Recensione su Pinocchio

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Molto fedele al racconto di Collodi / 23 Aprile 2020 in Pinocchio

Probabilmente il Pinocchio di Matteo Garrone è la trasposizione al racconto di Collodi più fedele mai girata fino ad ora. Chi non ha letto il romanzo ed è abituato al Pinocchio di Manfredi con personaggi totalmente umani potrà trovarlo assurdo, quasi stupido, con un vecchio gorilla che fa il giudice o una lumaca come domestica, ma è proprio così nel racconto originale e sono felice che Matteo Garrone abbia voluto essere il più fedele possibile così da creare paradossalmente un’opera originale.
Altra cosa che adoro di Garrone (regista che considero uno dei migliori in Italia) è l’aver voluto rendere Pinocchio una favola dark e gotica. Difatti questo Pinocchio è più adatto a un pubblico di ragazzi e adulti piuttosto che a dei bambini. Dopotutto sono dell’idea che Garrone non faccia film per bambini ma per adulti che si sentono ancora un po’ bambini.
Una menzione particolare va alle scenografie che sono veramente meravigliose fin nel minimo dettaglio con scenari della Toscana, Lazio e Puglia che difficilmente vedremo in altri film perché sono luoghi antichi, inabitati e dimenticati dall’uomo moderno; delle città fantasma che trasmettono quel senso di povertà umana nello spirito di quel mondo che Collodi voleva trasmetterci. Altra menzione particolare vanno ai costumi e al trucco, qualcosa veramente fuori dal comune per il cinema italiano. Beh non a caso è stato chiamato Mark Coulier ad occuparsi di tale lavoro, già truccatore dell’intera saga di Harry Potter, dalla Pietra filosofale ai Doni della morte. Che dire, è stato fatto un lavoro magistrale, dove Federico Ielapi, sottoposto a 4 ore di trucco per sessione, sembra davvero un burattino di legno, così come tutti gli altri personaggi sembrano davvero ciò che interpretano: uomini dalle sembianze di cani, gatti, gorilla.
L’unica pecca del film è che è a tratti un po’ lento a scorrere, ma dopotutto ciò che è narrato è la storia di Pinocchio tale e quale com’è. Inserire qualche spettacolarizzazione sarebbe stato un po’ fuori luogo.
Per me è un film che merita di essere visto pieno. Meriterebbe il David di Donatello per le migliori scenografie, costumi, trucco, effetti speciali e regia.

Voto: 7½

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