, un po’ meno il governo che cerca in tutti modi di bandirlo dal Regno Unito.
Non lo digerisce, si scandalizza, è amorale, pornografico, rende debole la loro grande Nazione, deve essere fermato.
Mettiamoci pure l’aggravante delle radio pirata, illegali come pochi, esse sono le uniche a trasmettere 24 ore su 24 solo ed esclusivamente rock… RADIO ROCK appunto. Da dove trasmettono? Da una barca che si trova nel mar del Nord.
I vari personaggi sono dei pazzi, ognuno a suo modo, chi più e chi meno. Ne passeranno di cotte e di crude, amori andati male, colleghi infedeli (questa parte l’avrei omessa ma si tratta di una commediola leggera e ci può stare), il governo che li vuole far chiudere, fans eccitate
Ma “The boat that rocked” non è solo questo, è la storia di Carl. Giovane diciottenne che viene fatto imbarcare dalla madre Charlotte. Si scoprirà che Charlotte a suo tempo se la fece con uno dei dj della radio Pirata. Quindi non è la punizione per essersi fatto trovare con del fumo, qualcosa di più profondo. Niente è come sembra e quando crede di aver trovato suo padre..

Note del Don.
Non so se avete notato ma “il Conte”, l’unico americano a bordo, è molto simile a un doppiatore.
Anzi, è simile proprio al doppiatore che lo doppia, il mitico Francesco Pannofino. Per di più il tizio incaricato di far chiudere le stazioni pirata, tal Pirlott nella versione inglese si chiama Twatt.
Dire twat è come dire, perdonate la volgarità… fregna.

DonMax

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Non si vive senza musica / 13 Settembre 2012 in I love Radio Rock

I love Radio Rock

Che epoca….

mi sono sempre chiesto se, essendo nato nel 1979, tutto quel sentimento e quell’energia che provo ogni volta che vedo film, che sento racconti, che leggo libri, che ascolto canzoni che hanno vissuto quel periodo che va dagli anni 60 agli anni 80, se, dicevo, lo sento così forte soltanto perchè per me è interpretato come una mancanza oppure se le persone, le gente, il pensiero e la voglia di qualcosa di nuovo in quegli anni era davvero così irresistibile.

Sono le persone principalmente, è il loro approccio alla vita, è quel trasudare voglia di ribellarsi, di cambiare le cose usando non la violenza ma l’entusiasmo, il credere nei propri sogni e il saper condividere speranze e illusioni senza farsi troppe domande, senza aver troppe paure, senza stare troppo a guardare i difetti del prossimo ma con quella grande e inarrestabile voglia di sentirsi vivi, di vivere la propria gioventù nell’intento di trasformare il mondo nel posto in cui si vorrebbe vivere.

Questo è per me I love Radio Rock, queste sono le storie e le vite di ognuno dei personaggi del film, per quanto possano essere diversi, questa è la vibrazione che trasmette.

Altra domanda che mi pongo spesso è questa:

Ma si può vivere senza musica??? Eppure conosco diverse persone che sembrano riuscirci.. io, confesso, non capisco come si possa fare, o meglio provo a capirlo ma la spiegazione che mi do attribuisce elevata tristezza verso quelle vite, ma qui si parla di I love radio Rock e in questo film la tristezza non esiste!!!!!

Sapete perchè non esiste? perchè non esiste una fine se il nostro pensiero è Rock, è libero, è pirata
per un motivo per esser tristi ce ne sono almeno 5 per esser felici, la visione del film ne è il più immediato esempio.

La musica non andrebbe soltanto ascoltata, non è solo sottofondo, non è nata per questo, non esiste per questo. Esiste per accompagnarti, per aggregare, per gridare, per raccontare, per trasmettere e non sono soltanto i testi, sono i suoni, sono i silenzi, sono le vibrazioni. E le vibrazioni sono emozioni.

Le emozioni sono vita.

I love Radio Rock è una filosofia di vita, pensate a quanto sono diversi tra loro i vari protagonisti del film, da quello preciso e puntiglioso delle notizie a quello euforicamente sessuato, dal silenzioso animale notturno al misterioso proprietario della radio, ancora più forte è il confronto tra i due leader che il film ci presenta che dimostrano che quella filosofia di vita non si concentra sull’apparire ma sull’essere, ci dimostra che se non abbiamo rigidi schemi mentali imposti la convivenza tra esseri umani liberi è il bene più prezioso che abbiamo nelle nostre piccole esistenze, ci dimostra quanto troppe volte non facciamo altro che calpestare questo bene senza magari nemmeno rendercene conto.

Ce lo dimostrano ancora di più gli ostili rappresentanti del governo, standardizzati, tutti rispettosi delle regole e incapaci di provare emozioni, incapaci di essere liberi, incapaci di accettare la vita degli altri.
Incapaci di vivere ma sopratutto di godersi la vita.
Impostati, estetici, allusori ma quel che è peggio troppo perfetti, troppo anonimi per cercare quella perfezione standardizzata, che senso ha cerare di essere così?? vivere cercando di essere migliori al giudizio degli altri dimenticandoci di noi stessi?

Noi troppo spesso, credo, stiamo nel mezzo, viviamo in un era che si trova a metà strada, a volte nei
pensieri e nei nostri racconti e nei nostri viaggi interiori sembriamo voler vivere una vita “Rock” però nella realtà, spero ce ne rendiamo conto, viviamo una vita “governo” cioè facciamo esattamente e ripetutamente ciò che vogliono farci fare, ci bombardano di apparenti possibilità e libertà ma siamo sempre più rinchiusi in noi stessi o tra molti noi stessi virtuali.

Vorrei rivedere nei giovani, nei medio giovani, in quella generazione perduta di cui parla il nostro Mario Monti quella voglia quel desiderio di vivere e di sentirsi vivi, che sia Radio Rock, Radio Rap, Radio Punk o Radio Maria che sia quel che sia purchè sia emozione, purchè sia vita!!

Sapete cosa??
un ultima cosa mi sento di dire ora, vorrei urlare un enorme VAFFANC**O alla perfezione, ad Avatar e ai Man in Black (niente di personale, mi servivano esempi) e a tutti quelli che non sanno accettare le diversità degli altri e un immenso I LOVE RADIO ROCK a quelle persone che non hanno paura di vivere le loro emozioni, non hanno invidie e non confrontano la vita degli altri per fare della loro la migliore e a tutti quelli che ascoltando musica, la loro musica, sanno ancora emozionarsi e sognare.

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4 Gennaio 2012 in I love Radio Rock

Negli anni ’60 trasmettere musica rock in Gran Bretagna era praticamente un crimine e i DJ escogitavano di tutto per riuscirci… perfino ancorare una barca in mezzo al mare del Nord e trasformarla in radio galleggiante!
Gran bel film, interpreti azzeccati e grandissima colonna sonora.

Eh, gli inglesi… I love / 4 Settembre 2011 in I love Radio Rock

I love Radio Rock: difficile dire qualcosa di sintetico. Più che altro un’esperienza – compresa quella di non riuscire a non ballare sulla poltrona del cinema, compresa quella di legarti per convincerti che è “solo” un film e non puoi partecipare a quello scenario, se non da spettatore. Già. Anni in cui se avevi qualcosa da dire c’era un posto dove andare. Anni in cui la “corrente” che attraversa (sempre) i corpi non poteva essere (più) ignorata. Decisamente entusiasmante come lo sanno essere solo quelle commedie che, apparentemente leggere e divertenti, hanno messaggi ricchi da comunicare. Quindi, sì, “I love Radio Rock”. In più: alcuni dettagli sono sublimi; e la scena più bella in assoluto: i dischi che cadono dagli scaffali nell’acqua della nave che affonda. Poesia in un’immagine.

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All day and all of the night / 3 Febbraio 2011 in I love Radio Rock

I love radio rock purtroppo è passato un po’ in sordina nelle nostre sale.
Ambientato intorno alla metà degli anni sessanta in Inghilterra, ispirato a una storia vera (le vicissitudini di radio Coraline), tratta delle radio pirata e in particolare di Radio Rock, che trasmette in barba alle severi leggi, 24 ore su 24 rock and roll.
E’ un ottimo film che non può non amare chi ama la musica: un’ampia galleria di personaggi azzeccati, una bellissima ricostruzione sixties, la musica è il centro di tutto, brani azzeccati che aiutano lo svolgimento della storia.
Una bella “favola” divertente ma anche commovente, va dritta al cuore.
Alcune cose possono anche finire, ma il rock and roll non muore mai.

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