Recensione su Persepolis

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Persepolis / 4 gennaio 2013 in Persepolis

Film autobiografico di Majane Satrapi, la pellicola in questione diretta dalla stessa, ha la particolarità di essere come un lungo e bellissimo fumetto.
Lo stile è eccellente, sono cresciuto con i comics americani e vedere un fumetto con tratti medio-orientali è qualcosa di sublime.
Autobiografico dicevo, percorre la vita della disegnatrice dall’infanzia al trasferimento in Francia nel 1994. Tutto inizia in una parzialmente moderna Tehran. Qui Marjane è una “profetica” bambina, dotata di buon senso, francofona (sarà), amante di Bruce Lee e dei suoi film. Non ci si occupa o preoccupa solo della giovanissima protagonista ma anche della sua famiglia. Famiglia progressista, benestante, idealista, dai sani principi, unita dall’amore per la piccoletta. La cosa che mi ha colpito moltissimo è il ruolo forte che hanno le donne, mamma e nonna in prima linea. Purtroppo per la sua famiglia, questi sono anni di cambiamento, di spargimento di sangue, anni dove ci si augura un cambiamento in meglio, anni difficili. L’Iran passerà da monarchia a repubblica teocratica. L’Iran subirà la rivoluzione islamica.
Le possibili influenze della cultura occidentale vengono eliminate o meglio, si cerca di eliminarle, oltre alla guerra interna ce ne sarà una che coinvolgerà il suo Paese e l’Iraq. Cambiamenti in peggio, morti, privazioni, velo. La bambina cresce, diventa adolescente e i suoi genitori sono preoccupati. L’unica alternativa è emigrare, le loro strade si dividono. La nostra protagonista è il ritratto di qualcosa, rappresenta qualcosa, rappresenta il suo Paese. Non sono un caso le parole della nonna e della madre: “Ricordati chi sei; sii integra; ricordati da dove vieni; sii te stessa; nella vita incontrerai molti stronzi che parlano attraverso l’odio e il rancore”.
Il personaggio della nonna è semplicemente fantastico. Dicevo, rappresenta l’Iran. Qualcuno sostiene che il film sia troppo leggero, vorrei ricordarvi che un buon film è anche quello che riesce a unire momenti di forte drammaticità a momenti che ti fanno fare un sorriso. La pellicola ci riesce in pieno. Per di più. i temi trattati non sono così piacevoli, c’è un buon mix fra amaro e dolce. Ho preferito la prima parte alla seconda proprio per questo. Nella seconda parte, la giovane viene spedita a Vienna, cambierà le amicizie (un gruppo alternativo composto da ragazzi viziati, con i soldi che si lamentano della situazione della propria famiglia o quella prettamente personale, non badando al background dell’Iraniana), troverà l’amore (?), si sentirà straniera in Austria e tornando in Iran.. STRANIERA SUL SUOLO NATIO.
Bello ed interessante, come bello è il rapporto della piccola con Dio. Nelle prime righe, non ho usato il termine “profetico” a caso. Un dio universale. Marjane e la religione hanno uno strano rapporto, il peso del velo e delle limitazioni, il vivere in un Paese dove persino correre in un determinato modo sembrerebbe essere amorale..

In ogni caso, lo reputo un film davvero bello Marjane, troverà il suo posto in Francia. Ed ecco che credo di poter rispondere a chi sostiene sia una pellicola che strizza l’ occhio all’occidente.
Questa è la sua esperienza personale, le sue vicissitudini. La strizzatina d’occhio all’occidente viene data da Marjane stessa poiché emigrata in quello che viene preso come il simbolo dell’occidente, la Francia stessa.

Perché non vedere il film
*Hai stuprato “The eye of the tiger” xD
Scherzi a parte, lo consiglio a tutti. Non mi ha dato fastidio neppure il doppiaggio.

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