Piano, Solo

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Piano, Solo

Rimasto profondamente turbato dalla morte accidentale della madre, il piccolo Luca Flores trova una scappatoia dalla realtà suonando il pianoforte. Dopo il diploma al conservatorio viene introdotto al jazz di Bud Powell e nel giro di qualche anno si fa notare dai maggiori musicisti italiani e da Chet Baker, che lo chiama ad accompagnarlo nel tour europeo. Piano, solo racconta la storia di un artista tormentato, la sua vita privata, l'ascesa al successo fino al drammatico suicidio.

Titolo Originale: Piano, Solo
Attori principali: Kim Rossi StuartKim Rossi StuartJasmine TrincaJasmine TrincaPaola CortellesiPaola CortellesiMichele PlacidoMichele PlacidoSandra CeccarelliSandra CeccarelliClaudio Gioè, Mariella Valentini, Corso Salani, Roberto De Francesco, Konrad Podolny, Alba Rohrwacher, Maurizio Urbani, Alan King, Federica Vincenti, Mostra tutti

Regia: Riccardo MilaniRiccardo Milani
Sceneggiatura/Autore: Ivan Cotroneo, Riccardo Milani, Claudio Piersanti
Produttore: Carlo Degli Esposti, Giorgio Magliulo, Andrea Costantini
Produzione: Italia
Genere: Drammatico, Musica, Biografico
Durata: 104 minuti

Dove vedere in streaming Piano, Solo

17 Novembre 2013 in Piano, Solo

Biografia di Luca Flores, pianista e compositore tormentato e appassionato. Interpretato molto molto bene da un Kim Rossi Stuart bello ed espressivo, il film si muove sui binari classici del biopic, ma alquanto sorprendentemente per una pellicola italiana, non si perde nel comparto tecnico, che anzi da una marcia in più al racconto; dunque una bellissima fotografia che gioca sui chiaroscuri, che diventano metafora sul viso di Luca/Kim e che spesso staglia le figure umane su bei paesaggio,per poi accendersi nelle scene in Africa, una OST molto carina, attori tutti in parte ( brave Paolo Cortellesi e Jasmine Trinca) e un finale stritola-cuore, da commozione.

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29 Luglio 2011 in Piano, Solo

Oggi provo un modo diverso di scrivere una recensione…essenziale…per punti…

VANTAGGI:

– La splendida interpretazione di Kim Rossi Stuart, che mi ha ricordato il Geoffrey Rush di “Shine” (per certi versi, solamente), capace di emozionare e colpire con il ruolo del pianista talentuoso ma disturbato.
– Una storia vera (sono andato a vedere su internet e ho trovato che Luca Flores è un personaggio realmente esistito di cui, lo dico con rammarico, non conoscevo la musica), commovente e sostenuta da una colonna sonora imbevuta di jazz, davvero sublime. Da ascoltare.
– Una fotografia molto curata.

SVANTAGGI

– Il sonoro dei dialoghi è pessimo. Scambi di battute bisbigliati, che per sentire qualcosa devi tirar le orecchie, sussurri appena udibili che fanno impazzire lo spettatore. L’ho guardato per metà coi sottotitoli.
– Qualche peccatuccio di sceneggiatura.

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GENIO E FOLLIA / 28 Giugno 2011 in Piano, Solo

“Il linguaggio della musica è uno, ed è quello dell’anima, là dove le parole ci ingannano con i loro mille significati. E’ libera di volare in paradiso, di scendere nelle viscere dell’inferno o di starsene a galleggiare nel limbo. Io amo quei musicisti che cantano, scrivono e suonano ogni nota come se fosse l’ultima”
Questo pensiero è quello di Luca Flores, un geniale pianista jazz, conosciuto grazie alla biografia di Riccardo Milani in ‘Piano, solo’, ispirato a sua volta da un libro scritto da Walter Veltroni “Il disco del mondo”.
Il film presenta nella intensa interpretazione di Kim Rossi Stuart un Flores immerso completamente nella sua musica, come la sola che può farlo ‘volare’; mi ha colpito in particolare una confidenza che fa alla sorella, le dice che a volte si sente come staccato dal corpo e collegato a questo solo da fili invisibili che non sempre riesce a manovrare, tanto che teme di perderne il controllo soprattutto quando suona.
Suicida a quasi 40 anni, si dice di lui che nel suonare si lasciava scorrere liberamente, e in lui risuonava la voce di tutti i grandi improvvisatori del passato; che nella sua musica si sentono paesaggi sonori e interiori sempre diversi… ma quello che ho colto io quando ho ascoltato la sua musica, è stata una emozione intensa, come se con ogni sua nota volesse comunicare sì la gioia del creare ma anche un dolore interiore che lo tormentava, quello stesso dolore che lo ha poi ingoiato.
Lascia ai suoi cari e al mondo un’ultima opera “For Those I Never Knew” come una sorta di eredità artistica e umana, incisa pochi mesi prima della tragedia, che invito ad ascoltare, perché la musica di questo artista penso che davvero sia in grado di ‘farci volare’.

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