Recensione su Pink Subaru

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19 dicembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Una commedia uscita da una strampalatissima coproduzione di forze italiane e giapponesi e ambientata sullo sfondo del conflitto israelo-palestinese. Detta così non ha mica molto senso, e ciò contribuisce ad aggiungere surrealtà alla storia di Elzober, un cuoco palestinese a Tel Aviv in un ristorante di sushi (?) che dopo una vita di risparmi si compra una Subaru e gliela rubano il giorno dopo. Tutto il paese, gli amici, i parenti si mobilitano per aiutarlo a ritrovarla. Ne esce una schiera di personaggi che più disparata magari si può ma a fatica, arabi, ebrei, promessi sposi, maghe, contrabbanieri e impiegati, un ladro, amori finiti, un casino. E anche un paio di giapponesi, per non farci mancare niente, tra cui una scema come se fosse appena uscita da un manga che fa le facce pucciose. Insomma un bizzarro film, meno di quanto aspettassi ma con un senso, uno stile e una direzione precisa, volti a far confluire l’intero ambaradan su di una collina dove tutte le Subaru verranno al pettine, gli sposi si baceranno ecc.

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