Recensione su Pinocchio

/ 20197.179 voti

M / 20 Dicembre 2019 in Pinocchio

Un Pinocchio a tinte fosche, foschissime, quello imbastito da Garrone, e per questo del tutto inadatto ai bambini sotto una certa età: ne guadagna la possibilità di essere goduto, e alla grande, anche dagli adulti.
Imparagonabile ai suoi precedenti, dal disastroso film di Benigni al disenyano (ma va?) film Disney, semmai questo ritorno al cinema del burattino di Collodi può essere paragonato all’Alice di Tim Burton in quanto ad ambizione (ma molto più riuscito del film di Burton sul piano cinematografico… non che ci volesse granché).
Benigni per fortuna non fa il Benigni, ma recita una parte (e molto bene), in un ruolo che gli calza a pennello e che avrebbe probabilmente dovuto interpretare anche nel suo infausto tentativo. Ma è tutto, o quasi, a funzionare, dagli attori (persino l’odioso Ceccherini) agli effetti speciali (relativamente artigianali, ma molto eleganti).
E, più di tutto, c’è la mano di un grande regista, che crea un Pinocchio più fedele all’originale, pieno di buio, di nebbia, di mostruosità, di scene anche discretamente violente (l’impiccagione su tutte), e che sa dare una perfetta struttura a una storia sula carta eccessivamente episodica e riesce in qualche modo anche a sorprendere nonostante una trama che tutti conoscono.
Non è un film impeccabile, un paio di cadute di stile (una colonna sonora a volte un po’ troppo invasiva e la freddura del tonno, veramente cabaret di basso livello), e l’ovvia impossibilità di liberarsi dall’intento moralizzante che Pinocchio si porta dietro. Ma comunque livello molto alto.

1 commento

  1. Stefania / 5 Gennaio 2020

    Sono molto d’accordo con le critiche che, sul finale, muovi al film. In particolare, ho trovato inutilmente onnipresente la “banale” colonna sonora: avrei preferito qualche esperimento musicale in linea con la cupezza del racconto e, sicuramente, temi meno insistenti.

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